Bizzarri “Composti Medicamentosi” di Monsieur De L’Hororeé: La Panacea della Mellificazione

Diceva il nonno: i semplici dicono che vivranno eternamente poiché il loro Dio gli si è donato e se ne nutrono, la verità è che nutrirsi dei semplici dona una divina longevità.

Innumerevoli sono le ricette che vorrebbero garantire la produzione di panacee. La maggior parte di esse non sono affatto efficaci ovviamente, leggende, superstizioni, invenzioni, illazioni, persino patetici intrugli per far soldi alle fiere, ma ve ne sono alcune antichissime che danno eccellenti risultati.

Tra le migliori vi è indubbiamente quella della mellificazione, la quale, specie se unita ad altri preparati, dona una vita indefinitamente lunga e sana.

La nascita della sua elaborazione si perde nella notte dei tempi, forse il suo stesso creatore non ricorderebbe più come e quando è giunti ad affinare la tecnica e a scoprirne tutti i suoi sorprendenti vantaggi. Con tutta modestia posso affermare di aver potenziato i suoi effetti sacrificando alcune in necessarie cautele.

Era uso anticamente, alcuni dicono pressi i popoli della Cina, che un vecchio donasse il suo ultimo tratto di vita per prolungare quella dei futuri regnanti. Egli veniva allora onorato e la sua famiglia riceveva danaro e privilegi, poi veniva condotto, con dei saggi speziali, verso la sua sorte.

Da lì in poi non sarebbe stato nutrito con altro che con miele, quotidianamente, e fatto riposare in vasche piene dello stesso nettare. Era nota già all’epoca anche la funzione antibatterica del prodotto di certi imenotteri.

Dopo settimane o mesi di tale trattamento il suo corpo era completamente purificato ed acquisiva una consistenza assai particolare. Quando sopraggiungeva la morte esso veniva messo a macerare in una cassa di marmo anche essa traboccante di miele.

Dopo anni di macerazione il corpo si sfaldava completamente e mescolava in modo omogeneo al nettare sicché ne risultava una specie di composta di buon odore balsamico e dagli effetti sorprendenti. Utile a guarire malattie, rinforzare i fisici debilitati, allungare consistentemente la vita, persino riparare lesioni.

La produzione di questa confettura è andata vanti ininterrottamente nei secoli, ma il suo consumo è sempre stato riservato a pochissimi, essa ha sofferto cambi, ma fondamentalmente i principi sono gli stessi di sempre.

Purtroppo il potenziamento dei suoi benefici, da me medesimo elaborato, richiede il sacrificio di alcuni scrupoli inutili e ipocriti.

Innanzitutto gli effetti sono di diversa natura ed intensità a seconda della preda che si voglia usare, laddove per il reintegro e la conservazione del vigore e dell’energia fisica è preferibile un giovane formato, mentre per il prolungamento della vita è consigliabile un infante. Eh sì, purtroppo! È, invece, da escludersi l’uso di anziani, antica versione, e meno che mai è necessaria l’adesione volontaria dell’umano al progetto di mellificazione.

Un tempo per i sovrani, specie di certi popoli, non era ostico trovare gente disposta a sacrificare la vita per loro, specie se si garantivano beni e favori alla discendenza, e se si cianciava di fedeltà e onore, ma oggi chi mai potrebbe sentire un sentimento di lealtà tanto spinto? E verso chi poi?  Verso dei facoltosi e aristocratici milionari del tutto sconosciuti? Inoltre, perché mai pagare per qualcosa che si può prendere con la forza? Un sequestro mirato, una vittima adoppiata per bene, e una sparizione, risolvono il problema quando v’è l’occorrenza: molto di rado.

Inoltre, la qualità e omogeneità del risultato finale sono molto condizionati dalla intensità e dal prolungamento del trattamento. È consigliabile non badare a spese e fatiche e far durare il processo il più possibile. Se possibile incluso anni.

Il soggetto designato va rapito giovane e nutrito solo con miele per un primo lunghissimo periodo, poi, ogni giorno e per mesi, gli va forzatamente fatto ingurgitare miele in quantità maggiore di quella che naturalmente potrebbe assumere. Un ultimo e pure esso prolungato periodo deve viverlo completamente immobilizzato, per settimane, e se resiste, mesi, completamente immerso nel miele, in modo tale che i suoi muscoli si atrofizzino e inizino a sfaldarsi. Infine va molto lentamente annegato nel miele, la pratica può richiedere ore affinché egli crepi con la maggior quantità di miele all’interno del corpo, effetto che solo l’ingestione nel panico delle morte può garantire a dovere. Va poi lasciato macerare per decenni nella sua bara gialla come ambra.

I poppanti sono meglio gestibili, ma inteneriscono il cuore, a volte.

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