Amanda

Se uno viene condannato c’è meno indignazione, perché la gente da sempre vuole il sangue e vedere gli altri soffrire, e col cavolo che spreca tempo a difenderti (a meno che non sei un rosso e l’altro un terrorista della tua parte). Ma le decisioni giudiziarie sono tipicamente nel mirino della discussione stradaiola o vinaiola, sempre.Alle esecuzioni pubbliche c’è sempre stato il pienone, la ressa delle grandi occasioni, e similmente il traffico rallenta di brutto quando c’è qualcuno spappolato sull’asfalto (non per ragioni di sicurezza), gli adolescenti sparano a uccelli e gatti, l’Isis spopola coi suoi video di esecuzioni, anche se l’indignazione colpisce più che altro l’archeologo che è in noi, il nostro fiero Indiana Jones, che non sopporta di vedere distrutte statue di cui, fino a un secondo prima, ignorava l’esistenza.

Qualcuno cresce e certi bei residui evolutivi di attrazione per sangue e dolore (altrui) li relega per bene nell’arte, nello sport e lì finisce. Si vive una vita pacifica e lieta.

Altri no, e sul caso giudiziario del momento ne sanno sempre di più di quell’unico che può saperne tutto quello che c’è da saperne, che è il giudice. Che per lavoro deve leggere tutto a riguardo. Ovviamente si può divergere ed avere opinioni differenti dalla sua, ci mancherebbe, sono uomini e non selezionati tra i migliori, ma un minimo di fiducia pure a volte può essere concessa.

Nessun altro, invece, legge un cavolo, o motiva in modo convincente, ma se sei condannato lo sei senza prove, se sei assolto è “depenalizzato l’omicidio”.

Come ci arriva la gente a certe conclusioni? Boh! Ecco come! Così!

Allo stesso modo per cui se ti licenziano perché sei depresso, ma segui una terapia, “la compagnia aerea è gestita da figli di puttana che non hanno rispetto per le vite degli altri”, etc, ma se l’aereo (una volta nella storia) si schianta, si addossano responsabilità alla stessa compagnia aerea, per non dire… a un paese intero.

Chissà che avrebbe fatto, invece, ciascuno di loro che sentenzia, con che efficienza. Gente che per lo più se gli dai una matita e un bicchiere tondo, e gli chiedi di farci una O, non ci riesce.

O allo stesso modo per cui se arresti dei terroristi prima dell’attentato, “non ci sono garanzie”, “lo Stato è totalitario e oppressivo”, etc. e se l’attentato si realizza, “l’Intelligence che ci sta a fare?”, “che figura di merda”, e così via!

Ma ammesso pure, il che bisognerebbe pure provarlo, che, come si sente dire, nel caso Knox, gli USA, che notoriamente non amano che i loro cittadini siano condannati in altri paesi, e che tendono (se ho capito bene) a non abbandonarli, anzi a proteggerli, abbiano fatto pressioni (che sarebbero comunque illecite) sulla giustizia italiana, avrebbero fatto esattamente quello che la maggior parte degli italiani vorrebbe che si facesse con i Marò.

Per carità! Io sono tra quelli! Perché non credo nel diritto, non più di tanto, o credo anche in altro. Ma almeno capisco anche che non è il caso di biasimare coloro che sanno fare meglio quello che anche io vorrei saper fare.

Certo io non voglio difendere degli assassini, qualora lo fossero, e lo sapessi per certo, ci mancherebbe! Ma nel dubbio, non voglio affatto che dei cittadini italiani siano giudicati da un altro paese, e che per giunta (sì, io sono un acceso difensore della cultura occidentale e un colonialista) considero lercio e inaffidabile, sottosviluppato in molti aspetti e di cui non ho gran opinione e meno che mai fiducia. Il che probabilmente è come gli USA vedono noi.

Nemmeno io del mio ho questa gran opinione, ma il mondo è il mondo, le aspettative vanno drasticamente ridimensionate nel corso di una vita e comunque è il mio e non posso cambiare questo dato di fatto.

Rimane comunque che nel dubbio sulla responsabilità non si condanna, e che se non sai che il coltello l’ha infilato personalmente una persona nel corpo di un’altra, non è lui l’assassino, in senso stretto. Ci sono ovviamente altre figure giuridiche che portano alla responsabilità, ma come sempre si deve provare, per poter parlare.

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