Ancora Animalisti

Voglio essere chiaro, io se vedo un insetto lo ammazzo. Non mi piacciono!

Quelli pericolosi li ammazzo perché potenzialmente pericolosi, quelli fastidiosi, perché fastidiosi, quelli che volano perché non sopporto le cose che volano, e poi ho una avversione per le formiche e la loro disciplina legionaria, dei rimanenti quelli brutti (tutti) li ammazzo, perché ho un gusto estetico sviluppato e non sopporto il brutto e se posso lo sopprimo.

Allo stesso modo qualunque altro animale che mi si accosti troppo e possa rappresentare una minaccia, o un fastidio, lo ammazzo, se posso, serpenti, e simili su su in dimensioni fino ai dinosauri, se ci fossero.

Questo non è tanto il mio punto di vista, quanto il punto di vista di un animale qualunque messo bizzarramente in parole. La famosa “umanizzazione delle specie”, una delle più grandi cacate del pensiero sapiens!

Ecco una cosa che non sopporto! Ogni volta che un animale mi attacca (un cane mi morde, un’ape mi punge, etc.) c’è sempre qualche etologo animalista dei miei coglioni che esordisce con: “Se non gli davi fastidio non ti faceva niente”.

Allora! Posto che sia io che il cane, il serpente, il mulo, per non parlare della zanzara (che però sta sul cazzo a tutti e nessuno la chiama “creatura del signore” e ha ammazzato più cristiani lei con la malaria che le guerre), siamo animali, non capisco perché sono IO che “do fastidio a loro” e non loro che ne danno a ME. E perché se loro mi pungono, mordono, graffiano, sputano, avvelenano, stanno legittimamente rispondendo a un attacco (anche quando non è vero e io mi facevo i fatti miei e chi li aveva visti?) e se io gli sparo, li schiaccio, stermino, devasto, annichilisco etc. no! Sono cattivo.

Pare che per gli animalisti, bizzarramente (si arriva al paradosso) l’uomo sia un corpo estraneo messo per caso nella natura, che sta lì a rompere i coglioni a un ambiente e a delle specie che altrimenti starebbero in pace, in armonia. No, ma… NON è così! La Bibbia dice un sacco di cazzate, cari! E inoltre le specie non stanno in pace! Nessuno sta in armonia qua! E non rispettano l’ambiente! Semplicemente non hanno i mezzi e non sono nelle circostanze di devastarlo con l’enorme potenziale che la tecnologia dà, ma se fossero in grado (esperimenti in ambienti chiusi, per esempio) non si fermerebbero e in certe situazioni specifiche, infatti, lo hanno devastato.

Gli animalisti da buoni minorati mentali figli del loro tempo e dell’onnipresente besciamella culturale della colpa amano tutte le specie tranne il sapiens, parlano con tutti come San Francesco (un altro minorato da poco…) tranne che con quella che può loro rispondere e che nel mio caso vuole dirgli di andareamorireammazzati!

Il punto dell’ecologia è semmai che l’uomo deve smetterla di agire “solo” come un animale qualunque, ma applicare la razionalità allo sfruttamento dell’ambiente (sempre se gli conviene e ottenga un beneficio LUI, come specie, sennò STICAZZI!). Cosa che non è affatto insita nella “saggezza” della Natura, e meno che mai dell’animale in sé.

La così detta “Natura” (un’invenzione) tutto crea e distrugge da sé senza limiti e gliene frega nulla se il pianeta Terra è verde, o desertico, ghiacciato, coperto dalle acque. Che mica ci sta una forza che spinge a che tutto sia rigoglioso, o che vigila…

Ma è inutile che lo dica, porcoilclero, basta osservare… non è che ci voglia tanto. Certo se uno non è solo un amante della Natura da appassionato di film della Disney e che poi deve venire a rompere i coglioni a me…

Che nove volte su dieci, con formiche, ragni, rane, topi, insetti, scorpioni, zanzare, vado in automatico e me ne sbatto di loro e li accoppo senza problemi se entrano nella mia tana. E se ci sta un animalista davanti me ne sbatto anche peggio, proprio perché sono un animale.

Non le sopporto più ‘ste recite del foglio di carta per buttare il ragno in giardino… se io entravo nella sua sfera di influenza (del ragno), lui mi ributtava in giardino? No! Mi mordeva, se serviva mi mangiava! E non ci stavano altri ragni coglioni a dirgli: “Se non entravi tu nel suo letto mentre dormiva e lo lasciavi in pace quello la coscia che quasi t’ammazza non la spostava”. Etc.

In conclusione! Se il malcapitato animale entra nel mio orizzonte percettivo, e per me è minimamente inopportuno, fastidioso, offensivo, etc. io lo ammazzo. Non voglio stare a sentire nessuno, non voglio prediche sulla Natura, non me ne frega un cazzo dell’ecologia, dell’etologia, non sopporto gli isterismi delle femmine deficienti, non accetto altra rappresentazione della realtà che la mia!

Che per sbagliare con le stronzate degli altri… guardate… mi tengo le mie di stronzate, almeno sono mie. E semmai era l’animale ammazzato che avrebbe dovuto stare attento e non “rompere i coglioni” a me a non accostarsi troppo.

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