Cenni sul Satanismo.

Oggi il satanismo ha intrapreso vari cammini e la parola si potrebbe riferire a varie filosofie e visioni del mondo non tutte censurabili alla leggera.

Inutile dire che è un lemma che spaventa e allontana, e forse è anche per questo che viene usato e addirittura sbandierato. A volte si vuole allontanare coloro coi quali si sente di non avere nulla in comune, e ci infastidiscono, e questa non è una posizione infelice, ma razionale e al contempo emotiva.

Cerchiamo di capire! Un satanista che commette delitti di sangue, e magari crede nell’esistenza di un ente malvagio al quale vuole associarsi pur di ottenere quei benefici che in questa vita (potere, ricchezza, successo) Dio non garantisce, e che quindi adora il male realizzando gesti turpi per blandirlo attraverso la sofferenza di altri esseri umani, di sicuro si nasconderà.

Oltre ad essere un pazzo scriteriato e un orrendo criminale, un soggetto del genere non ha nulla da dire, non ha inteso affatto la modernità e nemmeno l’effettivo funzionamento del mondo, è solo una disgrazia umana ambulante. È un soggetto fermo a concezioni ormai obsolete ed erronee oltre che del tutto fantasiose. Come ogni altro credente fanatico! E come tale va eliminato, messo in condizione di non nuocere.

Ma satanismo non è solo questo! Che anzi ne rappresenta il lato estremo e meno proprio. È anche una risposta a una (o varie) religioni che oggi percepiamo come essersi distinte, nella storia, quanto a intransigenza e oppressione, fanatismo e chiusura.

Il discorso provocatorio potrebbe anche essere (ma non solo, anzi …) che se il “bene” è rappresentato da certi soggetti e concetti, si deve giungere alla conclusione che il vero “bene” sia il “male” presente in quello stesso mito: l’opposto! Tanto è lo schifo che si prova per l’ipocrisia, la stupidità, la violenza di credenti e clero. Il mondo appare anche gestito dal “male” in un certo senso. Ne discende che, quindi, l’unico vero alleato dell’uomo deve essere Satana e non Dio, che, pur avendolo creato, lo mortifica e opprime costantemente, anche per mezzo dei suoi rappresentanti in terra.

La religione cristiana non è l’unica religione della storia, ovviamente, e non presenta l’unica maniera di vedere l’uomo della sua vicenda. Anticamente altre concezioni erano maggioritarie, assai diverse, e questa potrebbe essere una via per il recupero di esse, o forse una via per il superamento di tutto ciò. Sempre beninteso nel delirio semantico che il termine implica.

Il punto centrale di certo satanismo, al quale potrebbero essere ricondotte molte altre scuole di pensiero e pure molte opere sia d’arte che concettuali a tutta prima apparentemente estranee ad esso (tra cui parte dei miei stessi punti di vista) parte dal racconto biblico della raccolta da parte di Eva del frutto proibito fornendone una interpretazione diversa.

Si sa che se c’è stata una caratteristica della modernità meglio intesa essa è stata quella di fornire “visioni alternative” di vecchie storie e miti e ribaltare i punti di vista consolidati: da Cappuccetto Rosso alla storia della Cicala e la Formica, etc. non esistono più tabù, si parla di tutto e si danno versioni e interpretazioni di tutti i tipi su qualunque tema e soggetto. Pure Nietzsche d’altra parte s’è riferito all’Anticristo, per fare un nome insospettabile, contemporaneo, ma estraneo, all’occultismo del novecento, fornendone un significato nuovo, e critico col cristianesimo.

Secondo una certa interpretazione Dio ostacola e è avverso alla conoscenza dell’uomo, mentre Satana (lasciamo, purtroppo, perdere ora l’ingente contenzioso sulle figure diaboliche, i miti, tra assiri, babilonesi, caldei, romani etc. e i termini “diabolico”, “demoniaco” e tutto il resto, che s’è ormai mescolato in modo inestricabile) la fomenterebbe, spingendo appunto l’uomo a saggiare il frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male (tralasciamo anche che l’interpretazione della storia fa acqua nel suo stesso mito, dato che la conoscenza scientifica, quella vera, non è riducibile a quella del bene e del male, che corrisponde solo alla filosofia morale, ma, appunto, lasciamo correre).

Atteniamoci alle caratteristiche fondamentali della storia e vedremo che altri miti, e in primo luogo quello di Prometeo (tutto tranne che un demone), hanno analogie con questo: un Dio che non vuole che l’uomo arrivi ad una conoscenza, una disobbedienza, poi una condanna. Prometeo come noto porta il fuoco all’uomo; da lì troppe ne abbiamo fatte ancora! Anche i Titani hanno qualche lontana parentela con ciò, forse. Comando-disobbedienza-sconfitta e castigo.

Satana istiga alla disobbedienza, ma è anche il primo ribelle lui stesso, ed anche come tale molta letteratura, e molta arte moderna lo esaltano. È anche il primo “emarginato”, e sotto questo aspetto raccoglie parte della sua simpatia in alcune forme d’arte contemporanea, etc. Ribellione, rivolta, disobbedienza, conoscenza, addirittura hybris, con l’avvento del novecento hanno cambiato radicalmente di valore, divenendo dei concetti molto positivi per buona parte delle visioni politiche e morali del tempo. Le cose cambiano!

Oggi quindi Satana può anche essere inteso come un mito alternativo all’oppressione clericale (questi dicono di rappresentare Dio? Ce ne andremo da Satana!), ma è anche buona interpretazione di come l’uomo di oggi si senta e di quale sia il suo posto nel mondo, il suo fondamentale disagio, la frustrazione, a cui Dio dà risposte obsolete, protocollarie, con le quali l’uomo moderno non riesce più ad essere empatico o soddisfatto. Il rispetto dell’ordine, dell’autorità, delle strutture sociali, destano in molti insofferenza dato che se ne percepisce l’ingiustizia, l’iniquità, l’ipocrisia e tutto il resto.

Dobbiamo sempre considerare che la Chiesa, e tutte le altre organizzazioni della confessione cristiana, in specie e per quanto ci riguarda, ha tendenzialmente visto di cattivo occhio la conoscenza, ha spessissimo messo in guardia dai suoi pericoli, raramente collaborato con la scienza, censurato ricerche e teorie etc. difeso strutture che molti oggi vedono con sospetto se non con ostilità in vista della loro vacuità; ma poi, anche oggi essa cerca di raggiungere degli strani scopi spaventando le persone, limitandole, cercando di tenerle sotto controllo, di “tornare indietro”: i valori, la famiglia, e tutto il resto.

Il benpensante mi darebbe dell’ignorante: gli amanuensi, e via dicendo. Certo! Allora chiariamo: sto solo marcando dei punti fermi, non condannando una intera cultura millenaria peraltro largamente splendida, e interessante come tutte le altre della civiltà umana!

Il credente, e il suo rappresentante ufficiale in terra, si sono opposti anche a buonissima parte delle opere migliori mai scritte, compreso Il signore degli Anelli, e di recente Il Trono di Spade, persino Pippi Calzelunghe! Ovviamente Nietzsche, Leopardi, tutta l’arte comunista, o sovietica e una tale sfilza di roba che potremmo stare qui mesi interi. Fosse per loro: Canto Gregoriano e tavole agiografiche! Sempre, sempre, sempre ha posto un freno puntando sui pericoli del conoscere, o dello sviscerare certi oggetti del mondo, o dell’animo umano: prudenza! Arroganza! Cautele! Questo credo sia incontestabile, anche per i colti.

Il discorso di un satanismo visto in opposizione a questo atteggiamento di tendenziale chiusura e paura, in effetti, è molto affascinante, ma non ha molto senso in effetti. Pochi i residui positivi: allontanare i bacchettoni e ripagarli, ironicamente, con la loro stessa moneta, spaventandoli, e avere una estetica francamente molto accattivante e poderosa. A mio avviso molto più forte e decisa di quella “paradisiaca” o angelicata, che non ha mai assurto a una vera grintosa concretezza e non affascina l’essere umano più di tanto.

Il fatto, però, è che se oggi c’è da fare qualcosa è disfarsi interamente dei miti e dei simboli! Paradossalmente un “vero satanista” (uno che ponga al centro del mondo l’uomo, insomma) non abbisogna di pezze d’appoggio, alleati, miti, riferimenti, deve consapevolmente affrontare e abituare gli altri ad affrontare la solitudine, senza inventare scappatoie, per spettacolari e affascinanti che siano.

Su questa premessa certo, potremmo poi mantenere le nostre tradizionali figure e miti solo in virtù della loro valenza estetica, e lì senza dubbio Satana, l’Inferno, i demoni e quant’altro primeggiano alla grande.

Un discorso rigoroso sulle sorti dell’umanità e il suo potenziale, diviene (senza ragione) estremamente ambiguo se presentato in questi termini e forse non fa nemmeno bene alla causa, posto che le persone meno curiose e più passive sogliono spaventarsi davvero per questioni innocue e stupide come questa e rintanarsi nelle vecchie credenze.

L’uomo, nella sua maggior parte pare ancora desideroso di miti e leggende, non voler affrontare la realtà, e nemmeno voler avere (surrogato di una concezione veramente soddisfacente) il “mito della scienza”, vuole proprio qualcuno che gli dica di conoscere quelle cose che egli ignora, e che lo faccia sognare. Pare!

No, l’unica maniera per poter essere “satanisti” (usare quell’estetica, quei simboli, e tutto il resto) in modo utile è quella di chiarire a priori di non credere né in Dio né nel suo nemico, bellissime invenzioni, certo, nate dalla genialità e non solo dalla paura propria dell’uomo.

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