Bentornate Greta Ramelli e Vanessa Marzullo

La situazione planetaria ideale sarebbe un’umanità libera e coesa, unita nella lotta contro la sofferenza, alla ricerca continua del miglioramento scientifico e della conoscenza. Fraterna, cooperativa, nei limiti del possibile felice e prospera, in uguaglianza.

Questo è, e rimarrà per altro tempo ancora, un bel sogno; per ottenerlo, tutto ciò che è incompatibile con questa visione deve necessariamente SCOMPARIRE, il che è un modo astratto e gentile, eufemistico, per dire estinguersi, morire.

Per ora l’umanità è divisa, in tanti gruppi, e tra essi in nazioni. C’è da accettare la realtà e lavorare adattandovisi e non prescindendo da essa. Costruire Ferrari prima di avere strade in asfalto dove condurle è un’idiozia. Anche se le Ferrari rimangono bellissime.

Dal momento che anche io appartengo (mio malgrado) a un gruppo nazionale determinato, sono italiano, con tutto che posso essere spesso mordace e critico verso natio suolo e connazionali, sono solo FELICE che le nostre sorelle e compatriote siano libere, sane e salve.

Sono felice per loro, per le famiglie, per gli amici.

Sono un po’ meno felice per i soldi del riscatto, ma voglio essere chiaro, non tanto per la questione economica in sé, anche se mi rendo conto dell’importanza dei soldi, non sono un miserabile; inoltre con i miei contributi (tasse, multe, etc.) sono state pagate vacanze a un infimo essere come Formigoni, gli spaghetti al caviale a un essere ripugnante come Buttman, dovendo scegliere il male minore preferisco di gran lunga pagare per la salvezza di due giovani compatriote. L’ultima delle cose per cui indignarsi tra gli “sprechi”.

Come molti, non sono felice perché so che fine faranno quei soldi nelle mani di chi sono ora.

Due giovani che io considero in tutto e per tutto delle vittime, vista anche l’età. Vittime non dei terroristi (non solo), ma di una serie di pregiudizi e stupidaggini che si ripetono in modo acritico e che appartengono alla trita moraletta scontata e ipocrita (errata) di questo miserevole e confuso momento storico. La quale è solo la riproposizione laica e patetica di un noioso e fastidioso senso di colpa di origine religiosa, fuorviante, inutile, dannoso.

Si sente spesso dire che (e lo diceva pure Cristo, il cui insegnamento non seguo, ma che certo non disprezzo, o non certo in questo) per fare del bene di occasioni ce ne sono tante e vicino a noi (prossimo tuo…) Si può migliorare il mondo senza allontanarsi dal quartiere, dimostrare generosità e disinteresse per la materia (se ci si tiene) essendo ovunque, e credo che ciò sia corretto.

La “cooperazione internazionale” non è che la creazione ridicola (nei termini in cui è organizzata ora) degli esseri più repellenti che la società alberghi in sé: i burocrati! Esseri ai quali, detto di passaggio, abbiamo creduto bene di consegnare l’Europa intera! Un suicidio che sta dando i suoi macabri frutti.

A nessuno va chiesto, non si può esigere da nessuno, l’estremo sacrificio. Eppure c’è gente che è stata disposta a morire per affermare le proprie idee e convinzioni nella storia, a sacrificarsi per un bene creduto superiore alla propria individualità. Anche per la scienza, pensiamo a Galileo, che il processo e annesse violenze se li sarebbe certo risparmiati. Forse se fosse stato meno determinato staremmo ancora chissà dove.

Greta Ramelli e Vanessa Marzullo sono a casa, le loro vite, per fortuna, sono salve, e sono felice così, ma la loro operazione nel suo complesso è da definirsi (col senno di poi, certo, ma, a non essere cretini, anche con quello “di prima”) un grosso errore oltre che un evidente fallimento. La loro liberazione probabilmente costerà altre vite che le loro, o aiuterà a toglierne comunque.

Quante altre volte potremo e potremmo permetterci errori del genere?

Il mondo è diviso in gruppi, il “vogliamoci bene” si dimostra ancora inviabile, tanto è vero che al redde rationem ognuno salva i suoi, e addio a tutti! Chi vuole Dio se lo prega! Gli italiani pagano per le italiane, gli inglesi mandano gli incursori per gli inglesi e così via.

Non avrei mai voluto che ciò che da qui a poco dirò si fosse verificato, intendiamoci, e capisco che sia inelegante prendere la vicenda ora, tutto sommato per dire un puerile “avevo ragione”, ma serve pure a convincere chi dissente a farla finita con le stronzate e cambiare idea (che è sintomo di intelligenza).

Tutta questa storia mette in luce che si è “generosi” (standard, nel modo canonico che l’epoca miseretta che viviamo contempla) si è altruisti, solo fino a che tutto “va come è previsto che vada”: bene. In una finzione.

Se uno è così convinto che salvare vite sia l’importante, e ci si vuole votare, fronte alla salvezza della propria (una) a costo di quella di altri, e dopo aver accettato un rischio volontariamente, deve continuare ad affermare la propria posizione e rifiutare di salvarsi.

“Signorine, siete salve, l’Italia paga!” l’unica posizione che avrebbe conferito dignità a questa BUFFONATA della cooperazione internazionale lasciata in mano a (vittime) due giovani compatriote (per esperte e “motivate” che vogliano definirsi) sarebbe stato rispondere: “Non ce ne andiamo di qui, visto che la nostra salvezza costerebbe altre vittime innocenti, e noi siamo partite per salvare persone e non per aiutare voi ad ucciderne!”

Questa sarebbe stata la determinazione che avrebbe salvato dall’essere dileggiate e purtroppo da qualcuno anche odiate, le due poverette; questa la posizione, impensabile, che avrebbe dato spessore e senso al loro lavoro, che ora mi appare ancora più di prima una smania di avere “avventure da raccontare” una volta a casa (avventure non di questa intensità, chiaro) e garantirsi una carriera in quei tristi baracconi da encefalogramma piatto che sono le ONG.

E dal mio punto di vista, questa sarebbe stata l’unica via per far credere davvero a un cinico, misantropo, filocolonialista, diffidente, schifo come me che queste buffonate internazionali servano a qualcosa dinanzi a gruppi di persone invasate, violente, spietate, e mi si permetta di dirlo, arretrate e cialtrone.

Scusate, ma io non solo amo la scienza e la mia civiltà (la parte laica), ma inevitabilmente detesto tutto quello che vi si oppone.

La vita pare proprio essere un conflitto continuo, ancora e purtroppo; mille i modi per vincerlo, dal tradizionale e brutale impiego di forza, alla persuasione, a Gandhi, all’esempio, al sacrificio, ma pagare riscatti non è uno di essi. Pagare è un modo di essere sconfitti!

Questa è una felice sconfitta per una nazione e specie per certe idee, che io non appoggio e considero ingenue e sciocche… insomma errate. Ovviamente si insisterà nel negare la realtà per il gusto di emendarsi da colpe che NON CI SONO! Ostinarsi fa parte del gioco religioso e religioso laico. Far mostra di buone intenzioni, che orrore!

Buone intenzioni: se tutti ci aiutassero a “sconfiggere il terrorismo islamico” come hanno fatto Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, vedo già il muezzin a San Pietro! E loro di nuovo col burqa, ma a casa loro!

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