Brevi considerazioni sulla “abilitazione” del Papa delle teorie del Big Bang e dell’Evoluzione

Il Papa pare aver speso delle parole di apertura verso due teorie che sono state molto osteggiate dai credenti nella religione cristiana e dai suoi rappresentanti: il Big Bang e l’evoluzionismo. C’è da essere contenti? Che si potrebbe dire a proposito?

Che esse siano invise ai cristiani in genere è notorio: in alcune scuole degli USA, si sa, non si insegna l’evoluzionismo a causa dell’intransigenza fanatica di frange estremiste di credenti protestanti, e in altre si insegna la chiacchiera del creazionismo come alternativa per chi non vuole conoscere come effettivamente stanno le cose. È solo un esempio.

Ma queste due teorie, rifiutate da chi “crede in Dio”, sono solo le ultime due di una lunga serie di ostinazioni, dato che in passato tale sorte era toccata a molte altre innovazioni scientifiche, poi ammesse ed ormai pacificamente accettate (rotazione ellittica dei pianeti, macchie solari, DNA, embrioni, solo per non essere del tutto vaghi).

“Arrivano sempre per ultimi!” Si potrebbe dire e concludere, liquidando il discorso senza rintracciare ragioni e fare dietrologia, oppure: “non fanno altro che creare tensioni inutili”, dato che poi dopo decenni ammettono, accettano, ratificano… l’ovvio!

Ma tutto ciò risponde a un criterio, non si tratta solo di stupidità: questo atteggiamento, dal quale uno dovrebbe unicamente e naturalmente dedurre che dinanzi ad idioti cronici ci si trova, serve invece a darsi importanza, serve a resistere in maniera maldestra (e a volte con conseguenze dolorose per degli esseri umani) a un declino e a una perdita di credibilità (e quindi di autorità) che è ormai inarrestabile e insalvabile. Come tutto, anche i credenti prima e l’essere in-umano poi, scompariranno.

La mia opinione più aggressiva, da italiano tiranneggiato da vecchi è: il vecchio non molla, non lascia spazio al nuovo, il vecchio è ostinato, è brutto, rognoso! È la natura delle cose.

Certo, di questo cinico atteggiamento, teso solo a non mollare potere finché si può, spesso fanno le spese delle persone in carne ed ossa e questo mi preme far risaltare. Non tanto nei due casi menzionati ora, quanto per esempio in merito a procreazione, a ricerca su metodi che potrebbero eliminare mali genetici o ricostruire tessuti, contraccezione, per esempio.

Se qualcuno rimane in sedia a rotelle più a lungo del necessario, se qualcun altro non può avere figli e non ne avrà pur essendoci modo di fargliene avere, se un crimine non è stato scoperto in passato con l’esame del DNA, è perché la legge, la politica, gli Stati, ancora dialogano e prendono in considerazione la posizione di persone che discutono e pontificano su oggetti sui quali non hanno alcuna competenza specifica.

Mia nonna, sempre e solo per non essere troppo vaghi, morì senza che gli fossero somministrati sedativi, con le piaghe da decubito trattate con alcool vecchio stampo, di quello che bruciava, perché questi criminali si opponevano, allora, al loro uso. Uso che, per esempio, già negli anni settanta se ne faceva in Svezia. La sofferenza (degli altri) è un dono di Dio.

Oggi tra Italia e Svezia c’è meno differenza di un tempo, con ritardo siamo arrivati nei pressi di dove sono loro, ma arrivare dopo non significa altro che essere dei ritardatari, se non, purtroppo, persino dei ritardati!

Non c’è da vantarsi caro Vaticano vecchio e stupido! Mia nonna, e con lei chissà quanti cittadini, è morta soffrendo più del necessario. Oggi è pacifico ciò che si debba fare! Ma ancora c’è chi ascolta questi pazzi, questi criminali! C’è ancora gente che soffre più del necessario grazie a questi fenomeni da baraccone! Che non ne hanno mai mai azzeccata una!

Se uno non ha morti in famiglia magari la situazione potrebbe essere considerata comica! Prima lo scienziato spiega al mondo, loro compresi, illustra a tutti come funziona un qualcosa: illustra che esiste l’embrione, che esiste il DNA, etc. Loro rifiutano che sia così. Poi quando sono costretti ad accettarlo per forza (perché è vero che così stanno le cose e funzionano) discutono su cosa “si possa o non si possa fare” con gli stessi oggetti che altri hanno scoperto e loro rifiutato; e li vedi che pongono limiti, disquisiscono, diventano “gli esperti”, promuovono o ostacolano referendum ridicoli dove degli analfabeti (i cittadini, bizzochi o meno che siano) dovrebbero decidere se permettere o no nessuno sa bene che. Inutile fare esempi di delirio, essi potrebbero moltiplicarsi.

Invece di porre le zeppe, quando dimostrerà una religione qualunque, una qualunque, ma specie nel nostro caso la zavorra cristiana, di essere utile all’umanità in qualche modo, altro che piangendo (e pure fabbricando) i morti e accasciandosi con colpe fantasiose? Dimenticando le responsabilità vere.

In genere, i poveretti (le autorità ecclesiastiche) si accaniscono più con la biologia e la medicina che con la fisica. Dal momento che non ho nessuna stima per tali soggetti, ritengo che la ragione sia semplicemente che la fisica teorica ha equazioni troppo difficili da scoticare, che loro non capirebbero affatto, o forse nemmeno gliene va di provarci. Perché complicarsi la vita? Meglio complicarla agli altri applicando la legge del minimo sforzo, no? Sono mammiferi pigri anche loro, dopo tutto!

Di biologia si può parlare più alla leggera, per quanto le sue implicazioni dal punto di vista della rappresentazione del mondo, non siano affatto meno significative e dirompenti.

Ma perché un prete, un cardinale, il Papa, parlano e disquisiscono di scienza? Perché ce l’hanno tanto con persone che studiano e vogliono sapere come stanno le cose e che dopo secoli e secoli di buia ignoranza, finalmente, riescono ad imbroccare un cammino che pare piuttosto solido e veritiero? Perché si accaniscono su biologia e astrofisica in particolare?

Questo succede perché prima che si uscisse dalle nebbie della completa ignoranza (millenni e millenni di nebbie fitte), i detentori della spiegazione di cosa il mondo fosse e come funzionasse, la sua origine, il suo destino e cosa fosse e come funzionasse l’essere umano, erano loro! Tutto questo era competenza loro (o della filosofia, ancella della teologia). L’autorità era il libro che Dio stesso ha dettato e non può sbagliare.

Peccato che questo libro è del tutto comprensibile e non contiene magari una equazione ancora da svelare, ma invece parla di incesti, pecore e pastori, spade e maledizioni, insomma curiosamente proprio e solo degli oggetti che erano a disposizione nel mondo di coloro a cui lo dettava. Avrebbe potuto sorprenderci un po’ pure a noi di oggi e dedicarci una paginetta…

Bisogna precisare, ora, una cosa che amo ripetere e non si tiene sufficientemente presente. I cristiani non sono dei semplici “credenti in Dio”, non sono semplicemente persone che credono nella presenza di un “essere primo”, “motore immobile”, “originatore buono e intelligente del mondo”, etc., alternativo e qualsiasi, si chiami come si chiami, ma sono credenti di una determinata mitologia. Una mitologia come ce ne sono state a migliaia nella storia umana, ma determinata e concreta.

Una mitologia che in parte è comune ad altre religioni e che è di origine semitica e che poi si è sviluppata in occidente dove ha intrapreso un processo di evoluzione e adattamento singolari, che per secoli è stato formato interpretando le scritture alla luce del pensiero e della filosofia greca e “occidentale”.

Per questa ragione oltre al Dio vendicativo e arbitrario della Bibbia, è patrimonio della nostra cultura (e del nostro immaginario) un Dio più astratto e assoluto, simile, che ne so … al “Logos greco”, una intelligenza pura. Questo concetto, che ci è familiare, serve oggi a mischiare le carte in tavola. Ogni volta!

Nonostante tutti gli sforzi per arrivare alla scoperta di un Dio che sia solo “principio unico e comune a tutti”, il cristianesimo è e rimane comunque una religione con una sua specifica mitologia (quella delle scritture) che oggi, come ogni altra mitologia, è stata smentita completamente da dati scientifici a disposizione di chiunque.

Non ci si può dimenticare di questo dato, non si può far finta che certe storie non contino più nulla e che basta “amare un astratto concetto di amorevole e intelligente causa universale” per andare tutti d’accordo (e dover continuare a credere all’autorità pontificia, che poi, è quello che davvero interessa loro).

L’atteggiamento delle autorità ecclesiastiche (i rappresentanti ufficiali di ciò che si deve credere per far parte della comunità cattolica) è stato quello di approvare o meno ogni teoria che entrasse in conflitto con la mitologia in cui loro dicevano (dicono) di credere. Fanno sempre minor pubblicità alla parte mitologica del loro credo, cercando, appunto, di far pensare a tutti che esso riguardi solo un generico principio onnipotente di amore che ha fatto il mondo.

Mano a mano hanno “riconosciuto validità” (dovuto riconoscerla) a teorie che prima avevano rifiutato, proprio perché incompatibili con la loro mitologia. Hanno dovuto affermare (smentendosi) che, ripensandoci meglio, tali teorie non erano affatto incompatibili con detta mitologia, ma che: “parlano di altro”, che “sono compatibili”, che “non si escludono a vicenda”, etc. Trucchetti! Per conservare un potere ormai fradicio.

La verità, infatti, non è che “loro hanno riconosciuto qualcosa”, ma che quel qualcosa gli ha tolto un pezzo di mondo e di storia e li ha costretti ad adattarsi al nuovo volenti o nolenti. Cretino chi ci vuole credere ancora! Alla costola di Adamo, al sole fermo in cielo, al mare che si apre, l’arca con gli animali, lo Spirito Santo, con o senza DNA, che feconda una donna umana, etc. Ma di cretini l’evoluzione ha riempito il mondo. Cretini che usano la scienza, ma si ostinano a tifare la religione.

Checché se ne dica e i giornali affermino, quindi, il Papa (il saggio vegliardo innovatore e lungimirante… nella prosa ruffiana della stampa affetta da nazionale piaggeria) non “apre a…”, ma “si adatta giocoforza a…” perché non può fare altrimenti. Perché ormai le sue posizioni, come quelle dei suoi omologhi predecessori, risulterebbero bizzarre e ridicole, se non si adattasse.

Ma il fatto che lui si adatti a qualcosa non significa proprio nulla. Quel qualcosa va avanti benissimo senza che lui la supporti o gli “si adatti”! E di certo non significa che lui sia saggio e meno che mai che quello che afferma abbia senso. Ancor meno significa che la scienza non smentisca la sua mitologia solo perché lui assicura che così non è.

La scienza smentisce la mitologia, invece! Perché, per esempio nel Big Bang, la mitologia cristiana non può essere salvata semplicemente ponendo la “causa prima” dell’origine dell’universo, o il “motore immobile”, al momento precedente alla verificazione del gran botto (che poi di “momento precedente” proprio non si potrebbe parlare e fa venire i brividi farlo, ma tale è il livello).

Come dire: “siamo salvi, è Dio che ha provocato il Big Bang, come siamo stati ingenui a non capirlo subito”.

Con il Big Bang non è successo che: “semplicemente si è trovata (immaginata con sostegno di osservazioni) una teoria sulla dinamica delle cose, ma non sulla causa”… È idiota metterla in questi termini pur di soddisfare la voglia di credere a qualunque cosa scritta da pastori. E in questo caso al Dio Padre fattore amorevole del Mondo. Figura, per fortuna, modellata da una bella, elegante testa come quella di san Tommaso (che è santo pure per me!)

Questo, cioè che l’origine del mondo, sia quale sia, potrebbe essere causata (che orrore parlare di “causalità” in tali argomenti) ed è compatibile con la presenza di un “motore primo” e “divino”, sì, sia quale sia la concreta meccanica che poi si è data, è una affermazione che potrebbe essere patrimonio di tutta l’umanità e che non è certo propria del cristiano. Se uno vuole credere in Dio ha tutto l’agio di farlo come gli pare!

Il cristiano, infatti, ed il Papa è il capo di una parte e solo di una parte di cristiani, e non certo il rappresentate di una mera “intelligenza suprema”, o di un “generale senso del sacro”, non afferma affatto qualcosa come che: “sia quale sia il mondo e il suo sviluppo, quello che conta è semplicemente che si riconosca una mente ordinatrice dietro di esso”, ma afferma e mantiene una serie di storie, del tutto prive di plausibilità, oggi che sappiamo più di ieri, prive di ogni verosimiglianza.

Io, non cristiano, come semplice essere umano, potrei ben pensare che dietro al Big Bang ci possa essere lo zampino di una mente ordinatrice e questo lo pensano anche molti scienziati, legittimamente, ma ciò non farebbe di me e di nessun altro, “un cristiano” e nemmeno “un credente”, e certo ciò non darebbe al Papa alcuna autorità su di me, né lo renderebbe l’interprete e il rappresentante delle mie posizioni.

Non basta credere in un qualunque dio, Cthulhu compreso, per essere ed andare d’accordo col Papa e meno che mai per essere cristiani.

Il Papa infatti crede e deve credere, o chiudesse baracca e burattini altrimenti, che il mondo è stato creato attraverso il procedimento descritto nel Genesi! Quello deve credere e quello, appunto, così non è! Dice il Big Bang! Ma anche ogni altra teoria scientifica alternativa. Ed è proprio per questa ragione che il Papa e gli altri Papi fino ad ora non hanno ammesso aperture verso la teoria del Big Bang, perché smentiva la mitologia! La loro mitologia. Esattamente come Galileo prima, etc.

Dunque, ora basterebbe appoggiare una qualunque teoria, sia anche lontanamente compatibile con la presenza di un generico “Dio Onnipotente”, per poter essere sotto l’egida del Papa?

Sulle particelle subatomiche e gli universi paralleli, non ho sentito prese di posizione, ma meglio così, perché a conti fatti chissà cosa ne sarebbe uscito, dato che la loro incuria come filosofi della scienza inizia ad essere clamorosa.

Alle soglie del 2015 ecco che si “apre” al Big Bang come possibile modo di origine dell’universo! Teoria che curiosamente discende da una prima formulazione di un prete belga cattolico nel 1927. È essa incompatibile con la mitologia cristiana? Maccheeeé! No! Assolutamente! Si afferma ora. Basta dire che alla radice di tutto c’è Dio! E tutto è salvo. A ben vedere anche la Bibbia lascia pensare a … quando dice che …

Insomma: è ovvio che non sia incompatibile!

E invece no! La Bibbia non afferma, non lascia pensare al Big Bang! E questo lo so perché per decenni ho dovuto sapere cosa la Bibbia afferma e lascia pensare, dato che sono italiano e lo devo sapere anche se non mi interessa saperlo e mi interessano altre cose. Eh sì! So bene che la Bibbia non parla del Big Bang, non lascia spazi ad esso, che non c’è una sola parola che possa indicare che sia menzionato o stato immaginato dal pastore redattore della parola del dio pastore “dettatore”.

Il primo giorno Dio crea la luce, il secondo il firmamento, etc… cioè: crea in giorni prima di creare una rotazione della Terra su se stessa e intorno al Sole (o del Sole intorno alla Terra, come per secoli hanno voluto credere), ma che altro è un giorno se non un giro della Terra sul proprio asse? Per essere infallibile quel libro parte malino!

La mitologia cristiana non lascia spazio nemmeno alla teoria dell’evoluzione! Tale teoria non è affatto compatibile con quanto appare nelle scritture. Non lo è per modi e tempi, per spirito e significato.

La mitologia cristiana afferma che un Dio buono ha formato delle specie animali indipendenti, già caratterizzate, le ha messe in un determinato luogo chiamato Eden, presente sulla Terra, ma la cui ubicazione è irraggiungibile ormai (il che evidentemente non è, perché la Terra oggi la conosciamo palmo a palmo e dell’eden non ce n’è traccia!), che da lì abbia scacciato i primi due esseri, e unici esseri, umani, diversi da tutte le altre specie perché dotati di un’anima, che da loro due (Adamo ed Eva ovviamente) si sia poi data, attraverso una implicita serie di incesti, tutta l’umanità.

La mitologia afferma anche moltissime altre cose, come si sa; le sue storie sono esilaranti almeno quanto quelle di tutte le altre mitologie e del pari interessanti per un antropologo, seppur meno affascinanti (mia opinione) del Ginnungagap vichingo, delle sfuriate di gelosia di Giunone e relative stragi, delle tartarughe e elefanti su cui poggia il mondo indiano, etc. etc. etc. E parimenti assurde come tutte!

Peccato che nessuna di tali mitologie abbia nulla di azzeccato nel concreto dei fatti, ma molte di esse, si dice, affermavano e volevano affermare qualcosa di diverso dal letterale, erano note per essere simboliche, metaforiche, allegoriche (non so quale termine sarebbe il più corretto, simboliche, credo); insomma non avevano pretesa di descrivere come veramente stessero le cose e nessuno dei credenti in esse ha mai messo sul rogo nessuno per aver immaginato altre storie.

La mitologia biblica-cristiana sì! Per affermazione stessa dei suoi rappresentanti essa descrive la realtà delle cose in modo in-fal-li-bi-le! E infatti oggi loro (i rappresentanti) proseguono il loro lavoro di “esperti del mondo” dando patentini e riconoscimenti a teorie alle quali invero sono loro a doversi disperatamente adattare, benché le abbiano invise.

Fino a che hanno potuto hanno represso, come ancora fanno i selvaggi del Medio Oriente, loro cugini stretti. Ma non sono razzista! Vorrei poterlo essere, ma purtroppo siamo tutti cugini, come afferma la scienza con la teoria dell’evoluzione, anche di chi non ci piace proprio! Come ci si fa a sentire migliori di altri?

L’evoluzione afferma che in un crudele gioco predatorio, per milioni e milioni di anni, da un’unica origine e per adattamento all’ambiente, si sono distinte sul pianeta Terra tutte le specie che ora lo abitano. Tutte sono imparentate alla lontana, remotissimamente.

Tutto ciò e tutte le implicazioni che ciò comporta, è assolutamente incompatibile con la mitologia cristiana; e seppure si potrebbe, col solito trucco, di tirare fuori dalla manica “il buon vecchio Dio generico”, “Principio Universale” o come vi pare chiamarlo, rimediare affermando che egli potrebbe aver messo in moto tale processo e che lo osserva ed indirizza, questa teoria, si voglia o no, ne cambia in modo radicale i tratti rispetto a quello delle scritture.

Davvero non ci sarebbe ripercussione alcuna e si potrebbe proseguire come nulla fosse, affermando che niente è cambiato, se invece di avere una storia di appena seimila anni, un barbuto Dio tradizionale, a tratti paterno e poi adirato per una colpa primigenia dell’uomo e la sua disobbedienza (il frutto che la donna peccatrice e fonte di nequizia offre al pover’uomo ignaro, eh sì!), invece avessimo un essere distante e mai apparso nella storia che semplicemente ha messo in modo un processo che, osservatolo, risulta essere spaventoso, durato milioni e milioni di anni, crudele, spietato, feroce, dolorosissimo? I due “Dio” sarebbero davvero lo stesso? Sono compatibili?

Beh, se le parole hanno un senso, l’unica risposta è NO! Non sono lo stesso Dio, non si tratta della stessa cosa, la mitologia cristiana non è compatibile ed è smentita dai fatti della scienza e il Papa non ha alcuna competenza per abilitare alcunché. Può solo dire: “o credete in Cristo e nelle nostre millenarie fesserie, o io non so più che dire!”

A meno ovviamente di non voler sospendere ogni giudizio, affidarsi ciecamente a qualcosa (qualunque cosa) rifiutando ogni discorso e contradditorio, ma a tal punto, affidandosi solo a una primigenia “cecità da fede ascetica del deserto di Tebaide”, a che servirebbe anche “abilitare” o “rifiutare” qualcosa? Dato che anche questo è un procedimento basato su osservazioni e deduzioni?

Qualche quesito imbarazzante? Se lo sviluppo dell’uomo viene da ciò che uomo non è, a che punto arriva l’anima di preciso? In chi, quanti esemplari in una volta? Come, quando e chi consuma questo famoso peccato originale? E dove?

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