Aforismi e Pensieri

Il numero di Aforismi e Pensieri, ad oggi (in modo del tutto fortuito) a esattamente 66.666 parole, è diventato ingestibile per la pagina e devo ripiegare su un file pdf.  Aforismi e Pensieri
A continuazione il nuovo contenuto:

Sottomettere la specie umana alla morale è stato il primo atto immorale.

Consumo, ma odio appassionatamente il cinema e chi lo fa, forse la cosa che detesto di più della camera è la mancanza di visuale reale che dà. Agguati impossibili, sparatorie che appaiono chilometriche, proporzioni distorte, lotte senza senso, soluzioni irreali a tutto, la mancanza di contato con velocità, distanze, movimenti, percezioni autentiche. Il cinema è davvero la più volgare delle arti e tra i suoi peggiori e più odiosi esponenti i più sopravvalutati, conta Spielberg, Tarantino, e Kubrick.

Le opere volgari, quelle popolari oggi, ormai mi pare siano le uniche, caldeggiano auto-identificazione, partecipazione, sentimenti grossolani di amore e odio, anzi, mere emozioni da quattro soldi. Peggio di tutte sono quelle che implicano frequenti ribaltamenti delle suddette, vera immondizia! Le opere raffinate, magnifiche, come quelle di Borges lasciano al lettore libertà, autonomia, tempo, non sono secche, sono cristalline, sono durevoli insondabili. Nessuno sente la necessità di identificarsi col mago-demiurgo delle rovine circolari, nessuno col suo golem onirico, che pure rappresenta ognuno di noi, si viene poi trafitti da un intenso smarrimento, tristezza, senso di inadeguatezza e insignificanza.

Un grosso, forse il più grosso, secondo la mia scala di valori, errore estetico dell’Occidente è stato ricondurre il bere alla leziosità invece che alla marzialità, alla quale è pure appartenuto a lungo tra cowboy, moschettieri, aviatori della prima guerra mondiale, scaricatori, detective… La coppetta da cocktail e da Champagne sarebbero dovute essere il non plus ultra (nel senso pure che non si sarebbe dovuto andare oltre) della sofisticatezza, o in miglior italiano della ricercatezza. Invece si è spinto su bicchieri da vino di assurde dimensioni, fogge dubbie dagli inaggiudicabili benefici sensoriali, su una serie infinita di stupidaggini e castronerie da polli, su nomi idioti, gesti peggio, prezzi gonfiati, competenza ciarlatana, gergo inascoltabile… il cocktail, la bottiglia, dovrebbero essere per la celebrazione di una vittoria, dell’ardimento in genere, o anche di un lavoro ben riuscito, il premio di una eroica, quasi epica stanchezza, l’ultimo gesto prima della partenza verso il pericolo, il motivo per andare avanti ancora un po’ e nonostante tutto, un rifugio in cui potersi dimenticare delle donne e non certo uno strumento, l’ennesimo, il più volgare e umiliante, con cui cercare di sedurle o attrarle.

Un’idea geniale è non farsela venire.

Agendo all’apparenza allo stesso modo, l’uomo educato tratta le persone con rispetto, l’uomo navigato le tratta con sospetto, io le tratto con dispetto.

Che fate ci qui? Andate a leggere Borges, presto!

Per fortuna la storia la scrivono i vincitori o non la finiremmo più con le lagne.

Ho una pessima opinione del cinema e di chi ci lavora, sopratutto considerando la gran importanza che molti di loro si conferiscono apertamente. A dispetto della ridicola autocelebrazione, il cinema, e specie quello americano nell’insieme considerato, non è una “forza” che spinge verso una direzione chiara: “illuminata”, “progressista”, “multiculturale”, “tollerante”… Obama avrebbe detto con la sua frequente spericolata e apodittica semplicità :”la parte giusta della storia”, e che nel frattempo ci fa anche soldi sopra, non ha queste virtù morali; se osserviamo bene, i film non precedono, ma seguono, quanto accade in società, seguono una tendenza, una moda, un cambiamento, lo assecondano e lo usano, qualunque esso sia. Andava di moda celebrare i cowboy, è stato fatto, il vento è cambiato e era opportuno restituire qualcosa ai nativi, è stato fatto, per un pezzo è stato di moda avere personaggi positivi privi di fede, ora va già l’opposto, torna Dio ovunque… si trova di tutto, pavidamente di tutto, per essere precisi, ma persino cose davvero becere, purché si incassi. Il cinema non ha alcuna dignità di movimento culturale, è solo una gran macchina per soldi, una stantia e ripetitiva porcata di mediocri senza talento al servizio del gusto volgare di altri mediocri con ancora minor talento.

La cucina ha qualcosa di magico, infatti gli chef famosi sono dei gran cialtroni e ciarlatani, proprio come i maghi.

Quando la gente dice “la zanzara ammazza più delle tigri”… non è vero! La zanzara non t’ammazza, ti passa una malattia che poi t’ammazza; la tigre no, la tigre ci pensa lei. C’è una bella differenza!

Ascoli Piceno: il luogo dove sono nato e che ha conferito un nuovo significato all’espressione “comune mortale”.

Sono così ostile all’esistenza che se per disavventura avessi un figlio lo chiamerei “Eutanasio”.

Il mio corpo è il mio tempio, come tale lo dissacro.

Procreation is morally comparable only to homicide.

La procreazione è moralmente comparabile solo all’omicidio.

Living is a waste of time.

Vivere è un perdita di tempo.

No particular place invented stupidity but Spain surely perfected the concept, the same dynamics apply to America and madness.

Nessun posto in particolare ha inventato la stupidità, ma la Spagna ha certamente perfezionato il concetto; lo stesso accade con l’America e la pazzia.

God is dead but his funeral will go on forever.

Dio è morto, ma i suoi funerali saranno eterni.

La spelendida co-cornice, è tutta la merda che sta attorno alla splendida cornice.

What does not kill you… makes me sadder. 

Quello che non ti uccide… mi rende più triste.

Social-media, the best way to be social-mediocre.

I social media, il modo migliore per essere socialmente mediocri.

La macchina per il suicidio andrebbe considerata un diritto, come in Futurama dovrebbero essercene ad ogni angolo di strada, ma con esse andrebbero installate anche le macchine per il tentativo di suicidio, per i meno convinti, quelli che vogliono solo richiamare l’attenzione.

Comment to the YT video “In Defense of Columbus: An Exagerated Evil”.
I strongly believe that the idea of the “pear-shaped” Earth is principally due to Dante Alighieri’s work; it should be more correctly described as a huge protuberance in the Southern Hemisphere. The Medieval Italian poet (1265-1321 CE) had a huge impact on western culture and religiosity, and locates its Purgatory in that region: it is a single conical, inaccessible and massive mountain, bigger than any other, in which the imperfect souls of men are purified of their sins with painful penitence in seven rings. On top of the mountain it lays the Terrestrial Paradise, and from there the imaginative author accesses the Heavens and starts the III and last part of his magnificent poem (the Divine Comedy). Dante, of course, did not know that it would have been impossible to climb such a mountain without oxygen.
It may look ridiculous today to believe such stories, but starting from the discovery of America and up to and including the seventeen century, people tried very hard to locate Eden and a number of expeditions were financed. After all, it is a place that by definition has to be on Earth. Nowadays, nobody mentions it anymore, not even the hard-core believers, because it is an embarrassing defeat to have the whole planet mapped and not a trace of this legendary place; it is more common to stupidly insist on other less practical (more abstract) topics, and wage war at perfectly established scientific theories such as Evolution, or Relativity. In any case, in the times of Columbus, the scriptures had a literal meaning, and we can’t blame anybody for believing what they were taught it was right; after all we all do the same even today, we assume that what experts say is correct, or at least to be the best approximation to being correct that we can reach. If you read Paul Tabori’s “The Natural Science of Stupidity” you may find some references to such explorations and expeditions, mainly in Brazil. It is a common mistake to apply your personal beliefs and knowledge to judge historical figures and happenings, in order to achieve the cheap and petty endorphin release connected to feeling superior, virtuous and smart.

Nessun credente potrebbe mai convertirmi, gli unici capaci a farmi diventare un credente sono gli atei.

Sono contrario “alle storie” in genere, per me nello scritto “perfetto” non dovrebbe succede niente, sono ancora più contrario a quelle con il colpo di scena, che considero un elemento di gusto volgare (considero di gusto volgare anche la maggior parte delle agnizioni, ma oggi sarebbero un problema minore), ma l’apice dell’ostilità lo raggiungo con le storie che conducono ad amare-odiare i loro personaggi, ancora peggio se, andando avanti negli interminabili pipponi alla GOT, i sentimenti si ribaltano. Odio veramente questo tipo di formato, molto popolare (unico) oggi, ma questo non arriva nemmeno a dover conceder loro un certo qual successo (odio storie scritte per provocare odio, bravi!) perché non che odi i personaggi o la vicenda della storia, odio la volgarità del genere e basta, il contenuto in particolare mi lascia del tutto indifferente, al massimo insofferente, se non del tutto annoiato. A luce di ciò probabilmente non risulterà più paradossale che considerai uno dei miei migliori successi quando da una rivista alla quale avevo mandato un racconto mi si rispose che avrei dovuto insistere a scrivere, perché scrivevo bene (quello su cui più mi interessava avere un’opinione esterna), ma che non mi avrebbero pubblicato perché nella mia storia (fiacca, va detto) il lettore non avrebbe potuto trovare personaggi da amare o odiare.

Le lotte non sono mai tra bene e male, buoni e cattivi, sono sempre tra diversamente buoni.

Da un paio d’anni almeno non faccio uso dei social media, ma non è un gesto “speciale”, “controcorrente”, o “fuori moda”, anzi oggi se ci fosse una tendenza un po’ snob e arrogantella, sarebbe proprio quella di evitarli, comportamento infatti molto popolare tra la categoria peggiore mai nata in società, gli hipster. In passato, non mi vergogno affatto di ammettere di essere stato fortemente entusiasta di queste nuove tecnologie, vedevo incredibili sviluppi e usi possibili, benefici ingenti, applicazioni meravigliose per il genere umano, ma poi è successo qualcosa di simile a quello che successe con la televisione, quando fu una novità. La realtà infrange ogni ottimismo. All’epoca, la persona positiva si sarebbe potuta entusiasmare, pensare a quanti argomenti interessanti trattare ad ogni ora, alfabetizzando popolazioni isolate, rendendole partecipi di scienza e conoscenza, e molto altro, per poi dover arrivare a constatare non solo che in TV non parla solo Carl Sagan, ma che Carl Sagan non è nemmeno il personaggio più famoso e ascoltato, anzi, non è nemmeno lontanamente il personaggio più famoso, e il piccolo schermo è usato al 90% per programmi idioti, fatti da idioti, per il consumo di idioti, a beneficio dei soliti furbi che sfruttano l’idiozia generale e la promuovono. La religione ha fatto lo stesso per millenni. Invece di un beneficio la nuova tecnologia diventa un pericolo. Coi i social media è successa la stessa cosa, in modo forse ancora più estremo e inquietante, ma anche desolante, perché, anche considerando tutti i problemi dati dalle operazioni di controspionaggio che si sono verificate, e per le quali credo fortemente che dovrebbero essere prese misure piuttosto severe, c’è qualcosa di spaventoso in modo intrinseco in queste piattaforme che si manifesta nell’uso che se ne fa e in cosa propiziano.

A chiavar donato non si guarda in bocca.

Non sono contrario a tutto, sono solo a favore del poter essere contrari a tutto.

L’Inferno è stato inventato perché l’uomo crede (sa) di meritarlo; Dio è rinnegato per la ragione opposta.

La vita è una malattia che si trasmette per contagio cercato.

Invece di “Nessun Dorma” si dovrebbe cantare “Nessun Dogma”.

Verdi è arrivato a vette epiche quanto quelle di Wagner e prima di lui, ma senza le supercazzole del germanesimo, Leopardi ha detto le stesse cose di Nietzsche, ma meglio, senza estremismi, prima di lui, e senza le supercazzole del superimbecille.

La teoria dell’eterno ritorno equipara l’universo a un vecchio rincoglionito.

Ho passato la vita in posti e tra persone per cui quello che so non ha la minima rilevanza, ho infine deciso di dedicarmi alla scrittura, che è forse la maniera più elaborata di affermare che non si esiste.

Solo dopo la seconda metà del XX secolo l’essere umano ha avuto una proporzione verosimile della propria diffusa stupidità e ha deciso di sfruttarla. Anticamente si tollerava, ma si puntava sull’intelligenza, adesso è quest’ultima ad essere tollerata.

Ci provano sempre! Oggi una pubblicità alla radio fa: “donate plasma”. Certo, uno dona plasma e poi lo vendono ai coreani che ci fanno le tv 4k.

In un mondo a 4 dimensioni sarà possibile usare i gatti come pantofole senza ucciderli?

Non so se sono troppo intelligente per essere felice, ma di certo lo sono per essere infelice.

Che la gente non abbia davvero niente di importante da fare oggi come oggi è palese: quando il tempo è particolarmente brutto non si vede in giro nessuno.

Immanuel Kant ha proposto al mondo il suo brillante concetto di imperativo categorico, dal canto mio mi piacerebbe sostituirlo con il più schietto e pratico impalativo categorico.

Ci sono cose che l’uomo non deve sapere, tra esse che ci sono cose che l’uomo non deve sapere.

…Adesso vai, e ricorda: l’uomo non deve sapere che ci sono cose che l’uomo non deve sapere.

Sarà, ma non so di nessuno che abbia tentato il suicidio con un veleno omeopatico.

Non è vero che la filosofia non serve a nulla, è pur sempre l’unico mezzo a disposizione per arrivare a capire che la filosofia non serve a nulla. Chi non la conosce non può permettersi di liquidarla.

It is not true that philosophy is completely pointless, it is the only available tool to get to the conclusion that philosophy is pointless.

Questa cosa di nascere, un grave errore dall’inizio, un errore per giunta mai commesso, come tutti i peggiori, e per definizione fatale.

Non c’è nessuno che capisca così poco gli uomini quanto le donne e nessuna di loro capisce così poco il proprio quanto una moglie.

No sé nada de mujeres, pero una cosa la sé: no hay nadie que entienda tan poco a un hombre como una mujer, y nadie que entienda tan poco a un hombre casado como su mujer.

(Visited 308 times, 1 visits today)