Coglioni nella mia vita, affare XXXI

Ho visto un sacco di coglioneria nel mondo, sono stato ammorbato dai personaggi più ripugnanti, superficiali, vanesi, arroganti, gretti, pavidi, che si possa immaginare, voglio trarne qualcosa di buono dandoli in pasto ai lettori, e così, almeno, beffarmi di loro. 

Quelli che meglio vanno avanti sono quelli nella media, anzi, di sotto la media, la media è sempre qualcosa dove hanno avuto una loro voce in capitolo anche quelli che stanno sopra. Fa rabbrividire pensarci, se si considera quanto la media sia già bassa: moltissimi neppure a quello arrivano. Questa cosa dell’intelligenza del sapiens, io non credo onestamente che andrà avanti più di tanto: un binario morto dell’evoluzione. Non è mica un vantaggio per la specie, ti fa venire mica voglia di mettere altri al mondo, e manco a te di esserci, tra tutti ‘sti acefali rompicoglioni! Non sei felice, e non rendi nella sopravvivenza! La vita migliore che si possa immaginare è sempre e solo quella di un maschio col cazzo enorme, che tutte lo chiamano per vederglielo e divertirsi a succhiarglielo, per svago, in gruppo. Lì sì che essere sopra la media ha senso! E tutti quelli sotto servono a farti stare a te sopra, dalle mogli, li tolleri eccome! Che tristezza! Abbastanza semplice e deprimente, che ti vuoi inventare? Che aggiungere? Eppure… eppure è pieno di coglioni che si strapiacciono! Tra la coglioneria tipica del megaloman va senza’altro menzionata quella diffusissima dell’imbecille, pesante, che pensa che ogni dettaglio della propria vita vada comunicato a tutti e peggio che possa suscitare il minimo interesse in malcapitati ascoltatori. Che poi li beccano a caso gli ascoltatori, il primo che ci capita! L’ottentotto egotista ti racconta ogni passaggio della sua giornata di lavoro, pagina che abbia letto, film che abbia visto, avventuretta quotidiana, litigio, per non dire scopate, ma si spinge persino a farti partecipe della sua necessità di cacare (come caca lui nessuno, d’altronde. Che abbondanza, che profusione di merda! E che puzza sovrumana!) pisciare (beve più birra di te, et ergo piscia il doppio di te! E più in là!) o farsi una sega (proprio non può stare, lui! Un satiro!). Non si salvano manco le donne da questa noia. A tale fenomenale club di mentecatti stracoglioni va ascritta anche quella tale che, ad una festa, confinato in camera, mentre cercavo di spuntarla a scacchi con un rognosissimo basco, e stavo lì, faticosamente concentrato, con lo sguardo ferocemente conficcato sull’arena per escogitare una combinazione decisiva, mi interrompe, come faceva da ore ogni due, massimo tre, minuti, per rendermi partecipe di che drink stava bevendo, la quantità di patatine che aveva ingerito, la preoccupazione di ingrassare ed altre irritanti amenità.

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