8. PILLOLE DI DANTE: Un Pagano tra i Beati: Rifeo

Rifeo è uno dei fedeli compagni di Enea nella disperata resistenza opposta dai troiani per salvare la città condannata, una volta che l’inganno di Ulisse e Diomede -il cavallo- sortisce il suo drammatico effetto.

Dante lo colloca, un pagano, in Paradiso (Par. XX).

La Giustizia e la Grazia di Dio salvano chi vogliono e chi lo merita.

Nell’Eneide, Rifeo viene esortato alla pugna, disperata e senza scampo, dal celeberrimo hysteron proteron di Virgilio: Moriamo e gettiamoci in mezzo alle armi (“Moriamur et in media arma ruamus”. Eneide II, 353).

L’inversione causale o temporale di due elementi del discorso sarà utilizzata da Dante in altre splendide occasioni nella Divina Commedia stessa: Par. II, 23-26 e Par. XXII, 109-110, e ancora Inf. V, 61-62.

Nella prima, il dardo –quadrello- di balestra prima si posa sul bersaglio e solo poi vola e si schioda dalla noce –il gancio con la tacca che tiene la corda tesa-; nel secondo, il dito scottato si ritrae dalla fiamma prima di avvicinarsi ad essa, nell’ultimo Didone prima si uccide per amore, e poi rompe il giuramento di fedeltà a suo marito Sicheo, morto. Un altro esempio è presente nell’indicazione oraria sul Monte Purgatorio (Purg. XV) “Tra l’ultimar de l’ora terza e ‘l principio del dì”.

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