Coglioni nella mia vita, mestizia XL

Ho visto un sacco di coglioneria nel mondo, sono stato ammorbato dai personaggi più ripugnanti, superficiali, vanesi, arroganti, gretti, pavidi, che si possa immaginare, voglio trarne qualcosa di buono dandoli in pasto ai lettori, e così, almeno, beffarmi di loro.  

Nuova collega di lavoro, sbarazzina e viziata porcellona di agiatissima famiglia iberica, appena conosciuta, per presentarsi in pompa cagna e dare sfoggio oltre che della sua borsa dal costo equivalente al doppio di un mio stipendio mensile, della sua apertura mentale estrema in tema di sesso, al bar, assieme ad altri piccoli sudamericani arrapatissimi per la sua presenza, chiede a tutti i maschi presenti se ci piace farci mettere un dito in culo mentre si scopa. Mai vista prima, inizia a farsi conoscere: dura! Sfrontata! In coro i latini saltano immediatamente sui seggioloni inorriditi, ma a cazzo dritto, e sparano un reciso “no!”. Non sia mai! Nel sancta sanctorum delle loro marcescenti persone non entra nulla, mai! È abilitato solo per le uscite! Non prestandomi a tali spettacolini di pietosa, popolare, idiozia pusillanime, e mitomania non dico niente. Bestemmio sonoramente dentro di me per essermi fatto abbindolare e trovarmi in quella situazione da minorati mentali. E allora tutti iniziano a sgomitarsi ammiccanti: l’italiano deve essere frocio! Mentre lei decantava i piaceri di tali pratiche erotiche in cui eccelleva, ma chiaro… Solo nel caso incontrasse un soggetto meritevole. E l’attenzione si spostò su di lei, per fortuna.

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