BLASFEMIE

Per alcun tempo quest è stata una pagina sul Blog, ma non credo più che abbia il peso e la dignità necessaria per esserlo. D’altra parte la mia esasperazione rispetto ai temi religiosi è drasticamente scemata (esattamente come quella per temi politici) appena allontanatomi dal Vaticano. Riciclo quindi questi scritti come un semplice post. 

Si inaugura qui una nuova pagina di vilipendio alle credenze religiose. Leggendo le scritture, dopo le premesse pompose di trovarci chissà che, mi aspettavo qualcosa di più che tutte quelle superbe e celebratissime scemenze. La cosa più irritante della fede degli altri è la pretesa di sottrazione di determinate sfere dell’esistente alla discussione libera e sincera e all’ironia. Questa ricerca insensata di rispetto imposto e da ottenersi a tutti i costi, estorto anche con l’intimidazione e la violenza e preteso in virtù della sincerità e forza di quella stessa fede asimmetrica, che manca in coloro a cui viene richiesto di tacere, appunto, (come se sempre tutti dovessero necessariamente capirne la forza e la ragione e alzare le mani), rende l’attività della blasfemia, un esercizio di civiltà e tolleranza, affrancandola dal suo implicito e ovvio cattivo gusto.  

 

Oh mio Dio buono e caro, salvami dal male che tu stesso hai creato! Brutta miss narcisista in cerca di consenso!

Dio è donna, solo una donna poteva fare un delirio tale e poi pretendere di farlo passare per normale.

I 10 Comandementi

The 10 Commandementeds

Davvero preferirei non incontrare quello che chiamate Dio, potrebbe deludermi.

Ma dai! Nessuno si sacrificherebbe per delle merde come gli esseri umani! Se un Dio fosse disposto a ciò gli andrebbe revocato il patentino di Dio.

Chiamando le cose col loro nome, oggi come oggi non si cerca un creatore del mondo, ma semmai un responsabile.

Studiate la BIRBIA il manuale divino per i birbi.

Ama il prossimo tuo come sta messo!

http://www.virio.it/i-dieci-comandamenti-secondo-la-dispensa/

Ama il prossimo tuo come te stesso, si disse il maniaco depressivo con spiccate tendenze paranoidi e autolesioniste.

E Dio creò l’uomo a sua immagine e somiglianza, il che la dice lunga su di lui!

“Lasciate che i pargoli vengano a me.” Molti preti hanno frainteso alla grande queste parole.

Allora egli mandò la pioggia di zolfo e fuoco, poi il terremoto, e sommerse città nell’oceano, e le locuste invasero i campi. Poi inviò i quattro cavalieri: la peste, la fame, la guerra, la carestia. Poi impose il velo alle donne e le fece partorire con dolore, e fece morire i primogeniti maschi, e sterminò il bestiame, perché, perché lui era amore infinito e nella sua bontà poteva tollerare profeti mentecatti e pedofili, re tagliagole, popoli razzisti, violenti e brutali, o che le donne venissero umiliate e vessate e gli animali patissero, ma i froci proprio! NON LI POTEVA VEDERE!

E dal momento che si sentiva solo e tediato, mentre dormiva gli estrasse una costola di un duecento grammi e con essa plasmò una femmina adulta sui cinquanta chili, affinché egli non si annoiasse più, ma gli venissero succhiate palle e cappella, potesse rimettere la bestia in orifizi vari e avesse qualcuno da sottomettere e maltrattare. Poi proibì il tutto tranne i maltrattamenti e la sottomissione, “mi raccomando il velo” disse.

Dopo quattro giorni lo resuscitò con le parole: “alzati e cammina”. Un giorno però egli morì di nuovo e stavolta disse: “ngulaisse!”

Prese il pane e lo spezzò, poi lo trasformò nella sua carne. Prese il vino e lo versò, poi lo tramutò nel suo sangue. Di un innocuo pasto vegetariano fece un indecente festino cannibale anche piuttosto calorico.

Egli è ovunque e in ogni cosa, nella brezza marina dell’alba sul mare, nel profumo dei ciliegi in primavera, nell’abbraccio che l’uomo dà all’amico e pure nelle blatte che infestano la cucina, nell’ammoniaca del cadavere assassinato che si decompone, nel dolore dei denti del predatore che strappano la carne della preda.

E dopo aver allagato il mondo sancì la pace, con una bizzarra e tediosa discendenza di scimmie, facendo brillare uno splendido arcobaleno. Poi ci ripensò e ogni tanto mandò epidemie di virus così letali che sanguini dalla pelle e muori tra atroci sofferenze.

Prese il pane e lo spezzò, poi disse: questo il mio sangue! E trasformò il sangue in acqua e questa in vino e il vino in birra. Perché i discepoli erano di gusti difficili.

Deve essere un santo.. la sua urina profuma di viola, e lo sterco di frittura di pesce fresco!

E disse: “La spada è la via del paradiso”. E fu così che loro rifuggirono gli armamenti moderni e preferirono saltare in aria su mine e prendere a sassate i carri armati perdendo cronicamente tutti i conflitti in cui si lanciavano.

Un tizio dice: “magneteve quiste!!!”, un po’ lo fraintendono, un po’ lo prendono alla lettera… e un paio di mila anni dopo abbiamo una religione di pederasti!

Li mandò per il mondo affinché predicassero la sua parola e si facessero ben riconoscere.

E dopo averlo fatto a sua immagine e somiglianza e avergli donato una schiava plasmata dalla sua costata, lo mise nella storia, poi prese una epoca delle più insignificanti di essa e dettò un libro che sarebbe dovuto essere la guida per tutti gli appartenenti al gruppo di ogni epoca: in esso raccontando storie di pastori mezzi analfabeti e fatti banali e esilaranti. In più tanto per essere credibile parlò a tre diverse popolazioni, facendo credere a ciascuna di essere quella eletta, e poi delegò a dei pederasti di interpretare e diffondere la sua parola. Badare bene! Non prese le persone intelligenti per questo compito, gente che capisce di integrali e vince partite di scacchi, no! Prese dei pervertiti piuttosto coglioni!

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