Aforismi e Pensieri

Il numero di Aforismi e Pensieri è diventato ingestibile per la pagina e devo ripiegare su un file pdf.  Aforismi e Pensieri
A continuazione il nuovo contenuto:

L’evoluzione della specie: dall’utile idiota, all’inutile idiota.

L’universo ha 13,8 miliardi di anni; il fatto che in tutto questo tempo non sia rimasto nessuno a farsi vedere in giro dimostra che alle creature che abbiano raggiunto un grado discreto di intelligenza non interessa affatto esistere.

Il terzo millennio e le sue grandiose imprese sinofalliche e cinofalliche!

Solo una persona fondamentalmente volgare si intrattiene in spossanti discussioni tra similitudini e differenze tra epoche e posti.

Semmai potessi incontrare Borges, come Dante, Virgilio gli direi: “Maestro, siete colui per merito del quale smisi di scrivere”.

Lord, grant me the arrogance of trying to change the things that I cannot change, the laziness to do nothing about the things I could change, and the obstinacy to always ignore the facts.

The good thing about democracy is that it gives voice to all the people. The problem with democracy is that it gives voice to all the people.

L’onnipresente pregiudizio dell’amore, il grande inganno dell’arte, la pedanteria arrogante di intellettualismo e ignoranza, l’equivoco sull’evoluzione e l’oppressione di progressismo e tradizione, l’indottrinamento su “nuovo”, “unico”, “originale”, “speciale”, “esclusivo”, “innovativo” e la tirannia della fama, l’arbitrarietà dell’amicizia, dell’appartenenza, del branco, dell’animalità sociale e l’atrocità della confidenza.

From the cask to the casket.

Il mio motto è: alla bara dal barile.

How to politely deal with a misanthropist: every time you speak to him just keep in mind that he does not want to be here.

Come trattare educatamente un misantropo: ogni volta che parli con lui tieni ben presente che lui non vuole essere qui.

The wizard of hops.

Non si chiama più mentire, si chiama marketing, relazioni col pubblico, pubblicità, o qualunque altra falsa elaborata perifrasi del caso e alla moda si voglia usare per evitare di confrontarsi con la realtà di quel che si è: bugiardi. Del pari, non si chiama creare dipendenze (addiction), lucrando sulle miserie altrui, è “engagement“.

Credo che la cosa che mi irrita di più di oggigiorno è l’esagerazione nel linguaggio; è costante e ovunque. La seconda è l’uso di eufemismi e perifrasi. Sono due situazioni correlate, e in genere ritengo che una società e un’epoca, e di conserva gli esserei umani che le formano, possano essere giudicate dal linguaggio in uso. Ciò la dice lunga sul presente.

Riguardo all’esagono come forma necessaria delle celle della Biblioteca di Babele di Borges, va notato che la rappresentazione bidimensionale di un cubo (spazio tridimensionale tipico di una stanza) è appunto esagonale. A volte mi chiedo se una rappresentazione in quattro dimensioni di un poliedro esagonale non possa spiegarne le note incongruenze.

Il toscano, anche quello americano, puzza troppo, ero uscito in giardino a fumarlo con calma; le foglie dell’enorme noce cadevano come eliche di elicottero abbattute senza dolore, spinte da un filo d’aria forse, o piuttosto dagli ultimi roditori in cerca di un riparo. Dal prato verde, casuali, incessanti, minuscole mosche di fuoco apparivano dal basso in alto, salivano, sparivano in un secondo, innumerevoli, placide, gradevoli come bollicine in un bicchiere di soda. Era quel momento del giorno che pare sempre volerci dire qualcosa, ma non lo dice mai, o forse lo dice nel ritmo dei grilli e delle cicale e non lo capiamo. Tutta quella quiete, tanta maggiore quiete e silenzio che nelle interminabili ore precedenti del giorno, scosse dal ruggito soffocante del sole, mi facevano riflettere che solo noi sembravamo infaticabili, incapaci di smetterla e di riposare. Forse è solo questo che il terminare del giorno vuole dirci. Più oltre, il passaggio di un treno, con la sua prepotenza di metallo ed elettricità mi confermava nel sospetto dai tratti angoscianti che tutto quel delirio non sarebbe cessato se non brutalmente, troppo tardi e di sicuro in una gran delusione collettiva.

This decade (at least) will forever be remembered as the one when a few tech-jerks and two despicable regimes tried hard to destroy society.

I was introduced years ago to the neologism “mansplaining” so, observing reality, I coined my own new voices:
Femplaining: the odious and detestable attitude most women -and some men- display, complaining nonsensically and without end of absolutely anything, including opposites.
Teensplaining: when you are for example in your forties, and a jerk, that cannot even open a can without mommy’s assistance, tells you how the world works.

What women call “being tired” is just being alive. It is default living.

Social media, the place where any incompetent idiot pondefecate about whatever.

Social media: idioti pondefecando a destra e a manca.

Lo stupore, la vendetta, parteggiare per una o un’altra parte, sono i sentimenti più volgari e forse si estendono al novantanove percento delle opere odierne.

Una delle più intime e maggiori soddisfazioni in vita mia è stata venire a sapere che una mia idea sulla fine fisica dell’Universo aveva una qualche consistenza scientifica, dato che seppur estremamente fantasiosa e solo “filosoficamente” suggestiva, risproduceva, ignorandolo, quella di Sir Roger Penrose.

I hate feeling superior, the most vulgar of attitudes, but people make it very hard.

Per la becchiarda a volte si aggirano racconi dalla coda a bande, in cerca di cibo, sono i famosi panda della basura; vari conigli corrono in apparente spensieratezza e le ardiglie si inseguono sfrenate sui rami dei pecani in fiore; una volta un bazzardo enorme è atterrato sul grasso verde, forse per intimidire i piccoli blugei, i cardinali di fuoco, o le belle mosche di burro che si posano variopinte sui caprifogli allattamiele; i bambini del barrio, vociando laudi e incuranti, giocano coi nerfi, il panorama diventa assai spesso molto bucolico.

La cultura italiana contemporanea gira attorno a una sola forma geometrica, quella della sfera, o meglio, la palla, il che è riflesso anche nel linguaggio: è un popolo di pallonari, la gente racconta palle, le rompe, le fa girare, gioca e segue il pallone, va nel pallone, è molto pallosa, e una palla al piede, ma nononostate tutto non mi pare abbia le palle.

Aperitivo, brunch, apericena… i tanti nomi per le pizze del giorno prima.

Ogni storia raccontata, reale o di fantasia, non è che un tentativo di mettere ordine e cercare di dare un senso a un mondo che (temiamo con quasi assoluta certezza) non ne ha affatto. Quando provo a raccontare quello che “mi è capitato”, non riesco a farlo, sto invece, più o meno maldestramente, cercando di farmene una ragione, sto sempre interpretando, distorcendo i fatti di una vita che non ha modo di essere considerata significativa nemmeno da chi la vive.

Atti pubblici in luogo osceno; per esempio nei Tribunali.

Da quando ho deciso di smettere di vedere nelle opere altrui cose che non ci sono, me ne piacciono sempre meno.

Il mio sangue non sarà blu, ha solo splendidi riflessi violacei malasorte, almeno però non ho i globuli rozzi.

La lungidemenza della civiltà Occidentale.

I condomini di cemerdo armato e il problema ambientale della cemerdificazione.

L’Italia starebbe molto meglio fuori dall’Europa, ma l’italiano starebbe comunque e sempre molto meglio fuori dall’Italia.

Medico: un tempo, sciamano che pretendeva di forzare l’ordine segreto delle cose penetrandone i meccanismi occulti con gesti rituali; oggi, sciamano che pretende di forzare l’ordine segreto delle cose penetrandone i meccanismi occulti per mezzo della diagnostica approntata dall’ingegneria, la farmacologia e la chimica. Nel frattempo alza qualche quattrino raccattato qua e là alla mala peggio. Sinonimi (ieri come oggi): impostore, buffone, ciarlatano, tartufo, cialtrone.

Scienziato: disonesto esemplare di predatore, per lo più detrivoro, di un curioso ramo marginale dei primati È famoso per realizzare con pomposa arroganza affermazioni o negazioni su soggetti di cui finge di sapere qualcosa, per beneficio proprio, danaro, prestigio, o qualunque altra utilità.

Giornalista: abbietto e su tutti penoso esemplare del primate sapiens, sempre di genere femminile con indipendenza dagli attributi sessuali effettivamente posseduti; è notevole per la sua incomprensibile propensione all’autocelebrazione, l’assoluta mancanza di autocritica e l’inusitata permalosità; soppravvalutandosi sempre, si dedica con meschina alacrità, degna di ben altro scopo, a distorcere, fraintendere, menomare, banalizzare, deturpare, qualunque concetto su cui le sue vaste e invincibili doti di incompetenza e insipienza riescano a mettere mani, lingua o penna.

Che la stampa libera sia un pilastro di una società libera non comporta che ogni singolo giornalista possa essere un impreparato mentecatto, così come che la scienza sia l’unico strumento di conoscenza umana non comporta che ogni scienziato possa essere in errore, nè che la guerra sia un concetto epico, esclude che ogni soldato abbia paura.

La pandemia del 19-20 ha confermato che la scienza medica non ha mai fatto quel salto in rigore realizzato da fisica e altre scienze esatte, purtroppo è rimasta ancora molto cialtronesca, Balanzoni, sciamani, corvacci da fiaba, le sparano e si contraddicono di continuo in una rissa da mercato del pesce.

Non ho parlato molto della pandemia del 19/20, è un argomento che da un certo punto di vista mi annoia parecchio, ma tra i vari, ho maturato autentico disprezzo per chi sostiene la “sacrificabilità degli anziani per il bene del paese”. Da come la vedo io, gli anziani sono gli unici che non dovrebbero sacrificarsi in una società, perché dovrebbero averlo già fatto, lavorando, producendo, creando, migliorando, tutte attività che si realizzano per poter avere un po’ di anni in tranquillità alla fine. Sono i giovani che devono sacrificarsi, combattere, creare, lottare per quello in cui credono e per la società che vogliono. Oggi vorrebbero disfarsi di chi è a rischio, per poter tornare ad affollare i bar, che non fa trapelare il massimo della dignità. Al contempo abdicano alla direzione del mondo lasciandola in mano a governi vili e brutali. Ma se lo faranno, la pagheranno, molto cara, perché il mondo non è “buono”, va reso tale a sberle.

A imparare a rispettare i vecchi ci si mette lo stesso tempo che a divenire tali, perché a nessuno interessa mai altro che la propria situazione.

La storia non la scrivono i vincitori, questo accade solo all’inizio, emotivamente, alla lunga la storia la scrivono gli storici e hanno una piuttosto patetica (in ambe accezioni comuni oggi del termine) predilezione per i perdenti. Il mondo lo scrivono i vincitori.

A parte che la sua storia è una interessante galleria di errori, la scienza non sa che farsene della scienza, è sempre l’uomo a dover decidere.

La vita è un po’ come un motore a scoppio, solo che sei tu a scoppiare.

La vita è come una scatola di cioccolatini, contraffatti, tossici, manifattura cinese.

Non si dice “angelo”, si dice “operatore del bene”; e non si dice “diavolo” si dice “operatore del diversamente buono”.

Abbiamo sofferto, abbiamo sofferto! Per mesi e mesi non potemmo fare aperitivi.

La parte sbagliata della storia: la parte che crede che ci sia una “parte azzeccata della storia”.

…You are on the wrong side of history: the side that believes that there is a “right side of history.”

Non tutti mali vengono per nuocere… anche parecchi beni lo fanno.

L’uomo è volontà di pietanza.

Al di là del “non troppo bene” e del “non c’è di che”.

Di tutte le maniere di mentire, poesia, arte, letteratura, scienza, fede, statistiche… il giornalismo è di gran lunga la meno creativa e la più irritante.

L’assoggettamento perenne alla teoria del “male minore” tante volte è davvero il male peggiore.

Delirio di onnipotenza onnivora:
S’io fossi olio, friggerei il mondo,
s’io fossi acqua io lo bollirei,
s’io fossi brace lo griglierei,
s’io fossi un cuoco lo infornerei profondo.
Se poi si pappa allor sarei giocondo,
che tutte le crostate sbracherei.
Del desco imperator sa’ che farei?
Le mozzarelle giù da capo a fondo.
S’io fossi fame me magnerei Dio Padre.
S’io avessi sete berrei almen’ per due,
finalmente, da sbronzo come un frate,
s’io fossi Virie come sono e fui,
toglierei le birre bionde e scure
e limonate e sode lascerei altrui.

Vedansi le pp. 26-29 del mio ormai celebre studio, assai apprezzato da tutti i figli di putin: “Teorie cospiratorie su malattie respiratorie”.

– Nina and I have a plan in case some of us get infected with coronavirus.
– Good for you!
– Why? What are you going to do instead?
– I will immediately be looking for a supplementary health insurance plan.
– Why? Your insurance is excellent…
– …To shake as many manager’s hands as possible.

Evidently, nobody believes in all this religious crap anymore; let’s be specific: some clowns go every week in a church, making a fool of themselves because when a virus is spreading they just do what the doctor says and avoid it. It is a darn clear admission that they do not believe that God will intervene in their lives nor in anybody’s else. Pathetic!
So much for thoughts and prayers.
So, when people will tell me… “thoughts and prayers” I will say: “Yes! Did you stop going to church during the coronavirus pandemic?” You bastard!?

L’eterna lotta tra il male e il male.

Una volta a creare cretini, o a mantenerli tali a beneficio proprio, c’era la religione, la politica, ora ci si è messo anche il commercio.

La prerogativa più nota dell’universo è l’estrema complessità, ma la scienza tutto sommato parte dalla premessa opposta, che esso sia abbastanza semplice.

Mr. Stipa, describe life in one line.
Life: an experience I did not choose to have and I wouldn’t ever repeat.

Il solo sovrano dell’umanità: Re Tardato.

Who isn’t, has.
Quien no es, tiene.
Chi non è, ha.

E va bene, di solito è meglio essere che avere, ma ci sono eccezioni; ad esempio è meglio avere i coglioni che esserci.

Scienza un accidente! Imparziale, rigorosa, manco per niente! I nostri medici, se possiamo definirli scienziati, sono medici cristiani, inconsapevolmente cristiani, ce ne fosse mai uno che ti dica: “lei deve bere di più”, ” si faccia un paio di birre almeno, tre o quattro martini”, “quello che le serve è una bella ragazza! Veda in giro, è pieno di prostitute, professioniste o amatoriali, ce ne sono di incantevoli per tutte le tasche, se ci sa fare anche solo per un paio di cene e frasette gentili”, o “si fumi un bel sigaro, vedrà come andrà di corpo”, “hamburger con bacon, e non lesini sulla maionese, ne metta un bel po'” o “vada allo stadio, si diverta, si rilassi!” mica perchè queste cose sono sempre e in tutte le circostanze nocive, non sono più nocive di tante medicine che invece si prescrivono eccome, ma perché sono comunque vagamente contro la morale cristiana, che detesta o diffida del piacere e sta lì, nel retrobottega della mente di tutti, anche se crediamo di avero chiuso per bene quello stanzino zozzo. Anche un attacco di cuore a volte potrebbe essere preferibile e più salutare di certo tirare a campare.

Chi ama Borges sa che il centro di un labirinto è il cervello di chiunque ci si sia perso.

Il cinema prospera perchè si fonda solidamente sulla pigrizia; una delle poche caratteristiche umane sulle quali si può fare costante affidamento.

C’è un’ultima volta per tutto; mi chiedo quante persone che frequentavo con certa assiduità ho già visto per l’ultima volta.

Quando hai finito di crescere, un compleanno è solo un piccolo memento del tuo sempre più prossimo funerale.

If I had to describe people using only one word, I would probably choose: clueless.

Quando viene fuori che un pensatore ascrivibile al lato conservatore sbaglia, sbaglia. Quando un pensatore che piace a sinistra sbaglia (Marx, Freud, Chomsky…) …eeeh, ma ha contribuito taaanto!

Lo sforzo di imparare bene lo spagnolo è già completamente ripagato dal fatto di poter leggere Borges.

Forse il problema più grande della democrazia è che la gente adora opinare, ma detesta decidere.

Anche se considero la cinematografia la meno interessante delle arti (o non un’arte manco per niente) ho una discreta cultura sul tema; ma non è ipocrisia, ho sempre guardato la maggior parte dei film come guarderei le fiamme di un caminetto, è qualcosa che faccio solo sul declinare del giorno, quando sono stanco; da mattina fino a sera leggo. Non ho mai guardato un film da riposato.

Quando dissi che la felicità ha qualcosa di mediocre e persino volgare, non avrei mai pensato che mia moglie l’avrebbe presa così alla lettera.

When I said that the “pursuit of happiness” is overrated, I would never have thought that my wife would take my words so literally.  

Gnothi seauton… Conosci te stesso. Chi, quel tipo lì? Sto bene da solo.

I religiosi vivono con troppa intensità, in alternativa il consumismo è una discreta soluzione al male di vivere, tutto passa in fretta, crepi che manco te ne accorgi. Non se ne accorge nessuno, nemmeno i tuoi figli, stanno giocando con la PS5.

A chi poteva venire in mente di difendere un’idea stronza come il matrimonio se non alla Chiesa?

“Reinventarsi”, uno dei peggiori neologismi di sempre e dei più irritanti.

Ammetto senza problemi di aver sempre amato il finale di “Blade Runner” 1982 solo perché non è che una versione, un’imitazione di gran lunga inferiore, del magnifico finale del racconto di Borges “Le rovine circolari” 1940.

2020. Come buon proposito per la nuova decade, vorrei migliorare sul versante della correttezza politica; in specifico, sulla parità tra i sessi e discriminazione: non userò più né il termine “donna” dal latino “domina” (signora, padrona), preferendogli il più lineare e biologicamente corretto “femmina”, né “gay”, in origine “gaio, gioviale”, optando per il più schietto e diretto “omosessuale”.

Se potessi tenere tutti gli esseri umani lontani da me lo farei, davvero detesto la specie umana, mi fa anche molta paura, ma poi chi me la farebbe la birra? Il consumismo ha dato un minimo di senso a miliardi di vite insignificanti.

Non credo, ma non mi dispiacerebbe credere, per me l’ostacolo maggiore nell’essere cristiano è che nessuna persona minimamente decente si farebbe crocifiggere per degli handicappati come voi.

Social media are arguably the worst invention in human history, they have some good aspects though; for instance: I always suspected, from time to time, that my cousin was a complete idiot, now I am absolutely positive.

Nei momenti difficili non bevo, l’alcool è una delle cose che ho amato di più nella vita, da quando ho 15 anni, e lo amo troppo per accoppiarlo a brutti ricordi. Quindi, considerando quanto sono riuscito a tracannare fino ad ora, devo concludere di aver avuto una vita piuttosto felice. Ma è anche vero che non sono mai stato neppure vicino a diventare un alcolizzato.

Ma magari ci fosse il Diavolo! Significherebbe che siamo tutto sommato rilevanti. Ormai lo saluteremmo come un vecchio nemico farebbe con un altro veterano decenni dopo l’armistizio, qualcuno con cui almeno sente di avere qualcosa in comune.

Quando certe persone odiose se ne vanno, si sente nonostante tutto certa tristezza: è ormai completamente certo che non ci sarà colpo di fortuna o trucco del destino per cui saremo noi ad accopparli.

Da un certo punto di vista sarei a a favore dell’estinzione nucleare della nostra specie, credo sia l’opzione più interessante ed epica. Per cominciare, non credo che la nostra specie possa prosperare ed andare avanti in eterno, anzi credo che come tutte le altre fino ad ora, i suoi giorni siano contati. A questo punto, invece di svanire lentamente nel nulla, nell’oblio, di solito per cause esterne, magari umilianti, un’epidemia, un’eruzione, un meteorite, meglio fare tutto da soli, in un botto colossale premeditato. Ma coerenti con il nostro narcisismo e la nostra smisurata vanità, dovremo ingegnarci di lasciare traccia di noi, sicché altre specie intelligenti del futuro, magari più miti e sagge possano sapere e dire: “la specie umana, quella strana e violenta linea di scimmie che ha deciso di farsi brillare. Che anomalia! Che spettacolo! Che assurdità!”

In cosa consiste il lavoro di insegnate oggi? Non proprio nel diffondere sapere, quello è il meno. In soldoni si è baby-sitter degli altrui erroracci. I costosi errori di una generazione di imbecilli e ipocriti che per senso di colpa finge di ipostatizzarli e falsamente li idolatra, facendone ancor peggiore scempio.

Forse sentirsi compresi è davvero importante; inutile contare su famiglia e frequentazioni comode, per quello si legge, per trovare un amico vero, qualcuno a cui dire: “Esatto! Proprio quello che penso!” E questa particolare amicizia scavalca il tempo, i secoli, le lingue, le classi, le famiglie, le religioni. È stata la sensazione più bella della mia vita aver stabilito una sorta di connessione con Leopardi, Cavalcanti, Pratchett… A quest’ultimo devo alcune delle frasi più eleganti e profonde sulla condizione umana.

Adesso ci siamo e ok, si va avanti, ma se davvero dopo morto qualcuno mi risuscita, è la volta buona che mi suicido.

Appena trovo un momento libero mi sparo.

Diario del 17 novembre 2019: e con questa fanno dieci volte di fila che devo spostare l’appuntamento per il suicidio assistito! Non la finiremo mai!

La cosa inquietante dei ricordi è che sono tutti distorti, fondamentalmente errati; a pensarci bene né le nostre vite, né  la somma di essi e niente al mondo è mai stato come pensiamo sia stato.

Potrei anche arrivare ad essere d’accordo con Borges quando espone la sua magnanima ed elegante avversione per la vendetta, che definisce sempre crudele. È preferibile scordare che infierire. Per giunta, dimenticare è eccellente sia nella vendetta che nel perdono. Purtroppo però personalmente ho una memoria davvero di ferro, ricordo ancora episodi delle elementari. …Ma per fortuna nel mio caso nulla cambia dal punto di vista pratico tra quello che si sceglierebbe propendendo per l’una o l’altra visione, dato che la praticità unita a certa innegabile pigrizia ci mette del suo su queste cose, trovo sempre modi migliori per spendere il mio tempo che correre dietro alle mie ferree quanto inani velleità retribuzionistiche.

Un uomo sposato che affermi di non essere misogino è per di più un bugiardo.

A married man who says he is not a misogynist is also a liar.

Sottomettere la specie umana alla morale è stato il primo atto immorale.

Consumo, ma odio appassionatamente il cinema e chi lo fa, forse la cosa che detesto di più della camera è la mancanza di visuale reale che dà. Agguati impossibili, sparatorie che appaiono chilometriche, proporzioni distorte, lotte senza senso, soluzioni irreali a tutto, la mancanza di contato con velocità, distanze, movimenti, percezioni autentiche. Il cinema è davvero la più volgare delle arti e tra i suoi peggiori e più odiosi esponenti i più sopravvalutati, conta Spielberg, Tarantino, e Kubrick.

Le opere volgari, quelle popolari oggi, ormai mi pare siano le uniche, caldeggiano auto-identificazione, partecipazione, sentimenti grossolani di amore e odio, anzi, mere emozioni da quattro soldi. Peggio di tutte sono quelle che implicano frequenti ribaltamenti delle suddette, vera immondizia! Le opere raffinate, magnifiche, come quelle di Borges lasciano al lettore libertà, autonomia, tempo, non sono secche, sono cristalline, sono durevoli insondabili. Nessuno sente la necessità di identificarsi col mago-demiurgo delle rovine circolari, nessuno col suo golem onirico, che pure rappresenta ognuno di noi, si viene poi trafitti da un intenso smarrimento, tristezza, senso di inadeguatezza e insignificanza.

Un grosso, forse il più grosso, secondo la mia scala di valori, errore estetico dell’Occidente è stato ricondurre il bere alla leziosità invece che alla marzialità, alla quale è pure appartenuto a lungo tra cowboy, moschettieri, aviatori della prima guerra mondiale, scaricatori, detective… La coppetta da cocktail e da Champagne sarebbero dovute essere il non plus ultra (nel senso pure che non si sarebbe dovuto andare oltre) della sofisticatezza, o in miglior italiano della ricercatezza. Invece si è spinto su bicchieri da vino di assurde dimensioni, fogge dubbie dagli inaggiudicabili benefici sensoriali, su una serie infinita di stupidaggini e castronerie da polli, su nomi idioti, gesti peggio, prezzi gonfiati, competenza ciarlatana, gergo inascoltabile… il cocktail, la bottiglia, dovrebbero essere per la celebrazione di una vittoria, dell’ardimento in genere, o anche di un lavoro ben riuscito, il premio di una eroica, quasi epica stanchezza, l’ultimo gesto prima della partenza verso il pericolo, il motivo per andare avanti ancora un po’ e nonostante tutto, un rifugio in cui potersi dimenticare delle donne e non certo uno strumento, l’ennesimo, il più volgare e umiliante, con cui cercare di sedurle o attrarle.

Un’idea geniale è non farsela venire.

Agendo all’apparenza allo stesso modo, l’uomo educato tratta le persone con rispetto, l’uomo navigato le tratta con sospetto, io le tratto con dispetto.

Che fate ci qui? Andate a leggere Borges, presto!

Per fortuna la storia la scrivono i vincitori o non la finiremmo più con le lagne.

Ho una pessima opinione del cinema e di chi ci lavora, sopratutto considerando la gran importanza che molti di loro si conferiscono apertamente. A dispetto della ridicola autocelebrazione, il cinema, e specie quello americano nell’insieme considerato, non è una “forza” che spinge verso una direzione chiara: “illuminata”, “progressista”, “multiculturale”, “tollerante”… Obama avrebbe detto con la sua frequente spericolata e apodittica semplicità :”la parte giusta della storia”, e che nel frattempo ci fa anche soldi sopra, non ha queste virtù morali; se osserviamo bene, i film non precedono, ma seguono, quanto accade in società, seguono una tendenza, una moda, un cambiamento, lo assecondano e lo usano, qualunque esso sia. Andava di moda celebrare i cowboy, è stato fatto, il vento è cambiato e era opportuno restituire qualcosa ai nativi, è stato fatto, per un pezzo è stato di moda avere personaggi positivi privi di fede, ora va già l’opposto, torna Dio ovunque… si trova di tutto, pavidamente di tutto, per essere precisi, ma persino cose davvero becere, purché si incassi. Il cinema non ha alcuna dignità di movimento culturale, è solo una gran macchina per soldi, una stantia e ripetitiva porcata di mediocri senza talento al servizio del gusto volgare di altri mediocri con ancora minor talento.

La cucina ha qualcosa di magico, infatti gli chef famosi sono dei gran cialtroni e ciarlatani, proprio come i maghi.

Quando la gente dice “la zanzara ammazza più delle tigri”… non è vero! La zanzara non t’ammazza, ti passa una malattia che poi t’ammazza; la tigre no, la tigre ci pensa lei. C’è una bella differenza!

Ascoli Piceno: il luogo dove sono nato e che ha conferito un nuovo significato all’espressione “comune mortale”.

Sono così ostile all’esistenza che se per disavventura avessi un figlio lo chiamerei “Eutanasio”.

Il mio corpo è il mio tempio, come tale lo dissacro.

Procreation is morally comparable only to homicide.

La procreazione è moralmente comparabile solo all’omicidio.

Living is a waste of time.

Vivere è un perdita di tempo.

No particular place invented stupidity but Spain surely perfected the concept, the same dynamics apply to America and madness.

Nessun posto in particolare ha inventato la stupidità, ma la Spagna ha certamente perfezionato il concetto; lo stesso accade con l’America e la pazzia.

God is dead but his funeral will go on forever.

Dio è morto, ma i suoi funerali saranno eterni.

La spelendida co-cornice, è tutta la merda che sta attorno alla splendida cornice.

What does not kill you… makes me sadder. 

Quello che non ti uccide… mi rende più triste.

Social-media, the best way to be social-mediocre.

I social media, il modo migliore per essere socialmente mediocri.

La macchina per il suicidio andrebbe considerata un diritto, come in Futurama dovrebbero essercene ad ogni angolo di strada, ma con esse andrebbero installate anche le macchine per il tentativo di suicidio, per i meno convinti, quelli che vogliono solo richiamare l’attenzione.

Comment to the YT video “In Defense of Columbus: An Exagerated Evil”.
I strongly believe that the idea of the “pear-shaped” Earth is principally due to Dante Alighieri’s work; it should be more correctly described as a huge protuberance in the Southern Hemisphere. The Medieval Italian poet (1265-1321 CE) had a huge impact on western culture and religiosity, and locates its Purgatory in that region: it is a single conical, inaccessible and massive mountain, bigger than any other, in which the imperfect souls of men are purified of their sins with painful penitence in seven rings. On top of the mountain it lays the Terrestrial Paradise, and from there the imaginative author accesses the Heavens and starts the III and last part of his magnificent poem (the Divine Comedy). Dante, of course, did not know that it would have been impossible to climb such a mountain without oxygen.
It may look ridiculous today to believe such stories, but starting from the discovery of America and up to and including the seventeen century, people tried very hard to locate Eden and a number of expeditions were financed. After all, it is a place that by definition has to be on Earth. Nowadays, nobody mentions it anymore, not even the hard-core believers, because it is an embarrassing defeat to have the whole planet mapped and not a trace of this legendary place; it is more common to stupidly insist on other less practical (more abstract) topics, and wage war at perfectly established scientific theories such as Evolution, or Relativity. In any case, in the times of Columbus, the scriptures had a literal meaning, and we can’t blame anybody for believing what they were taught it was right; after all we all do the same even today, we assume that what experts say is correct, or at least to be the best approximation to being correct that we can reach. If you read Paul Tabori’s “The Natural Science of Stupidity” you may find some references to such explorations and expeditions, mainly in Brazil. It is a common mistake to apply your personal beliefs and knowledge to judge historical figures and happenings, in order to achieve the cheap and petty endorphin release connected to feeling superior, virtuous and smart.

Nessun credente potrebbe mai convertirmi, gli unici capaci a farmi diventare un credente sono gli atei.

Sono contrario “alle storie” in genere, per me nello scritto “perfetto” non dovrebbe succede niente, sono ancora più contrario a quelle con il colpo di scena, che considero un elemento di gusto volgare (considero di gusto volgare anche la maggior parte delle agnizioni, ma oggi sarebbero un problema minore), ma l’apice dell’ostilità lo raggiungo con le storie che conducono ad amare-odiare i loro personaggi, ancora peggio se, andando avanti negli interminabili pipponi alla GOT, i sentimenti si ribaltano. Odio veramente questo tipo di formato, molto popolare (unico) oggi, ma questo non arriva nemmeno a dover conceder loro un certo qual successo (odio storie scritte per provocare odio, bravi!) perché non che odi i personaggi o la vicenda della storia, odio la volgarità del genere e basta, il contenuto in particolare mi lascia del tutto indifferente, al massimo insofferente, se non del tutto annoiato. A luce di ciò probabilmente non risulterà più paradossale che considerai uno dei miei migliori successi quando da una rivista alla quale avevo mandato un racconto mi si rispose che avrei dovuto insistere a scrivere, perché scrivevo bene (quello su cui più mi interessava avere un’opinione esterna), ma che non mi avrebbero pubblicato perché nella mia storia (fiacca, va detto) il lettore non avrebbe potuto trovare personaggi da amare o odiare.

Le lotte non sono mai tra bene e male, buoni e cattivi, sono sempre tra diversamente buoni.

Da un paio d’anni almeno non faccio uso dei social media, ma non è un gesto “speciale”, “controcorrente”, o “fuori moda”, anzi oggi se ci fosse una tendenza un po’ snob e arrogantella, sarebbe proprio quella di evitarli, comportamento infatti molto popolare tra la categoria peggiore mai nata in società, gli hipster. In passato, non mi vergogno affatto di ammettere di essere stato fortemente entusiasta di queste nuove tecnologie, vedevo incredibili sviluppi e usi possibili, benefici ingenti, applicazioni meravigliose per il genere umano, ma poi è successo qualcosa di simile a quello che successe con la televisione, quando fu una novità. La realtà infrange ogni ottimismo. All’epoca, la persona positiva si sarebbe potuta entusiasmare, pensare a quanti argomenti interessanti trattare ad ogni ora, alfabetizzando popolazioni isolate, rendendole partecipi di scienza e conoscenza, e molto altro, per poi dover arrivare a constatare non solo che in TV non parla solo Carl Sagan, ma che Carl Sagan non è nemmeno il personaggio più famoso e ascoltato, anzi, non è nemmeno lontanamente il personaggio più famoso, e il piccolo schermo è usato al 90% per programmi idioti, fatti da idioti, per il consumo di idioti, a beneficio dei soliti furbi che sfruttano l’idiozia generale e la promuovono. La religione ha fatto lo stesso per millenni. Invece di un beneficio la nuova tecnologia diventa un pericolo. Coi i social media è successa la stessa cosa, in modo forse ancora più estremo e inquietante, ma anche desolante, perché, anche considerando tutti i problemi dati dalle operazioni di controspionaggio che si sono verificate, e per le quali credo fortemente che dovrebbero essere prese misure piuttosto severe, c’è qualcosa di spaventoso in modo intrinseco in queste piattaforme che si manifesta nell’uso che se ne fa e in cosa propiziano.

A chiavar donato non si guarda in bocca.

Non sono contrario a tutto, sono solo a favore del poter essere contrari a tutto.

L’Inferno è stato inventato perché l’uomo crede (sa) di meritarlo; Dio è rinnegato per la ragione opposta.

La vita è una malattia che si trasmette per contagio cercato.

Invece di “Nessun Dorma” si dovrebbe cantare “Nessun Dogma”.

Verdi è arrivato a vette epiche quanto quelle di Wagner e prima di lui, ma senza le supercazzole del germanesimo, Leopardi ha detto le stesse cose di Nietzsche, ma meglio, senza estremismi, prima di lui, e senza le supercazzole del superimbecille.

La teoria dell’eterno ritorno equipara l’universo a un vecchio rincoglionito.

Ho passato la vita in posti e tra persone per cui quello che so non ha la minima rilevanza, ho infine deciso di dedicarmi alla scrittura, che è forse la maniera più elaborata di affermare che non si esiste.

Solo dopo la seconda metà del XX secolo l’essere umano ha avuto una proporzione verosimile della propria diffusa stupidità e ha deciso di sfruttarla. Anticamente si tollerava, ma si puntava sull’intelligenza, adesso è quest’ultima ad essere tollerata.

Ci provano sempre! Oggi una pubblicità alla radio fa: “donate plasma”. Certo, uno dona plasma e poi lo vendono ai coreani che ci fanno le tv 4k.

In un mondo a 4 dimensioni sarà possibile usare i gatti come pantofole senza ucciderli?

Non so se sono troppo intelligente per essere felice, ma di certo lo sono per essere infelice.

Che la gente non abbia davvero niente di importante da fare oggi come oggi è palese: quando il tempo è particolarmente brutto non si vede in giro nessuno.

Immanuel Kant ha proposto al mondo il suo brillante concetto di imperativo categorico, dal canto mio mi piacerebbe sostituirlo con il più schietto e pratico impalativo categorico.

Ci sono cose che l’uomo non deve sapere, tra esse che ci sono cose che l’uomo non deve sapere.

…Adesso vai, e ricorda: l’uomo non deve sapere che ci sono cose che l’uomo non deve sapere.

Sarà, ma non so di nessuno che abbia tentato il suicidio con un veleno omeopatico.

Non è vero che la filosofia non serve a nulla, è pur sempre l’unico mezzo a disposizione per arrivare a capire che la filosofia non serve a nulla. Chi non la conosce non può permettersi di liquidarla.

It is not true that philosophy is completely pointless, it is the only available tool to get to the conclusion that philosophy is pointless.

Questa cosa di nascere, un grave errore dall’inizio, un errore per giunta mai commesso, come tutti i peggiori, e per definizione fatale.

Non c’è nessuno che capisca così poco gli uomini quanto le donne e nessuna di loro capisce così poco il proprio quanto una moglie.

No sé nada de mujeres, pero una cosa la sé: no hay nadie que entienda tan poco a un hombre como una mujer, y nadie que entienda tan poco a un hombre casado como su mujer.

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