Ancora su Amanda

Ieri per puro caso ho sentito un vecchio procuratore americano in pensione commentare il caso di Amanda Knox (e Sollecito).

Il commento finale (rimontato da me) è stato qualcosa come: “Medieval mindset of the prosecutor, in a small religious conservative town like Perugia”. Questo, ciò che ha originato un caso che, a detta sua, nel suo ufficio non avrebbe resistito nemmeno una settimana (un giorno), ma che è andato avanti in una caccia alle streghe di estremo interesse pubblico, se pensiamo quanto allettante sia per gentucola repressa e pavida pensare che in una bella e “apparentemente normale” ragazza in un programma di studi all’estero albergasse tutto il male insito nella promiscuità e seduzione femminile.

Ovviamente si parlava anche di Sollecito, che invece sarebbe il “perverso bravo ragazzo”, o il manipolato dalla strega, o il sadico celato in panni innocui. Una fantasia povera e pidocchiosa degna di un popolo di cialtroni, impacciati e desiderosi di vivere il Trono di Spade nella loro insulsa quotidianità ripetitiva e vessata.

Ma quello che è stato convincente del vecchio e competente procuratore, non è stata la sua opinione personale, ma il fatto che abbia completamente demolito, con note tecniche interessanti di cui, senza successo, ho cercato traccia nel giornalismo italiano, tutto il debolissimo quadro accusatorio, sostenendo (come è) che non c’è assolutamente nulla che indichi di essere in presenza di un “gioco erotico” e che la “situazione dai contorni sessuali” è uscita puramente dalla fantasia del pm che ha probabilmente visto una ragazza statunitense disinibita e che fa uso di stupefacenti ed ha così voluto credere che ciò la rendesse capace di uccidere…

Perché il movente sarebbe sessuale e non una lite sull’affitto o la pulizia della cucina?

Nei fatti, le “prove” raccolte sono state fabbricate per mantenere l’idea accusatoria iniziale che era stata ampiamente smentita già dai primi riscontri.

Tanto è vero che sono stati violati (pur di avere qualcosa con cui andare avanti) i protocolli scientifici sul ritrovamento del dna nonché quelli internazionali imposti per il loro riconoscimento e validità. Quelle tracce in USA non sarebbero state ammesse mai!

Per fortuna non ho sentito parlare del fatto che Amanda ha denunciato di essere stata presa a sberle da qualche panza di stato. Le paghiamo noi!

Quello che più mi ha colpito è stata la capacità del vecchio di capire il contesto sociale italiano senza avere avuto la sfortuna di viverci, in cui il “tifo” della gente si muove a seconda di ridicoli e umilianti preconcetti che sono gli stessi dal frequentatore di bar dello sport, al pubblico ministero.

In primo luogo essere statunitense ti assicura un’ampia fetta di antipatie, dato che non hai l’appoggio ideologico che avrebbe un extracomunitario africano, e nemmeno quello di chi avrebbe in antipatia l’extracomunitario africano. Poco male, non gli serve certo appoggio di quattro stronzi.

Ma soprattutto ogni vicenda giudiziaria in Italia si tratta con un moralistico impianto mentale per cui attività non solo lecite, ma anche assai diffuse, come il consumo di pornografia, di violenza, etc. sono viste come un grave segno di problemi psichici e capacità a delinquere.

Certo perché si deve nascondere il segreto di Pulcinella che certi prodotti esistono perché la gente li gradisce, e tirare fuori con estremo biasimo questa evidenza solo quando utile a supportare un quadro accusatorio di qualche bigotto burocrate ritardato italiano.

Uno stronzo o una stronza che si sveglia la mattina e ha deciso che sei colpevole per i tuoi gusti peccaminosi da assassino. Così megalomane che per non ammettere un errore (anche legittimo) va avanti per anni.

Il tutto poi contornato da una stampa penosa e sensazionalistica che non perde occasione per manifestare lo stato di arretratezza culturale e morale del paese assecondandolo, e indulgendo nei pregiudizi più stupidi e popolani.

“Amanda Knox fa festa fino a tardi il giorno prima del verdetto. Lo riferiscono dei vicini di casa a Seattle” ecco un titolo di giornale sulla prima pagina di google, interessante, no? Che peccatrice st’Amanda! Fa festa invece del flagello!

In ogni caso che ricordi (anche ad AP) situazioni di assoluta normalità come files porno nel pc, frasi “violente” su FB (del tipo, ne ricordo una: Dio dammi la pazienza che se mi dai la forza faccio una strage), etc. sono sbattute sui giornali con biasimo e scandalo, e sono state giudicate come gravi sintomi di squilibrio e della latente capacità di saper gestire un campo di sterminio nazista.

A me pare che tutti si faccia le stesse cose, nel “segreto” peloso del nostro chiostro monacale, pronti a rimproveralo a chi è costretto a rivelarsi! Non si fanno certe cose! Il sesso? La violenza? Mostri! A nessuno piacciono! È per questo che tra videogame, fumetti, film, cartoni, etc. girano solo situazioni di meditazione e preghiera. Va così di moda la delicata poesia medievale trobadorica!

A me sta bene che se si trova un cadavere a casa mia si scandagli la mia vita personale ed intima, si analizzi il pc, si investighi su che fumetti e libri leggo… “gli piace Ken Shiro, ecco! Il suo proposito è far esplodere teste! Ha fatto pugilato! Una personalità disturbata e violenta!” Etc., tutte le solite cazzate.

Ma voglio che lo stesso si faccia sulle vite di coloro che su di me indagano. Nel migliore dei casi hanno passato un concorso dove hanno dimostrato di sapere a memoria delle leggi deliranti. Un po’ poco!

Voglio sapere se e con che si masturbano, magari la pm è una lesbica che odia gli uomini, che ne so io? Perché mi dovrei fidare? Magari il carabiniere o il poliziotto sono dei sadici o si spalmano la merda addosso in vasca da bagno, o il perito è uno che mette le corna alla moglie… non sa essere onesto in famiglia, figuriamoci sul lavoro! Non è così che si ragiona? Chi me lo garantisce che non siano mostri pure loro?

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