Ero al bagno che riflettevo sul cono di Tlön, quando sento mia moglie e mia figlia gridare; mi giro rapido, il cono pesantissimo cade con un tonfo; attraverso come uno spettro il muro che mi separa dalla sala da pranzo; dietro l’angolo a quattro dimensioni del grosso camino vittoriano voluto da mio padre, qualcosa si sta consumando. Chiedo, accorato: la gatta più piccola è morta soffocata. Lancio un grido che mi sveglia e immediatamente sono del tutto lucido; penso a quanto odio la vita e i suoi trucchi bastardi. Pieno d’odio come sempre, per qualche ragione il pensiero vira e mi rendo conto di non riuscire più a vedere gli esseri umani in altro modo che come primati, come stupide scimmie irritanti. Il mio disprezzo è così profondo e compatto, il mio amore per i felini così esagerato, nel contrappunto, che immagino di essere intrappolato, addormentato, che un giorno mi sveglierò definitivamente; allora l’uomo sarà di nuovo stato creato dalla spuma del mare, o figlio di dei, o qualunque altro bel mito scemo, dimenticato si rivendicherà. La porta per il risveglio è stretta e dura, mi suggerisce bisbigliando la gatta che è viva e mi punta coi suoi bei fari di luce verdastra nel buio delle quattro. La sua arcata ha la strana forma di una pallottola, la durezza del metallo e percorre a ultrasuoni la via che spappola un cervello; è la maniera più pratica di sterminare il primate abominevole, continua. Ma io già penso ad altro, a Maldoror, e mi assolvo dal non aver ancora dismesso tutte le pacchianate e le lagne adolescenziali, sapendo di fingere che la loro polvere sia segno di elasticità mentale e persino speciale resistenza all’invecchiamento. Ma una sola cosa è davvero importante, abbraccio la piccola dea della giungla, la gioia che sia ancora con me supera ogni vicenda. E dopo un secondo lei, creatura superiore, si dimena e se ne va saltellando come se non fosse successo nulla.

La Magia di uno Strano Incidente alla Difesa Americana

Premessa
Su cosa possa essere definito “naturale” e cosa opporre di preciso a questa parola –artificiale? artefatto? o semplicemente: innaturale?- non prenderò posizione pur avendo le mie idee; non credo tuttavia che sarebbe possibile farne uso al di fuori del regno tanto indefinito quanto abusato dell’intuitivo e nel colloquiale.   Continue reading “La Magia di uno Strano Incidente alla Difesa Americana”

The Tattoos Collection

I had never liked tattoos, and I never wanted them, but not for religious reasons based on the absurd prohibitions of the King James Bible, Leviticus 19:28, Corinthians 6: 19-20, Revelations 19:16, and so on. I am not religious. On the contrary, I am an atheist and a humanist. I simply did not understand their meaning, nor see their attraction, and why one would decide to paint himself like that, spending big money on it! It is paying for an indelible stain, indelible, yet at the same time, fading after a few years. Plus, once they became fashionable, I began to really hate them with the intensity that characterizes me in everything I do and think. Continue reading “The Tattoos Collection”

I Tatuaggi

Non mi erano mai piaciuti i tatuaggi, e non ne ho mai voluti addosso, ma non per ragioni religiose, come le stupidaggini della Bibbia di Re Giacomo, Levitico 19:28, Corinzi 6:19-20, Rivelazioni 19:16, e così via, non sono religioso, al contrario, sono ateo e umanista; semplicemente non ne capivo il senso, non vedevo cosa avessero di attraente e perché mai uno potesse decidere di imbrattarsi così, e per giunta spendendoci soldi su: pagare per una macchia indelebile e al contempo sbiadita dopo qualche anno. Da quando, poi, sono diventati di moda, avevo iniziato ad odiarli veramente, con l’intensità che mi caratterizza un po’ in tutto quello che faccio e penso. Continue reading “I Tatuaggi”

L’Anagenesifobia

L’anagenesifobia, o paura di rinascere, è una forma ansiosa estrema osservata in modo consistente solo di recente e derivata da -non del tutto- irrazionali timori riguardo a possibili sviluppi di certe nuove tecnologie e scoperte scientifiche in campo genetico. Si tratta di una versione paranoica di forme di più comune misantropia e asocialità, unite a posizioni filosofiche vagamente definibili come “esistenzialiste”. Continue reading “L’Anagenesifobia”