Ancora su Brittany

La differenza di atteggiamento tra un ateo e un credente va rimarcata.

Si tratta di due posizioni assolutamente inconciliabili, due esseri umani osservano Natura e mondo e giungono a due conclusioni del tutto opposte ed inconciliabili. Che ci sarebbe di male? Il mondo è vario.

Parlando di oggi: uno dei due arriva alla conclusione che il mondo non abbia il senso che le antiche tradizioni gli conferivano, l’altro ritiene che tali tradizioni non abbiano perso di validità.

Però! Se io come ateo vedessi un malato terminale che prega, di certo non me ne uscirei con idiozie critiche sul suo atteggiamento, non mi metterei certo a fare il sommelier sul coraggio umano e la paura, non andrei certo a dire pubblicamente che lo ritengo un idiota. E questo anche se sono convinto che la preghiera non serva assolutamente a nulla ed abbia in sé qualcosa di fortemente comico.

Dinanzi alla paura della morte, non vedo altro che la tragedia di esistere, tutto il resto perde del tutto di importanza, ogni battaglia mentre si è vivi, ogni disappunto, nessuno ha più “ragione” , si scompare. Pregare o ingerire cianuro, sono la stessa cosa. Ma io sono ateo!

Non andrei dicendo scemenze non solo per pietà, in considerazione della situazione (che poi non ci sarebbe niente di male a stare zitti anche solo per ragioni di educazione o opportunità) ma proprio perché ritengo che un momento disgraziatamente e maledettamente inevitabile e spaventoso come il passaggio alla non esistenza (e la sofferenza) siano del tutto fuori dalla portata “dell’opinione”, della “critichetta”.

Ognuno affronterà come meglio crede, a seconda delle proprie convinzioni, per sbagliate che siano, il momento della morte. E tutte possono essere sbagliate, che ne sappiamo dopo tutto?

Ovviamente il credente e peggio ancora il credente con ruolo di guida, invece, si lancia subito in considerazioni che risultano OFFENSIVE!

Certo è che se critichi loro, se dici la tua, anche fuori dall’urgenza della sofferenza e lontani dal momento unico e singolare della dipartita, sono subito pronti ad assumere l’atteggiamento passivo aggressivo chiedendo il rispetto per le loro credenze, ovviamente, come al solito, senza proporre alcuna reciprocità!

Se vedessi un tale che prega nel letto di morte, forse direi o anche solo penserei che è un “vigliacco sopraffatto dal terrore che frigna in modo indecente e che fa pena”? Come detto, assolutamente no! Allora perché loro devono sindacare cosa sia la dignità? Affermare che suicidarsi è indegno e vile, mentre pregare e resistere è l’atteggiamento corretto.

Ma come si permettono? Agissero come vogliono! Ma chi sono per andare a importunare chi fa scelte diverse dalle loro e per imporre la loro visione? Che autorità hanno? Su chi? Chi gliela ha data? A me che cazzo me ne frega di quello che loro pensano, che vogliono, che ritengono? La legge, perché dovrebbe prendere in considerazione il loro punto di vista e non il mio, solo il loro e non anche il mio, vincolare me con il punto di vista di loro?

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