Coglioni nella mia vita, sforzo XLVIII

Ho visto un sacco di coglioneria nel mondo, sono stato ammorbato dai personaggi più ripugnanti, superficiali, vanesi, arroganti, gretti, pavidi, che si possa immaginare, voglio trarne qualcosa di buono dandoli in pasto ai lettori, e così, almeno, beffarmi di loro. 

Non sarò mai abbastanza grato a questo splendido Paese, a questa avanzata società e a questa magnifica cultura e civiltà, per aver scongiurato con tanta apprensiva solerzia (senza eguali in minuzie quali assicurarti un lavoro, dignità, indipendenza) che si potesse vivere il sesso troppo alla leggera; avermi salvato dai pericoli e dalle insidie, magari, che so, che potesse capitare di beccarmi qualche scopata estemporanea, un pompino, o chissà quale altro orrore… vissuto troppo superficialmente. Qui è il peggio del troiame senza alcuno dei suoi benefici. Grazie!

No! Tutto andava caricato di peccato, pesantezza, rimorsi, sensi di colpa, responsabilità, ipocrisie varie nella migliore delle ipotesi. La mamma si dispiace tanto se tu non fai… Bella cultura! Grandiosa! Se poco poco credi alle stronzate che ti raccontano sei spappolato. Per loro fortuna la maggior parte dei concittadini adora mentire. Io no, preferisco odiare.

D’altra parte, invece, ricordo con alquanto fastidio i primi insegnamenti di come “si sta al mondo”. Lezioni pratiche di sopravvivenza urbana e sociale. Alle medie, il garbato prof. di educazione fisica, voce scura e roca da prof. di educazione fisica, incedere a braccia e gambe larghe da muscoloso prof. di educazione fisica, filosofico fautore “dell’occhio alla penna” (nel senso che ti tirava un birbo ceffone su una guancia e ti diceva: “occhio alla penna”, Trence Hill docet) ci spiegava come si campa.

Se ti dicono di pulire il cesso al militare, tu che fai? Pischello di undici anni. Lo pulisci? Eh… se te lo ordinano, pensava uno che aveva visto i film americani, i berretti verdi, i marines: certo!

E lo pulisci bene? Beh, pensava uno a cui avevano detto che le cose si fanno sempre per bene, al meglio: sì! Bravo lo scemo! Il cesso si pulisce il minimo indispensabile per non essere richiamato e punito, ma di certo non bene, perché se lo pulisci bene, lo faranno pulire sempre e solo a te! Devi sempre essere un po’ incapace, non devi farti notare, mai, brillare, mai!

Difatti il fare qualcosa bene non ti garantisce una gratificazione e il passaggio a mansioni più delicate e importanti, un riconoscimento per l’affidabilità, l’intraprendenza, la voglia di fare, almeno in questo paese di fumante escremento dove domina la de-selezione. Ti garantisce solo rogne!

Nei crismi del Sacro Letame quotidiano, benedetto e spezzato il pane del Perpetuo Stabbio imperante, e sempre devoti e chini dinanzi all’Altare dello Stallatico, ti garantisce, parola di un tale che aveva uno stipendio statale fisso e garantito, ferie pagate, malattia, pensione assicurata, e che si andava comprando la villetta in riva al mare del concime, e il casolare a poggio dello sterco, che pulirai cessi tutta la vita.

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