Coglioni nella mia vita, emistichio XXI

Ho visto un sacco di coglioneria nel mondo, sono stato ammorbato dai personaggi più ripugnanti, superficiali, vanesi, arroganti, gretti, pavidi, che si possa immaginare, voglio trarne qualcosa di buono dandoli in pasto ai lettori, e così, almeno, beffarmi di loro.

 

Mi si presenta un tipo, il classico belloccio cicisbeo (metrosessuale si direbbe altrove), inutile indulgere in descrizioni troppo dettagliate, il soggetto che all’estero ci invidiano: sfavillante di estive infradito con lapislazzuli, abbronzatura finta, lucidalabbra, tutto il pack. Non gli avevo detto un accidente, spontaneamente si complimenta con me per la mia “sicurezza personale”. Ma sono cose da farsi? Poverino dall’incidente della nascita vive con solo il 20% della massa cerebrale, penso. Pareva l’esperto delle mie palle di sicurezza e savoir faire… sembrava uno che stava a dare le pagelle; ma sparati! Mi attacca tutto un pippone “teoretico”, nonostante fossi un metallaro, come se fossimo da includere entrambi (magnanimo) in una sorta di “gruppo” suo mentale di privillegiani. Il peggio è che pensava di impressionarmi con le parole. È che la sicurezza non è da tutti, chiariva, ci sono due tipi di sicurezza: quella interiore, che viene da te stesso e che si dice endogena, e quella esterna, che viene dagli altri e dalla loro approvazione e si dice esogena. Ma che è psicologo? Va avanti per un po’ blablaterando le sue bisbisdicevoli idee spacciate per teorie, fino a che spazientito affermo categorico che la sicurezza “esogena” non esiste, e se l’è inventata lui, dato che essa coincide proprio con l’insicurezza, cioè con il bisogno di approvazione di altri per un deficit proprio di sicurezza rispetto a sé stessi. La persona sicura di sé, non il fanatico, decide di fare o non fare quello che fa o non fa, senza farsi condizionare dall’approvazione o dal biasimo altrui, rinunciando ad apparire e figurare se del caso. Che poi a qualcuno piaccia quello che fai… tanto meglio!

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