Coglioni nella mia vita, conclusione L (Addio!)

Ed eccoci giunti, miei unici e pensierosi amici, in dirittura d’arrivo, al termine di questo plumbeo e accigliato viaggio tra le procelle dell’umana coglioneria.

Mi ritengo un buon osservatore; la mia detestata droga da cui dipendo, da misantropo e antropofobo, è osservare gli altri. Ma riflettendo a quanto grande e vasto è il mondo, quanto complicato, e quante storie, sfumature, oggetti inconoscibili e che sarebbe necessario conoscere per tirare delle conclusioni, noi tutti, anche quelli che di più e meglio si è vissuto e più situazioni si è contemplato, ignoriamo, non azzardiamoci a giudicare e spacciare il nostro chicco di vita per qualcosa di rilevante, o significativo.

Potrei senza dubbio ritenere di essere stato solo sfortunato ad aver incontrato tanta coglioneria e gente arrogante, meschina, sul mio percorso, ma anche che le proporzioni generali non debbano per forza essere quelle della mia biografia.

Ho conosciuto anche tante persone fantastiche e meravigliose, e forse avrei potuto conoscerne di più, sarei meno amareggiato e deluso. È la maledizione della curiosità mista all’attrazione per l’orrido ad allestire la tragedia, imbandire un desco di ripugnante umanità. Ma in effetti le mie statistiche nulla possono dire di come sia davvero il mondo, quali le categorie di persone migliori e quali le peggiori.

Se però, per mostra di puro coraggio e baldanza, dovessi avventurarmi in una conclusione personalissima, non tirandomi indietro, direi che forse ho trovato le persone migliori tra coloro che sono considerati gli ultimi, gli umili, i perdenti, le persone più tranquille, di migliori sentimenti, e che i peggiori individui, i più vili, gretti, abietti, schifosi, mentecatti, cialtroni, ciarlatani, sciatti, e anche veramente e profondamente volgari e ineleganti, insomma le persone più spregevoli e che sul serio non valgono niente, senza sentimenti e amore, solo avide e stronze (di merda), le ho incrociate tra i così detti “vincenti”, quelli che ambiscono -ed arrivano pure- a posti considerati di prestigio: medici, avvocati, “artisti”, nobiluomini, professori, sacerdoti, imprenditori, sportivi, politici. Il pattume del mondo.

La loro imperitura e inossidabile autostima e boria, per loro fortuna, li rende insensibili al mio totale e completo disprezzo, ma esso lì rimane comunque. Buon per loro! Non tollererebbero mai di guardarsi per un secondo coi miei occhi castani.

Un’ultima carrellata: quella tale che frignò disperata per giorni per aver rotto una bottiglia di Chanel, il tizio che mandò via di casa in piena notte un tale che aveva rimorchiato in discoteca perché le sue mani di cuoco odoravano ancora di cipolla, quella specie di Mafalda gigante, direttrice di Dipartimento, che non rispondeva mai al saluto, ma che ricordava perfettamente il mio nome solo quando (tre occasioni) le serviva il mio aiuto in qualcosa, tutti gli alternativi figli di papà tedeschi con i loro cembali e tamburelli, i bellocci che presero per il culo la studentessa grassa che correva goffamente e disperata per non arrivare in ritardo a un esame, i vari fenomeni che salivano sul ring in allenamento per farti male, quelli che cercavano di rimorchiare quella che piaceva a te solo perché piaceva a te, i tanti avvocati che ritenevano che ciascuno può servire a qualcosa, usavano gli altri e non pagavano, la stronza che s’era fatta dare tre borse di studio incompatibili, tanto nessuno controlla, il principe del foro, sfondato di soldi riciclati, che ti guardava sempre con la puzzetta sotto al naso, e non dava la mano, ma che era affetto a sua insaputa da alitosi fecaloide cronica e l’alito gli puzzava di merda come l’interiore, tutti coloro servili coi ricchi, prostrati al potente e zozzi, volgari, impertinenti con gli altri, sciatti compagni di lavoro e sciatti compagni di scuola e d’università, per non parlare di persone invischiate in politica, di raccomandate e raccomandati vari, di impiegati statali, parastatali e bancari… ma facciamola finita!

Addio! Non mi mancherete! Andate a farvi strafottere! Avrei preferito non conoscervi, non mi piacete e non mi siete mai piaciuti, vi ho sempre detestato e disprezzato assai.

(Visited 72 times, 1 visits today)