5 minuti d’odio: il mito della famiglia e della “tradizione”; la stabilità che ci accoppa!

La tanto celebrata famiglia, “struttura portante della società”, “pietra angolare della civiltà”, è stata messa in discussione pesantemente già da più di mezzo secolo. Sta praticamente naufragando da decenni! Come si fa a fare finta di nulla! A sposarsi! A continuare e voler continuare “come prima”!

Non ci sono “valori” dentro la famiglia! È solo un sistema di controllo della persona e delle masse come tanti altri, è il cappio al collo, uno dei, la catena alla quale farti affezionare, un ricatto, una giustificazione. Solo una cosa è costante in essa: è sempre stato un sistema per organizzare la società! E anche essa è cambiata in modo radicale nel corso dei secoli. Perché le esigenze cambiano!

Che le consorterie medievali, o clan scozzesi del quindicesimo secolo, o le famiglie contadine già solo dell’ante guerra nostrano erano quel patetico e grigio nucleo di tre tizi sfigati in appartamentino di Abbiategrasso, sul bordo del divorzio, che vedono nolentemente zii e cugini in un Natale pretigno sempre più povero? Fanno solo tristezza! Come intristisce qualunque vincolo assunto “per forza”. Di tradizionale lì non c’è altro che la paura ancestrale della bestia sapiens della solitudine e della conseguente morte!

Pensare che qualcuno qui su questo pianeta di sterco abbia l’esclusiva per poter definire lui cosa debba essere la famiglia, è semplicemente erroneo! Ogni sapiens dica la sua e ciò varrà come l’opinione di chiunque altro: un emerito accidente!

In una società libera e felice non c’è alcuna ragione di essere circondati da parenti serpenti di vario tipo. Con la prosperità si dissolvono, o per lo meno si allentano e poi si dissolvono, tutti i laccioli che tengono fermo e “al suo posto” l’essere umano.

Una persona libera e felice non ha bisogno di aggregarsi con nessuno tranne che per affetto sincero e fino a che duri. Non ha bisogno di amici, perché non ha bisogno di compagni di caccia; non ha bisogno di mura attorno alla città, e non è costretto ad appoggiare la sua patetica squadra di calcio cittadina per paura di essere esiliato e rapinato; non ha bisogno di una moglie, quando può fare sesso lo fa, senza impegni e vincoli. E invece continuiamo! Patetico!

Non ha nemmeno bisogno di stabilità per l’educazione dei figli, dato che non è la stabilità che li educa, ma la ragione. I genitori sono coloro che non ti insegnano nulla di più che ad andare in bici senza rotelle, ma lo fanno con una prosopopea infinita! Oggi ti puoi vedere un video tutorial!

Le posizioni “tradizionali” sono tali solo grazie al nutrimento dei pavidi e dei chiusi che hanno sempre e solo paura del cambiamento. Ma il cambiamento è inevitabile! Lo capisce chiunque! Lo sa chiunque! Sempre s’è cambiato, e sempre si cambierà! Lo scopo è migliorare. Possiamo decidere dove andare, non siamo formiche. O sì!

E allora ragioniamo: il coraggio non è in chi sa che verrà annientato ed agisce, né in colui che è sicuro del proprio trionfo. Il coraggio è un atteggiamento dinanzi all’incertezza. Il futuro è incertezza per definizione, quindi l’unico atteggiamento coraggioso è quello progressista di chi lo percepisce come un’opportunità per migliorare.

Il conservatore abbarbicato alle sue scuse, ai suoi “valoretti” alle sue abitudini da sempliciotto e da poveruomo che pensa di vivere “per grazia concessa da altri”, e che vede il cambiamento come una minaccia non è coraggioso. È un vile! Non esco stasera …ho il tacchino nel forno…

Per non detestarsi, maltratta gli altri, per assolversi fa finta che sia imprescindibile ascoltare italiche mamme isteriche e iperprotettive, che a loro volta fanno finta di credere in qualcosa d’altro e sono così orgogliose dei loro “sacrifici di mamme”. Oppure fingono che i discorsi del prete di turno siano saggi, fingono di amare i figli, fingono di avere amici, gli serve il gruppo, il camerata, fingono di amare il fidanzato, il marito, o qualunque altra tradizionale puttanata!

Troveranno sempre una causa per il pianto e un motivo per non agire, e peggio ancora per non pensare. Come nei quotidiani tg nazionali, dove ininterrottamente si assiste sempre e solo a scenate di una popolazione castrata che celebra avvilenti funerali in lacrime, perdonando chi li acciacca, lasciandosi consolare da chi campa sul loro comodo e umido dolore, e per di più rimanendo sconsolati! Una popolazione spaventata da terremoti, esondazioni, vento, pioggia, anticaglie pure quelle, ancora in voga e minacciosamente! Gente sempre terrorizzata: da inquinamento, immigrazione, sesso, mai incuriosita, o reattiva, sempre terrorizzata! Aspettando qualcuno che li salvi! Implorando! Ma chi li vorrà salvare mai se si fanno schifo da soli?

Si vedesse mai una persona incazzata, propositiva, fiera, spavalda, allegra (non buffona, ma allegra, vitale, reattiva) … quanto piace piangere e veder piangere! Soffrire e veder soffrire!

Il sogno, l’obbiettivo da raggiungere è stato marcato tempo addietro ed è ancora valido perché non s’è ancora realizzato, ma si potrebbe!

L’obbiettivo è la dissoluzione della società come la conosciamo, una umanità libera da obblighi e da paure, la dissoluzione dei vincoli di utilità e erti sulla timidezza e l’inerzia, libera dalla scarsezza, dalla schiavitù, libera di amare qualcuno DAVVERO, avere amici VERI, stare da soli se si vuole, fare ognuno quello che si sente di voler fare, sempre e solo per amore, per gusto, slancio!

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