Coglioni nella mia vita, piece XXXVIII

Ho visto un sacco di coglioneria nel mondo, sono stato ammorbato dai personaggi più ripugnanti, superficiali, vanesi, arroganti, gretti, pavidi, che si possa immaginare, voglio trarne qualcosa di buono dandoli in pasto ai lettori, e così, almeno, beffarmi di loro. 

I percorsi personali di conoscenza sono significativi per determinare e conformare l’atteggiamento che uno avrà dinanzi ai casi della vita. Da quando ho creduto di individuare una insospettabile relazione tra quello che viene chiamato “comportamento etico” -inevitabile e necessario- e la vendetta -restituire a ciascuno il male a te provocato da un comportamento assunto volontariamente o altrimenti evitabile– (concetti pressoché impossibili da dimostrare, ma messi lì in tal guisa solo per intenderci) la mia umana partecipazione (oggi si dice: empatia) verso certi soggetti è di parecchio scemata. Per educazione un tempo avrei sentito pena per il calvario a cui un ignaro ed ingenuo concittadino si è sottoposto sposando una sapiens con grandi attributi fisici, ma rettile ed interessata, instabile, volubile. Il divorzio, l’affidamento di altri inutili sapiens cresciuti nel culto dell’immagine, del pallone e del possesso di oggetti, le discussioni infinite, le esplosioni di rabbia, le telefonate interminabili e gli avvocati con le loro parcelle, etc. … non sento niente per tutto questo orrore quotidiano e per la sofferenza che provoca! E non vidi altro che il grato compimento di una inappellabile sentenza della vita quando riconobbi quel tale, tipico esponente dei “fortunati” della società provinciale, decorato con tutti i gadget e gli orpelli dell’estetica pauperrima e rivoltante del loco, che fuori da un supermercato discuteva animosamente e pieno di disperata rabbia con quella ex moglie che, ricordavo bene, usava portare a spasso con evidente soddisfazione personale, come un trofeo da esibire e con cui ribadire, agli emarginati, a noi indegni di ascendere all’empireo delle sue penetrazioni inarrivabili, la sua supremazia come esemplare della specie umana. No! Non sei tu il re della giungla, amico! La tua sofferenza ha ristabilito le posizioni e non vai aiutato! Avresti dovuto evitare di battere le corna per importi, umiliare e disprezzare chi ora è costretto, da una legge “etica” creata dalla specie per la salvaguardia della specie, a ridere di te.

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