Ero al bagno che riflettevo sul cono di Tlön, quando sento mia moglie e mia figlia gridare; mi giro rapido, il cono pesantissimo cade con un tonfo; attraverso come uno spettro il muro che mi separa dalla sala da pranzo; dietro l’angolo a quattro dimensioni del grosso camino vittoriano voluto da mio padre, qualcosa si sta consumando. Chiedo, accorato: la gatta più piccola è morta soffocata. Lancio un grido che mi sveglia e immediatamente sono del tutto lucido; penso a quanto odio la vita e i suoi trucchi bastardi. Pieno d’odio come sempre, per qualche ragione il pensiero vira e mi rendo conto di non riuscire più a vedere gli esseri umani in altro modo che come primati, come stupide scimmie irritanti. Il mio disprezzo è così profondo e compatto, il mio amore per i felini così esagerato, nel contrappunto, che immagino di essere intrappolato, addormentato, che un giorno mi sveglierò definitivamente; allora l’uomo sarà di nuovo stato creato dalla spuma del mare, o figlio di dei, o qualunque altro bel mito scemo, dimenticato si rivendicherà. La porta per il risveglio è stretta e dura, mi suggerisce bisbigliando la gatta che è viva e mi punta coi suoi bei fari di luce verdastra nel buio delle quattro. La sua arcata ha la strana forma di una pallottola, la durezza del metallo e percorre a ultrasuoni la via che spappola un cervello; è la maniera più pratica di sterminare il primate abominevole, continua. Ma io già penso ad altro, a Maldoror, e mi assolvo dal non aver ancora dismesso tutte le pacchianate e le lagne adolescenziali, sapendo di fingere che la loro polvere sia segno di elasticità mentale e persino speciale resistenza all’invecchiamento. Ma una sola cosa è davvero importante, abbraccio la piccola dea della giungla, la gioia che sia ancora con me supera ogni vicenda. E dopo un secondo lei, creatura superiore, si dimena e se ne va saltellando come se non fosse successo nulla.

My First Thousand Years of Hell

The worst of boredom is to listen to the dreams of others, the worst of rudeness is to force others to listen to them, but nobody is forced to read, by writing.       
One night a strange character appeared to me and told me what follows. To be precise, he was writing all this and I was reading over his shoulder. And for even greater precision, he wrote in a “universal” alphabet and language, I shouldn’t have understood, but I understood all the same, perfectly. It was vivid and bizarre.

“…en un plazo infinito le ocurren a todo hombre todas las cosas”. J. L. Borges

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I Miei Primi Mille Anni di Inferno

La peggiore delle noie è ascoltare i sogni altrui, la peggiore delle mancanze è forzare altri al loro ascolto, ma non si forza nessuno alla lettura, con la scrittura.    
Una notte uno strano personaggio mi è apparso e mi ha raccontato quanto segue. Per la precisione lo stava scrivendo e io leggevo da sopra la spalla. E per ancora maggior precisione, scriveva in un alfabeto e una lingua “universali”, non avrei dovuto capire, ma capivo lo stesso perfettamente. È stato vivido e bizzarro.

“…en un plazo infinito le ocurren a todo hombre todas las cosas”. J. L. Borges

 

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La Spettacolare Carta Geografica di Pegnalverte

Non tutti conoscono la strana figura, pare realmente esistita, del Principe di Pegnalverte, un eccentrico e ricchissimo nobiluomo di origini francesi (da non confondersi con i quasi omonimi spagnoli) del diciottesimo secolo. Sfuggente persino nel nome, sconosciuto nella sua interezza, si dice fu di famiglia scampata immune al giacobinismo del secolo precedente, in modo quasi miracoloso; optò per un cognome maldestramente italianizzato con l’aggiunta della “e” finale, per ragioni sconosciute e lasciò tracce ancora visibili della sua esistenza qua e là, tra targhe e libri rari. Continue reading “La Spettacolare Carta Geografica di Pegnalverte”

La Fantastica Lingua di Ur

Si dice che l’inglese possieda oltre un milione di vocaboli; non si può esserne del tutto certi, ma si è quasi rinunciato ad avere un dizionario esaustivo. Il coreano pare ne abbia un numero ancora maggiore e di sicuro ha il dizionario più vasto al mondo, on-line, perché stamparlo sarebbe un crimine contro l’ambiente. Il tedesco si attesta sui trecentocinquantamila lemmi del dizionario dei Grimm, che raccoglie tutte le parlate municipali e frazionate delle centinaia di zone e regni che poi divennero la Germania di oggi. Continue reading “La Fantastica Lingua di Ur”