59. PILLOLE DI DANTE: Mai Vendicarsi degli Dei!

Coronide, figlia di Flegias (Inf. VII), fu sedotta e fecondata da Apollo.

Il padre, in consonanza con l’etimologia greca del suo nome (phlego e il flagro, stessa di Flegetonte e dei Campi Flegrei), che vale infatti “ardere”, per vendicarsi cercò di incendiare il tempio di Apollo a Delfi, atto per il quale il Dio prima lo crivellò delle sue frecce e poi lo gettò nel Tartaro.

Nell’Eneide di Virgilio Flegias, con un verso celebre, ammonisce gli esseri umani: “Discite iustitiam moniti et non temnere diuos”, (diremmo: il mio esempio vi insegni ad essere giusti; a non disprezzare gli dei, VI, 620).

Come altri personaggi mitici viene assunto nell’esercito infernale dantesco, in questo caso come brusco traghettatore della palude stigia, dove sono puniti, in superficie gli iracondi e nel fondo, non visibili, gli accidiosi.

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