Coglioni nella mia vita, contumelia XLI

Ho visto un sacco di coglioneria nel mondo, sono stato ammorbato dai personaggi più ripugnanti, superficiali, vanesi, arroganti, gretti, pavidi, che si possa immaginare, voglio trarne qualcosa di buono dandoli in pasto ai lettori, e così, almeno, beffarmi di loro. 

Porto una cappella inenarrabile! Pare che uno per essere intelligente ed equilibrato debba sempre essere mite; chi è mite in certi casi è solo un pavido, un passivo, un moscio! Invece il moralista t’arriva e vuole fare bella figura con la sua passività sbandierata per autocontrollo. Per evitare guai mi sono sempre appartato dalla politica italiana superbamente schifato da essa e dai pidocchi che la esercitano. Li disprezzo tutti (quelli che conosco). Non mi sento un qualunquista, un qualunquista è un bottegaio che mentre affetta il salame si lamenta sempre e dice che tutti rubano anche se non è vero, che nessuno fa i suoi interessi di bottegaio anche se non è vero, etc. In Italia dire le stesse cose non è qualunquismo, ma fornire una descrizione precisa della realtà. Considero gli amministratori italiani tecnicamente dei traditori della patria, che la hanno spolpata per interessi personali (di maggiore o minor momento) e che, come tali, andrebbero ostracizzati, esiliati e in caso di rientro incarcerati. I loro beni confiscati e restituiti alla Nazione. Nel medioevo degli anni zero, ero un po’ più paziente, mi arrivavano delle email di un deputato italiano che, sempre per interesse proprio (farsi conoscere), molto cortesemente mi aveva chiesto se poteva inserirmi nella sua mailing list con la quale portava avanti una sua rubrica di commento a fatti e politica italiana (i blog non esistevano praticamente). Non è che fosse un fenomeno: era un deputato italiano, né più né meno! Redigeva temini delle medie, aveva opinioni mediocri, una prosa noiosa, un uso capzioso e scorretto dei processi deduttivi e del ragionamento. Tutto quello a cui siamo abituati e a cui non badiamo più. Tante chiacchiere di nessun pregio, prive di interesse, campanilistiche per il suo partito! Un giorno però gli viene la bella idea di fare la morale ai giovani! Beh, perdo la pazienza! Mi stavo anche facendo (e senza prospettive) un discreto mazzo di culo; così senza indugio mando la mia versione dei fatti, rimproverando l’ovvio: la scarsa preparazione della generazione sua e di quei cialtroni come lui, il loro infimo profilo e livello umano e personale, la sciatteria ordinaria e noiosa delle loro opinioni, la loro incapacità ad intraprendere qualcosa di costruttivo, sacrificata per mandare avanti una polemica continua e pure accomodata e anestetizzata. Cicisbei inutili e cialtroni! Senza contare che loro da giovani avevano preteso dai padri tutti i diritti che ora sacrificavano per i figli. È l’unica generazione della storia sapiens ad aver violentemente contestato i genitori, ed averla messa in culo ai discendenti. Bel risultato! I fatti parlano. Siccome gli italiani sono dei leccaculi probabilmente nessuno era solito essere sincero e mandarlo a cacare. Alla fine mi rispose, con due righe, dicendomi che aveva letto integralmente la mia lunga missiva. Come se dovessi esserne contento! Come se m’avesse fatto un favore, e se, da suddito, dovessi addirittura inorgoglirmi di aver destato il suo interesse, che lui avesse sacrificato del tempo prezioso per ascoltare le mie ragioni piccole, ma tollerate. Mavammorimmazzato, va! Gli chiesi di togliermi dalla sua mailing list del ciufolo.

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