33. PILLOLE DI DANTE: Più che un Eretico, Maometto

Mentre Dante pone tre grandi anime musulmane a sospirare senza patire pene nel Limbo del cerchio primo, insieme agli altri grandissimi spiriti della storia umana, non riserva la stessa sorte al capostipite della loro religione: Maometto (Inf. XXVIII).

Lui è dannato, ma non tra gli eretici, che sono i primi abitatori dell’Inferno vero e proprio, quello interno alla città di Dite, bensì molto più giù nel sinistro “castello inverso” di Malebolge; tra i seminatori di scandalo e di scisma.

È punito per una colpa molto più grave, quindi dell’eresia –secondo lo schema dantesco, però, visto che per alcuni dottori l’eresia era il peccato più grave-.

Per pena, un diavolo armato di spada lo fende dall’ano, descritto dal poeta come luogo dal quale di scorreggia (“trulla”), al mento, e lui si rivolge ai pellegrini aprendosi con ambo le mani il petto e mostrando le frattaglie visibili dallo spacco.

Il suo stomaco è disgustosamente descritto come: “tristo sacco che merda fa di quel che si trangugia” e tutto il personaggio ha tratti grottescamente volgari e ridicoli.

Dante, vista l’ubicazione del primo musulmano, sembra prestare credito alla leggenda templare secondo la quale Maometto, prima vescovo della religione cristiana, avesse creato uno scisma artatamente e cagionato solo dalla stizza e dal rancore personale per non essere divenuto papa lui stesso, carica alla quale ambiva, cioè per ignobili ragioni utilitaristiche e di risentimento.

All’epoca, sul personaggio circolava un gran numero di leggende, e della sua figura parlano in molti, ma senza dati storicamente riscontrabili: l’enciclopedista Vincenzo di Beauvais, Pietro il Venerabile, Jacopo da Varagine, Fazio degli Uberti, e persino il maestro di Dante, messo a rosolarsi come sodomita, Brunetto Latini.

Risulta, infatti, storicamente che Maometto non sia mai appartenuto alla fede cristiana, ed abbia predicato, da subito, a popolazioni pagane, cioè mai state cristiane precedentemente. Non ha, quindi, provocato, tecnicamente, alcuno scisma.

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