Coglioni nella mia vita, personaggio XXVII

Ho visto un sacco di coglioneria nel mondo, sono stato ammorbato dai personaggi più ripugnanti, superficiali, vanesi, arroganti, gretti, pavidi, che si possa immaginare, voglio trarne qualcosa di buono dandoli in pasto ai lettori, e così, almeno, beffarmi di loro.

Di lei s’era innamorato un mio amico! Il mio amico faceva paura, gran tipo, uno tosto! Ma la coglioneria femminile è invisibile per chi gli si attiva il desiderio. Napoletana, veterinaria, animalista, alla tenera età di ventisette anni era arrivata alla penosa constatazione che la vita si nutre di vita, che non si mangiano lamiere e rocce! Mi chiedevo che cognizione potesse avere questa qua, naturalista, del mondo e di concetti ormai fondamentali come l’evoluzione. Bah! Un bel giorno per strada trova una rondinella inferma, che annaspava al suolo. La poverina, umanizzata come nemmeno Disney sarebbe stato capace, sarebbe certo morta senza aiuto. E lei la raccolse, la nutrì e la fece riprendere. Lodevole! Durante la terapia, però, un pomeriggio si presentò a casa con un viso lungo e abbacchiato, che una grossa crisi di coscienza le dilaniava il petto. Dava il caso che per salvare la rondinella aveva dovuto uccidere già parecchi lombrichi ed insetti, che sminuzzava e le infilava in gola. Fino a che punto è lecito, è eticamente ammissibile fare qualcosa del genere? Decidere come Dio su chi vive e chi muore? Non hanno diritto di vivere anche i poveri lombrichi? Si sentiva un mostro, caricata di tutti pesi del mondo! Un mondo senza dubbio “fatto male”, atroce, a me non c’era manco da dirmelo, ma che lei continuava ad adorare, fiduciosa, fideistica. No, niente bestemmie e blasfemie, nessun rampone scagliato contro un bianco indifferente Leviatano mutilatore, nessun fuoco di ribellione aveva rubato ai meschini Dei ubriaconi, perché in effetti aveva solo voglia di sentirsi in colpa per qualcosa, come a molti occidentali mentecatti e coglioni capita ogni giorno.

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