Coglioni nella mia vita, proscenio XXXVI

Ho visto un sacco di coglioneria nel mondo, sono stato ammorbato dai personaggi più ripugnanti, superficiali, vanesi, arroganti, gretti, pavidi, che si possa immaginare, voglio trarne qualcosa di buono dandoli in pasto ai lettori, e così, almeno, beffarmi di loro. 

In genere non è facile stabilire confini netti tra generazioni; il fluire della vita è continuo. In Italia però ci si può riuscire, ci sono limiti storici da poter prendere a riferimento. Diciamo che c’è una parte di soggetti ancora non decrepiti sui cinquantacinque che appartengono-parteggiano però per quella purulenta massa di stronzi che ci amministra e ci ha rovinato. Semmai ci fosse da sparare starebbero nella trincea opposta alla mia, il che mi addolorerebbe assai, come ben si può immaginare. Sono gli ultimi ad aver avuto un impiego pubblico pagato da noi, con un bello stipendio (ora gli emolumenti sono decisamente più emaciati), senza concorsi, per grazia democristiana o aggreppiamento tipico al moralismo chic della vomitevole “sinistra” italiana. Sono tutti dei fenomeni! Ebbene quel tale, di cui ho parlato già altre volte (ma come privarsi del piacere di inserirlo in rubrica), nella frenesia del delirio megalomane, sosteneva di essere diventato esperto di Dante (figuriamoci, nemmeno solo di Divina Commedia) a radice di una polmonite durata una mesata (o due) di convalescenza lautamente pagata dal Ministero. Ovviamente, come tutti i fenomeni, dopo aver acquistato l’Enciclopedia Dantesca (un 600 l’euri che lui può permettersi, gli altri vanno in biblioteca) si era dedicato al discorso più serio presente nell’opera: l’esoterismo. Finendo per sostenere che chi sa certe cose (non meglio specificate, ma verosimilmente di: vita eterna) chi arriva a certa comprensione, non teme nulla, neppure, il rogo. Come non lo temette il nostro concittadino, che la leggenda vuole così caparbiamente convinto di quando da lui insegnato, da dire nel momento dell’abbrustolimento: “L’ho detto, l’ho insegnato, lo credo!” Sicuramente è maggior traguardo per l’umanità quello esoterico (non meglio specificato) che l’essere riusciti a superare i roghi. Auguro anche a lui di raggiungerlo, ed incontrare l’alchimista immortale Cecco, se non addirittura Dante in giro per il globo.

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