Coglioni nella mia vita, riflessione XXV

Ho visto un sacco di coglioneria nel mondo, sono stato ammorbato dai personaggi più ripugnanti, superficiali, vanesi, arroganti, gretti, pavidi, che si possa immaginare, voglio trarne qualcosa di buono dandoli in pasto ai lettori, e così, almeno, beffarmi di loro.

 

Come già detto, la coglioneria non va apprezzata necessariamente e solo in forma individuale, ma può invadere e unire sotto la sua egida nefasta collettività intere, zone, luoghi, categorie di persone, etc.: segnare stili di comportamento. Il protagonista di certa coglioneria specifica, nella forma, è solo un emissario della sua epoca, un operaio, un esecutore della coglioneria del momento storico e tipica di esso, che lo possiede sia quale sia il suo ruolo sociale. In tal modo vanno visti gli atteggiamenti di un nutritissimo gruppo di individui dinanzi a una situazione specifica. Molti reagiscono, infatti, in modo tanto analogo da non poter esserne ricondotta l’origine alla casualità. Da sempre il sapiens fa solo una parte delle cose che dice che farà, ovvio, e da sempre ciascuno si vede nella penosa obbligazione di dover negare qualcosa a qualcuno, per le ragioni che siano (mancanza di soldi, voglia, interesse, capacità, etc.). Solo nell’era, orrida, mefitica, della pubblicità e dell’immagine (del “cialtronesimo” italiano), però, si sono uniti tali ambiti e si dice di “no” ad una persona in modo propositivo; sì: la coglioneria intraprendente, che funziona proponendo un’infinità di progetti vani (flatus vocis) affastellati, a chi chiedeva attenzione solo per qualcosa di determinato e, magari, seriamente, senza bellurie ed esagerazioni. Così va visto l’entusiasmo che uno sconosciuto suscita, in genere, in amministratori, imprenditori, studiosi, a cui proponga un suo lavoro per poter realizzare una qualche attività che ha in mente, necessitando di appoggio esterno. Da scrittore ignoratissimo, ma applicato, ho assistito a tale nauseante entusiasmo, in reiterate occasioni. Frasi tipiche in risposta a una succinta, schietta, esposizione di attività da realizzare potrebbero essere: “…ma non solo, sai che potremmo fare? Coinvolgiamo pure…. Ci facciamo dare… E poi….”, “se mi piace l’idea? È fantastica! Allora adesso il prossimo passo sarà… chiamerò io personalmente…”, “a breve ci risentiamo e scriverò intanto io di mio pugno a… per vedere se…”, “…ma non solo cartaceo, multimediale, poi si organizza… e… In modo tale che…”, “hai un talento straordinario, io direi di sfruttare la situazione prima di… senza aspettare che…” Ovviamente assolutamente nulla segue alle parole accampate nella splendida cornice della coglioneria, meno che mai quello che volevi tu. Bastava dire di no, ma sarebbe da uomini! Dapprima ti spaventi un po’, poi ci prendi le misure, capisci come va, e non chiedi neppure più niente a nessuno, ti fai i fatti tuoi. Lo spavento fiorisce nell’ingenuità di credere che un tuo lavoro (una certa autostima e amor proprio ce li hai) possa davvero essere piaciuto a certi, a cui devi per forza rivolgerti, ma che ti parevano a lume di naso trogloidioti, coglionauti, fanfaroni, trisdicevoli maestri cioccolatieri della merda dal 1861, e figli di un Dio minorato. Ma non è così, per fortuna! Non ti sbagliavi, e, anche più rassicurante, non vi piacete!

(Visited 75 times, 1 visits today)