21. PILLOLE DI DANTE: Controverso Guardiano Infernale

È probabile, si dice, che Dante confondesse Pluto Plutonis e Plutus Pluti (Inf. VII), quando crea il bizzarro personaggio della Commedia celeberrimo per il verso incomprensibile e tremendamente controverso che recita e con cui apre il canto: “Pape Satan, Pape Satan Aleppe”.

Si riferisce però a una di due figure della mitologia grecoromana e lo piazza all’imboccatura del cerchio IV, quello di avari e prodighi.

Così come presentato, egli è un demone di fattezze imprecisate, ma con la particolare caratteristica di avere un volto in grado di caricarsi e gonfiarsi di rabbia fino a lacerarsi ed esplodere afflosciandosi, poi, come la velatura di una nave quando l’albero viene spezzato dal troppo vento.

Il primo dei due possibili personaggi mitologici è il Dio romano delle tenebre dell’Ade, su cui regna con la sua sposa Proserpina, che rapisce e fa sua.

È fratello di Nettuno e Giove, coi quali si spartisce i tre regni della terra all’esito della lotta, vittoriosa, contro i Giganti e i Titani.

Il secondo, figlio di Demetra e Iasione, nipote di Dardano fondatore di Troia, è Dio delle ricchezza. Aristofane lo descrive come accecato da Zeus e perciò in grado di distribuire averi senza pregiudizi.

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