34. PILLOLE DI DANTE: Spregevoli Sfruttatori!

Fattosi illustrare da Virgilio la ratio della classificazione delle anime dannate, Dante si sofferma sui caorsini -abitanti di Cahors città usata per antonomasia, come i sodomiti da Sodoma-, gli usurai, (Inf. XI e XVII) che poi incontrerà tra i violenti.

Spiega il poeta latino: la natura prende origine direttamente dalla mente divina, e dal suo operare, così che essa è come “l’arte di Dio”. Se la natura è figlia di Dio, e l’arte figlia della natura, risulta che quest’ultima, l’arte umana, è, per così dire, nipote di Dio. L’usuraio non si avvale per vivere, né dei frutti della natura, né del suo lavoro, ma ripone la sua fiducia, per sostentarsi, solo nel prestito del danaro (qualcosa di sterile, infecondo). Tale attività è contro natura, poiché il danaro, da solo e di per sé, non crea altro danaro. Esso rende frutti solo se è investito in qualcos’altro di concreto, una attività produttiva, che implica uno sforzo personale, ma non certo per il solo trascorrere inerziale del tempo.

Dante dà un grande rilievo a questa colpa, grave piaga della sua epoca, di cui pare che anche egli, come prima di lui suo padre, avesse avuto esperienza diretta come debitore, e disprezza fortemente questa massa di avidi sfruttatori della miseria e dello sforzo vitale altrui, strozzini spregevoli e vili, nonostante, in molti abbiano vanitosamente comprato stemmi e titoli per nobilitarsi.

Quelli che incontra personalmente sono, infatti, riconoscibili da blasoni e insegne gentilizie pitturate a colori vivaci su borse appiccate al collo: esponenti delle famiglie dei Gianfigliazzi, Obriachi, Scrovegni, sono descritti in modo sprezzante e ridicolo, animalesco, mentre si arrostiscono seduti sotto i fiocchi di fuoco che cadono dall’alto.

Soffrono una analoga dose di dolore agli altri compagni di pena, i bestemmiatori e i sodomiti, eppure sono così abietti da essere descritti in modo più grottesco e spregevole.

Dante in una singolare inversione della regola di imbattersi in colpe via via più gravi col procedere del viaggio, colloca prima di questi sodomiti e bestemmiatori che offendono beni maggiori.

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