Coglioni nella mia vita, intrigo XXXV

Ho visto un sacco di coglioneria nel mondo, sono stato ammorbato dai personaggi più ripugnanti, superficiali, vanesi, arroganti, gretti, pavidi, che si possa immaginare, voglio trarne qualcosa di buono dandoli in pasto ai lettori, e così, almeno, beffarmi di loro.

Non parliamo di motociclisti! Troppo facile! La maggior parte di loro è capace di abbottarti lo scroto per ore sostenendo che la propria scelta di acciaio equino sia la migliore e, in effetti, l’unica da poter realizzare avendo un po’ di cervello. Quindi tu: non ce l’hai! Siccome siamo in un paese di fenomeni, dove tutti sono eroi di stocazzo senza muovere una paglia e a scapito degli altri, cioè fautori dell’uso invadente e perenne del senso di colpa, capita che uno non può solo spendere soldi perché ce li ha; e se lo fa viene giudicato. Poi si vede il giudicante che ha passato la vita a dire che la peggior moto del mondo, la più inutile, da arroganti, odontotecnici, è il BMW GS (vero duro lui, compra altro), che finisce per comprarsi il GS, appena gli capita un’occasione conveniente. Ma, al margine del centaurismo, universo estremo, c’è proprio una buona porzione dell’umanità che prende sé stessa e i suoi beni a punto di riferimento, come aghi della bilancia mondiale (dei consumi, dell’etica, dell’intelligenza, o vattelappesca). Qualunque oggetto da essi posseduto rappresenta il giusto, l’ottimo, avere di meno è squallido, o insufficiente, avere di più è da arroganti, spacconi. Il televisore? Il suo era perfetto, uno schermo più piccolo: che ci vedi? Uno più grande? E che ci devi fare..? Col senno di poi lo si può dire: era proprio un coglione! Avendo soldi, lo ammetto senza problemi, comprerei un cinema! Sì! Che ci devo fare? Tenerlo spento, ovviamente! Non mi vorrete dire che il cinema vale il tempo che richiede tassativamente di impiegare per esso!?

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