32. PILLOLE DI DANTE: L’ordinamento Etico-Giuridico Infernale

L’ordinamento etico-giuridico (Inf. XI) dell’immenso e inappellabile carcere infernale, ha tratti evidenti e reiterati di burocratismo penale romano e, in questo caso ciceroniano.

Esso è spiegato durante una pausa dei pellegrini, necessaria a far abituare l’olfatto al lezzo tremendo che si sprigiona dalla fogna del basso Inferno.

Sulla tomba di un eretico, papa Anastasio, seguace di Fotino, Virgilio coglie l’occasione per illustrare come al di fuori delle mura di Dite sono puniti i peccati di incontinenza e “matta bestialità” che, secondo una classificazione aristotelica, sono meno gravi di quelli di malizia puniti, invece, all’interno della città infernale, le cui soglie i due pellegrini hanno varcato da poco con l’aiuto di un messo celeste.

I peccati di incontinenza sono meno gravi perché azionati da una passione e non dall’intenzione deliberata di volere il male altrui.

Fuori da Dite scontano l’intemperanza e la bestialità: lussuriosi, golosi, avari e prodighi, iracondi e accidiosi. I vizi capitali!

Da notare come, tra essi, puniti singolarmente, non c’è posto per invidia e superbia all’Inferno, perni stessi di ogni peccato e della rivolta di Lucifero contro Dio, sono congeniti al peccare in sé.

Gli altri peccati sono puniti più in fondo nell’imbuto infernale, dato che più ci si avvita verso il basso più le colpe sono gravi. La deliberata trasgressione della legge a danno altrui, “iniuria”, infatti, offende Dio maggiormente e può essere commessa o con violenza o con frode.

Tra i due modi commissivi è la frode ad essere più grave, poiché usa la ragione, la caratteristica tipica solo dell’uomo, per fini malvagi.

La violenza può essere esercitata su tre oggetti: se stessi (averi o integrità fisica, quindi: prodighi e suicidi), il prossimo, Dio.

La frode può dirigersi contro chi non ha in mano titoli specifici per fidarsi, e i condannati, in questo caso, finiscono in uno dei nove fossati di Malebolge che contengono nell’ordine (incompleto e alterato dal disprezzo nella tirata virgiliana e riordinato qui di seguito): ruffiani e seduttori, adulatori e lusingatori, simoniaci, maghi e indovini, barattieri, ipocriti, ladri, consiglieri fraudolenti, seminatori di scandalo e di scisma, falsari.

Infine vi è posto per chi tradisce chi, invece, si fida, ed esso è il gelo di quattro diversi luoghi del lago, ghiacciato dal vento luciferino, di Cocito: Caina, Antenora, Tolomea, Giudecca, a seconda che siano traditi i parenti, la patria, gli ospiti, i benefattori.

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