Assurdità Ascoltate a Scuola o all’Università

Si sente ripetere quanto i giovani di oggi siano ignoranti; ci si lamenta in EU, ci si lamenta negli USA, ma in effetti, almeno nei secondi, non lo sono affatto. Di certo non sono peggio dei giovani di ogni altra epoca, e ad ogni modo hanno un accesso all’informazione che non s’è mai dato prima e che potrebbe far migliorare ciascun individuo molto rapidamente, se ci mette un po’ di buona volontà.
Anzi, a dirla tutta, ritengo di aver frequentato io una scuola davvero pessima, per di più in un posto piatto come non ne ho mai visti altri; si sono salvate un paio di figure tra tante, anche loro coi loro macroscopici difetti, di solito riconducibili a posizioni politiche o religiose irragionevoli, quando non fanatiche, ma chi non ha difetti?
La maggior parte dei docenti dell’epoca mia era molto impreparata e, con gli standard di oggi, ricordarli evoca un fortore di Medioevo …privato del suo fascino brutale, solo il peggio!
Mi scalda il cuore poter tornare a notare che tutta questa gente ha lavorato in tutta tranquillità, lamentandosi e petulando assai per tutto il tempo, fino a un’agiata pensione, in cui lamentarsi ancora.
Oggi la situazione è assai diversa.
Diversa in peggio e in meglio, voglio dire. In peggio sul lavoro, la pacchia è finita, era pure ora! Ma nel quadro generale degli eventi, ci si è andati almeno a pari solo a pensare alla quantità di conoscenza che hai a portata di mano, sempre. Se ti interessa!
Oggi se sei ignorante è davvero solo colpa tua!
Per esempio: finalmente riesco a vedere la TV; guardo canali di YT, niente fronzoli, c’è un tipo che ti spiega come stanno le cose che vuoi sapere e basta. Tanto ci voleva!
La scuola era un disastro, ma le Università nella mia esperienza non sono state meglio, anzi! Era tutto veramente un pessimo teatro dell’assurdo; capito il meccanismo, metteva vera angoscia frequentarle, poi ho realizzato che quella non era affatto una sensazione sporadica, era semplicemente “vivere”. Non è stato nemmeno tutto questo male assaporare tanta meschinità infinita, irrobustisce, ti fa muovere e decidere; ma questo dipende anche dalla materia da me scelta, va detto, che è per definizione quella dove l’assurdo abbonda, e il teatro pessimo pure, giurisprudenza.
Potrei scriverci un’enciclopedia dello squallore, sull’università, io, ma non interesserebbe; limitiamoci a dire che sia in Italia che in Spagna le peggiori cretinate della mia vita (sono serio) le ho ascoltate dette da giuristi; vale la pena di frequentarli solo per verificare a che punto di coglioneria può arrivare gente che studia per lavoro e deve decidere sulla vita di altri. Fa venire i brividi pensare che uno di quegli esseri immondi potrebbe mettere mano alla tua libertà o proprietà (che poi sono la stessa cosa); se i medici fossero della stessa pasta staremmo freschi! Non lo so con certezza, ma il poco che ho visto non depone a loro favore; onde limitare i rischi, meglio tenersi in forma e cercare di evitarli. La misantropia è salutista!
In conclusione, oggi si deve tifare cyborg! O almeno: giovani.
Ma vediamo una decina veloce di cavolate che ancora mi ricordo.

  • Avevamo un prof. di matematica e scienze delle medie, che poi divenne sindacalista, una persona davvero insignificante e media, un teatrante pasticcione, chiassoso e maldestro, ma che per ragioni di età pareva a tutti “fichissimo” all’epoca, come capita ai teatranti coi preadolescenti. Ci disse che i quark (c’era una trasmissione di divulgazione scientifica che si chiamava Quark, era l’unica al tempo, oggi farebbe ridere) erano stelle: i quark e i pulsar.
  • Una volta c’era la religione e i preti, ti fidavi delle corbellerie che ti raccontavano, oggi ci sono scienza e scienziati, ti fidi di loro e di quello che ti raccontano, come dei preti alla fine; sicuramente è meglio ora, era anche difficile finire peggio; puoi andare a verificare, ma non lo fai, non ne capivi niente prima, non ne capisci niente ora: E= mc2? O E=mc? Chi ci capisce davvero? Un giorno mi tornò in mente che non ero mai riuscito a comprendere veramente l’accelerazione centripeta, risate e prese in giro in classe, oggi non si usa più, mi sono tolto questa spina d’ignoranza con un video di You Tube nel 2015. Ci sono due frasi “magiche” da dire, per dissipare ogni dubbio.
  • Un prof. di inglese disse che “l’undertaker” si chiama così perché è il soggetto deputato a “portarti (take) di sotto (under), cioè sotto terra, nella fossa”. Sono andato avanti per una vita con questa nozione perché c’era il mio wrestler preferito che si chiamava così. “To undertake” in inglese significa semplicemente: intraprendere, realizzare, o prendere in consegna, occuparsi di… è quindi solo un’espressione eufemistica, elusiva, per non chiamare un operatore funebre qualcosa come “becchino”, potrebbe essere tradotto con “impresario”, o “il tipo che si prenderà cura della seccatura del tuo insaccato”. Il portarti sotto terra non c’entra proprio niente.
  • Un grandissimo, forse grandioso, coglione all’università, guarda caso aveva studiato in Germania, il che è stato una costante tra i coglioni più coglioni del mondo universitario che ho avuto l’agio di conoscere, riuscì a dire a una platea di studenti -e futuri avvocati che non avrebbero mai saputo coniugare i congiuntivi-, che noi eravamo “l’elite”, e che avremmo perciò dovuto sentire il dovere morale di “indottrinare” le nostre famiglie di poveri incolti qualunque, specie in politica, facendo capire quanto errate sono le posizioni populiste, che nel suo caso voleva solo dire conservatrici. Perché ovviamente i coglioni progressisti a tutto tondo come lui non hanno pregiudizi! Si sa. Per la cronaca, l’ultima volta che sono stato in Italia, un avvocato che all’epoca era in platea, riuscì a lamentarsi della scarsa preparazione linguistica dei colleghi e della pessima qualità del loro lessico, scegliendo di usare per due volte in un minuto il termine “spudorataggine”, il che mi fece effetto peggiore che a certa gente le unghie sulla lavagna, che personalmente non disdegno affatto, e comunque preferisco agli errori grossolani di lingua.
    Questo tipo, tornando al germanofilo, era proprio un capolavoro di persona, tra le varie perle: “la Nestlé, sotto la facciata amichevole delle sue pubblicità, affama i bambini dell’Africa. Non comprate Nestlé!” e una meravigliosa apologia dell’educazione nell’austerità dei propri figli… salvo che: “poi però arrivano i nonni ed è il disastro!” (consumistico), i figli in pratica avevano più di noi poveracci working-class coi genitori un po’ ritardati e conservatori, ma ci teneva a celebrare la sua oculatezza sparagnina da agiato macellaio bevitore di birra bavarese, ecologista e cattolico.
  • Un professore di chimica e biologia spese un’ora intera al Liceo in una critica ai valori materialistici e consumistici della società attuale (all’epoca, anno 1991… gli stessi valori di oggi… e sempre… pure quando si sgozzavano capre sugli altari) usando una decina di volte, in brutte anafore, la concordanza al plurale del sostantivo collettivo “gente”: “non sono questa gente che trionferanno alla fine dei tempi”. Faceva parte di quell’obbrobrio chiamato Generazione Nuova, mi pare, o comunque altro gruppo di consimili scemi, e cercava adesioni, ovviamente mentre il tassametro correva a suo beneficio.
  • Assurdità verbali a parte, in classe di mio fratello, il più grande imbecille mai conosciuto in adolescenza, prof. di scienze, tappo che come capita era pieno di sé per rivincita sul mondo, tirò fuori la pistola e gliela puntò in faccia. Vivo negli Stati Uniti e non l’ho mai visto fare, nemmeno per scherzo, nemmeno ai distributori di benzina. Un giorno lo sfidò a fare cinquanta flessioni, lui gliele fece lì, sotto la cattedra, si incazzò di brutto il nano. Lo stipendio gli arrivava regolare.
  • Una professoressa di inglese disse che “touchy” (permaloso, suscettibile) significa “toccomane” ovvero soggetto che ha la mania di toccare cose e persone. C’era un video degli A-ha con questo titolo, da lì la domanda. Questa almeno era giovane.
  • La prof. di fisica del liceo pensava fosse plausibile che in alcuni luoghi della Terra ci potessero essere anomalie nella forza di gravità. La gravità! Si tratta di ben note illusioni ottiche. A detta sua ne aveva discusso con i suoi “amici fisici”, cioè professori di fisica alla scuola di provincia ed erano arrivati a questa tremenda conclusione possibilista.
  • Parlando di generazioni di laureati incolti, e forse anche della scarsa qualità di -e attaccamento a- cose che non si pagano, il colmo lo trovai in Spagna. Al primo anno lì, studiavo ancora la lingua, vedo nel codice penale alla fattispecie dell’omicidio il verbo “matare” (“el que matare a otro…” nella bruttissima prosa legale spagnola), e chiedo a un collega con due lauree, una in legge, l’altra in filosofia, perché la parola finisse con “e”, che tempo verbale fosse. Questo recitava la parte del pensatore, un tipo veramente lercio, faceva il riflessivo sempre, si tocca il mento, ci pensa e mi fa: “uhm, in effetti non ne ho idea”.
    È semplicemente un congiuntivo futuro, un tempo che in italiano non ha una trasposizione diretta e che non è molto usato nemmeno in spagnolo, ma c’è una differenza tra non usarlo, non saperlo usare, e non sapere nemmeno che quel tempo verbale esiste nella tua lingua. Al tempo (2001, pare passato un millennio per come sono cambiate le cose) non bastava fare una ricerca su Google per poter far finta di non essere del tutto ignorante. In effetti anche studiare scacchi si faceva col libro e la scacchiera davanti (fossi nato 20 anni dopo!) Alla fine scoprii di che si trattava, tornai dal tipo e glielo dissi, per informazione. Ma questo era davvero la caricatura di uno scemo, fa di nuovo la recita, si tocca il mento, ci pensa su, lui è troppo onesto e amante della verità assoluta e del dubbio socratico per sforzarsi in una cosa così meschina come dissimulare la sua ignoranza e, con spudoratezza più che con onestà, ammette, una faccia tosta che non ci si crede, che non sa nemmeno di che parlo. Due lauree umanistiche! E poi un dottorato, ora insegna, ‘sto coglione! 
  • A un congresso un tipo dice che l’Italia ha oltre cento Testi Unici, lo dice come dato spaventoso sull’inflazione legislativa, e un altro, che non capisce, gli risponde che sono pochi! Mi alzai e me ne andai.
(Visited 50 times, 1 visits today)

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.