La Volpe e il Riccio (o la Volpe e il Gatto)

The fox knows many things,
the hedgehog but one,
but it is enough.
(Greek proverb)

Stavo seguendo le proiezioni delle elezioni qui negli USA, quando mi sono soffermato sul logo di una delle compagnie che elabora i dati statistici, chiamata FiveThirtyEight, di abbastanza recente istituzione e posseduta dal colosso Walt Disney. Esso riproduce la forma stilizzata di una testa di volpe.

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Ero al bagno che riflettevo sul cono di Tlön, quando sento mia moglie e mia figlia gridare; mi giro rapido, il cono pesantissimo cade con un tonfo; attraverso come uno spettro il muro che mi separa dalla sala da pranzo; dietro l’angolo a quattro dimensioni del grosso camino vittoriano voluto da mio padre, qualcosa si sta consumando. Chiedo, accorato: la gatta più piccola è morta soffocata. Lancio un grido che mi sveglia e immediatamente sono del tutto lucido; penso a quanto odio la vita e i suoi trucchi bastardi. Pieno d’odio come sempre, per qualche ragione il pensiero vira e mi rendo conto di non riuscire più a vedere gli esseri umani in altro modo che come primati, come stupide scimmie irritanti. Il mio disprezzo è così profondo e compatto, il mio amore per i felini così esagerato, nel contrappunto, che immagino di essere intrappolato, addormentato, che un giorno mi sveglierò definitivamente; allora l’uomo sarà di nuovo stato creato dalla spuma del mare, o figlio di dei, o qualunque altro bel mito scemo, dimenticato si rivendicherà. La porta per il risveglio è stretta e dura, mi suggerisce bisbigliando la gatta che è viva e mi punta coi suoi bei fari di luce verdastra nel buio delle quattro. La sua arcata ha la strana forma di una pallottola, la durezza del metallo e percorre a ultrasuoni la via che spappola un cervello; è la maniera più pratica di sterminare il primate abominevole, continua. Ma io già penso ad altro, a Maldoror, e mi assolvo dal non aver ancora dismesso tutte le pacchianate e le lagne adolescenziali, sapendo di fingere che la loro polvere sia segno di elasticità mentale e persino speciale resistenza all’invecchiamento. Ma una sola cosa è davvero importante, abbraccio la piccola dea della giungla, la gioia che sia ancora con me supera ogni vicenda. E dopo un secondo lei, creatura superiore, si dimena e se ne va saltellando come se non fosse successo nulla.

Preghiera anti-serenità

Esiste una preghiera in America creata da un teologo del Missouri di origini tedesche, la preghiera della serenità di Reinold Niebuhr, che si sente ripetere ogni tanto e si trova su iscrizioni in parecchie case. A giudicare dall’esistenza di pagine Wikipedia in italiano, deve essere famosa anche al di fuori degli USA, ma francamente non l’avevo mai sentita prima di trasferirmi qui. Continue reading “Preghiera anti-serenità”

Curiosità Linguistiche e Culturali dalla Serie TV Futurama

Ho imparato molto dalla mia serie preferita, Futurama. Negli anni ho sempre omesso di appuntare le varie “scoperte”. Ho deciso di iniziare solo ora, ma meglio tardi che mai, il contenuto non è solo ricco di curiosità per nerd, può anche aiutare i lettori e gli studiosi a capire e parlare meglio l’inglese.       
Inizio con pochi paragrafi nella speranza di essere costante e appuntare tutti i dati di volta in volta ricordati. Continue reading “Curiosità Linguistiche e Culturali dalla Serie TV Futurama”

Curiosità Americane: Nomignoli e Motti di Stati… e in particolare l’imbarazzante motto in italiano del Maryland

Oggi che, a causa di sommovimenti sociali, le tensioni crescono, lo Stato del Mississippi ha deciso di cambiare la propria bandiera, epurandone la parte che ancora mostrava il vecchio simbolo della Confederazione della Guerra di Secessione, negli Stati Uniti conosciuta più semplicemente come La Guerra Civile. Era l’ultimo a non essersene ancora disfatto, nonostante urti la generale sensibilità.

La bandiera dello Stato del Mississippi prima delle modifiche del 2020.

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My First Thousand Years of Hell

The worst of boredom is to listen to the dreams of others, the worst of rudeness is to force others to listen to them, but nobody is forced to read, by writing.       
One night a strange character appeared to me and told me what follows. To be precise, he was writing all this and I was reading over his shoulder. And for even greater precision, he wrote in a “universal” alphabet and language, I shouldn’t have understood, but I understood all the same, perfectly. It was vivid and bizarre.

“…en un plazo infinito le ocurren a todo hombre todas las cosas”. J. L. Borges

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I Miei Primi Mille Anni di Inferno

La peggiore delle noie è ascoltare i sogni altrui, la peggiore delle mancanze è forzare altri al loro ascolto, ma non si forza nessuno alla lettura, con la scrittura.    
Una notte uno strano personaggio mi è apparso e mi ha raccontato quanto segue. Per la precisione lo stava scrivendo e io leggevo da sopra la spalla. E per ancora maggior precisione, scriveva in un alfabeto e una lingua “universali”, non avrei dovuto capire, ma capivo lo stesso perfettamente. È stato vivido e bizzarro.

“…en un plazo infinito le ocurren a todo hombre todas las cosas”. J. L. Borges

 

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Proverbi in Versione “Nichilista” (o Pessimista)

In anni di attività (dai ’90), ho accumulato –collezionato, se vogliamo- una lunga serie di detti parodici che, semplicemente ribaltando i refrain più comuni, ne sposta il senso verso le caustiche, disagevoli e ansiose prospettive di esistenzialismo e nichilismo (termini usati qui in modo colloquiale e affatto tecnico), o forse solo pessimismo.    Continue reading “Proverbi in Versione “Nichilista” (o Pessimista)”

L’Ordine degli Aggettivi in Inglese (una Guida per Italiani)

L’inglese è (arguably) la lingua più difficile del pianeta. Lo studio ogni giorno da anni, non lo so ancora come vorrei, ma vorrei provare ad essere utile lo stesso, illustrando uno dei temi più difficoltosi per italiani (e stranieri in genere). Proporrò la mia maniera di affrontarlo. Continue reading “L’Ordine degli Aggettivi in Inglese (una Guida per Italiani)”