Cattivo e Mentecatto

Due parole, purtroppo da usarsi spesso specie sui “social”, Cattivo e Mentecatto discendono entrambe da comune radice latina. La loro storia è piuttosto famosa e interessante, sarà buona cosa riproporla.

Tali termini vanno visti come una “strana” particolarità dell’italiano e infatti non hanno una traduzione diretta (con comune origine e vincolo) in altre lingue europee.

Vediamo come una parola fondamentale del lessico come “cattivo” (i contrari buono-cattivo, sono tra i primi ad apprendersi in ogni lingua) viene tradotta in lingue anglosassoni, germaniche e poi romanze (più vicine a noi).

In inglese si usano bad, evil, vicious, nasty, (etc.), nulla di vicino all’italiano, in tedesco schlecht e olandese slecht, svedese illa. In francese mauvais, in spagnolo malo, in portoghese ruim. Nulla che somigli a cattivo, dato che persino il latino col suo “malus” inspira varie lingue (francese, spagnolo) ma in italiano rimane solo in “male” e “malvagio” che indica una sfumatura diversa di “cattiveria”.

Cattivo viene dal latino captivus che significa prigioniero, preso. E forse viene dal concetto di prigioniero di guerra e quindi fatto servo. L’esclusione italiana del malus latino potrebbe risalire alle invasioni barbariche, (secondo alcuni e più risalenti, v. etimo.it) quando il gran numero di prigionieri di guerra, le loro sofferenze e ferocia, hanno fatto entrare la parola latina per “prigioniero” in sostituzione di quella originaria.

Dante già usa cattivo, v. “cattivo coro”, “setta d’i cattivi”, “Ecuba trista, misera e cattiva”…

Secondo la Treccani (e molti altri, quindi in modo più accreditato) la parola discende dal latino cristiano captivus diaboli fatto prigioniero dal diavolo, quindi malvagio, maligno. E ciò ci conduce all’altro lemma: mentecatto.

Il mentecatto è il “preso della mente” dal latino mente-captus, infermo di mente, pazzo, già dai tempi di Boccaccio, quindi è un altro “prigioniero” ma non del diavolo quanto di una propria demenza e pazzia.

Neanche questo lemma ha un corrispettivo nelle altre lingue: l’inglese forse userebbe fool o lunatic, il tedesco verrückt, il francese idiot, e così lo spagnolo (idiota), etc.

Essere prigionieri e schiavi di qualcosa evidentemente è condizione misera.

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