Comprare un’arma da fuoco negli USA (e in specie in Missouri)

Quello delle armi da fuoco negli Stati Uniti è un tema che suscita sempre molto interesse e polemica, per ragioni piuttosto ovvie, e la prima, diciamolo, è la gran quantità di morti che si verificano.

La percezione che dall’estero si ha della faccenda è, in genere, una semplice deduzione dalle tremende statistiche su deceduti e feriti, attacchi e incidenti, che si hanno sul suolo americano, il che è comprensibile che avvenga, ma arriva a creare idee a volte imprecise ed erronee. In particolare: “muoiono in tanti, ergo è facilissimo comprare un’arma”, o “sono matti, le armi le vendono come il pane”, sono le due linee più ripetute.

Ovviamente i dati sono veri, negli USA sono stimate esserci dai 270 ai 300 milioni di armi da fuoco in mano a privati cittadini e oltre dodici miliardi di pallottole, ciò non significa però che comprare un’arma sia equivalente a comprare altri oggetti, e nemmeno che tutti siano armati e meno ancora che portino la pistola addosso.

Siccome sono un (moderatissimo) amante delle armi da fuoco, e siccome mi piace essere preciso, fare tutto in accordo con le leggi, primo, e inoltre conoscere nel dettaglio (ragionevolmente) sia la teoria che la pratica di ogni soggetto di cui parlo, mi sono occupato del tema nei quattro anni che sono qui, e posso ricapitolare le mie esperienze su cosa si deve fare e come per avere legalmente un’arma da fuoco nello Stato del Missouri. Comprare è, ovviamente, diverso da ottenere.

Innanzitutto, come tutti sanno, gli USA sono una federazione di Stati, quindi al di sotto delle leggi federali, che sono create a Washington, promulgate dal Presidente, e sono uguali e vincolanti per tutti, ogni Stato poi si organizza come crede su questioni più spicciole e concrete. E pure come tutti sanno, la particolarità americana rispetto al possesso di armi da fuoco è di avere il “diritto ad essere armati” inserito proprio nella Costituzione, al Secondo Emendamento, il quale quindi non è solo vincolante, ma al suo più alto grado e rango, assumendo il profilo di diritto costituzionale del cittadino, al pari di quello di libertà di culto, espressione del pensiero, etc. che non può essere compresso più di tanto. Se lo fosse, le Corti Costituzionali dovrebbero dichiarare le leggi che lo limitano, incostituzionali.  

La situazione delle armi può essere divisa in due grossi blocchi, l’acquisto e detenzione dell’arma, e il suo trasporto e utilizzo. Il diritto di acquistare un’arma e tenerla (essere armato) è costituzionale, non può essere eliminato senza una modifica alla Costituzione. Ci sono, però, dei limiti, e non tutti possono acquistare legalmente un’arma, per esempio per vita pregressa, santà mentale, etc. quanto all’età, a me non interessa, ma in genere l’età per poter comprare è la maggiore 18, e a 19 -era 21- è stata abbassata quella per il porto d’armi. Curioso che la maggiore età non abilita negli USA a tutti i diritti e doveri a cui abilita in EU, per esempio la patente di guida si può ottenere a 16 anni, con dei limiti anche prima, ma il consumo di alcool è lecito solo a 21. 

Il Missouri è uno Stato conservatore del Midwest e di quelli con le leggi più permissive, e se si dà un’occhiata alla pagina Wikipedia questo salterà subito alla vista nello schema riassuntivo. Per esempio: non è necessario un permesso per l’acquisto, né la registrazione dell’arma, o una licenza per il possesso e nemmeno per il porto d’armi, è permesso l’open-carry, non ci sono restrizioni all’acquisto di munizioni, etc.   

Come può vedersi la legge è piuttosto (a dir poco) liberale, con “open-carry”, cioè possibilità di mostrare l’arma che si ha addosso, e brilla il fatto che dal 2017 (come in un’altra decina di Stati) non serva un permesso per il porto d’armi di arma nascosta (“concealed-carry”), anche se in taluni casi sono previste restrizioni.
È anche interessante tutta la vicenda che ha portato alla decisione, su cui era stato posto il veto dal Governatore Nixon, che pure aveva provato a bloccare la possibilità di addestrare alcuni soggetti a portare armi nei campus scolastici.
In seguito, magari vedremo i tipi di porto d’armi e le restrizioni; alcune situazioni paiono strane al nuovo arrivato dall’Europa, per esempio non di rado capita di vedere locali con cartelli che vietano l’ingresso con pistola, ma lo scopo di questo scritto non è riportare o tradurre quello che dice già Wikipedia, ma solo offrire uno sguardo pratico.

Le armi che possono essere legalmente acquistate si dividono in due categorie: lunghe e corte. Sono vietate le armi d’assalto, o automatiche, cioè che sparano una raffica di colpi tenendo premuto il grilletto, invece che colpi singoli azionati ciascuno da un movimento del dito. L’arma più vicina a un’arma da guerra che può essere venduta è l’AR-15, che è anche la più avversa a chi vorrebbe porre maggiori restrizioni; essa non può essere automatica, ma con delle modifiche piuttosto semplici può diventarlo. Ma questo lo sanno tutti, dopo Las Vegas.  

Il canale più diretto di acquisto di un’arma da fuoco è un’armeria, che può essere di due tipi: o un negozio specializzato che vende solo armi, e se ne trovano facilmente -secondo una mia ricerca rudimentale ed empirica, nelle zone urbanizzate ogni 4-5 miglia-, o un grande magazzino con reparto di armeria, ed in genere si tratta di negozi di sport, caccia e pesca. I due maggiori qui in Missouri sono Bass Pro Shop, che è stato creato nello stesso Stato, e Cabela’s, che ha, diremmo, imitato un po’ il primo, offrendo più o meno lo stesso genere di articoli e differenziandosi di poco; entrambi hanno banconi di decine di metri solo di armi da fuoco, ma esse si trovano anche al Wal-Mart, e in tutti gli altri negozi sportivi (come Dick’s, Academy, etc.)          
Inoltre si può acquistare un’arma su internet ed infine in un “gun-show”, cioè in un ritrovo di appassionati che comprano, vendono e scambiano armi da fuoco e bianche, articoli militari e da collezione, semi-nuovo, usato, e storico. Di gun-show se ne trovano molti, a cadenze piuttosto serrate, se uno viaggia un po’, anche solo entro il ragionevole -qui dove sono, Kansas City, mettiamo come limite arrivare a St. Louis, o Sedalia, in Kansas, fino a Lawrence e Wichita-, la mia impressione è che possa averne un paio al mese, con picchi a primavera-estate, o Halloween-Giorno del Ringraziamento-Natale.

Non ho ancora comprato armi su internet, quindi liquido il discorso pratico riferendo il poco che ho appreso quando ho considerato l’opzione, e cioè che per farlo occorre trovare un intermediario che si incarichi della gestione dell’arma. Essa, infatti, non viene spedita a casa dell’acquirente, ma in una delle armerie (negozi specializzati che vendono solo armi e sono autorizzati) nella quale poi va ritirata. Il negozio chiede una piccola quota per la gestione, che può oscillare tra i 20 e 100 $, ma che nella stragrande maggioranza dei casi si attesta –qui attorno- sui 20-25 $. Questo serve a completare i c.d. “backgrounds checks” (che vedremo, perché sono obbligatori). Conviene trovare, ovviamente, un negozio vicino casa o lavoro, e il sito che vende il pezzo si offre di farlo su richiesta del cliente, o suggerisce di usare il sito web di Gunbroker, che, attraverso il codice postale, elenca i posti disponibili nell’area. A seguire un esempio del requisito, in accordo con la Legge Federale. 

Shipping Requirements
When purchasing a firearm or other restricted item, federal law requires that it MUST ship to a licensed dealer in your state. If you need assistance locating a dealer to have your firearm shipped to, please contact us or enter your zip code at the GunBroker FFL dealer network website.

La Licenza FFL (Federal Firearms License) è quella che abilita al commercio e la produzione di armi, ce ne sono una decina di tipi.
Ho preferito non acquistare su internet per ragioni altre che la convenienza, dato che i prezzi sono più o meno quelli, la spedizione è gratuita, l’arrivo stimato in due-tre giorni.

Inoltre sono stato a qualche Gun-Show, ma non ho mai trovato un articolo che mi interessasse davvero, quindi non ho fatto acquisti e non posso dire quale di preciso sia la procedura. Rimedierò a breve, ne ho uno tra un paio di settimane, e magri continuerò in una seconda parte questo articolo, ma per ora posso aggiungere che l’esistenza di questi mercatini è uno dei punti centrali della polemica sulla diffusione di armi, dato che, a quanto pare, i controlli sugli acquirenti non sono rigidi come nel resto dei casi e questo permetterebbe di aggirare le leggi federali, di fatto consentendo a persone che altrimenti non potrebbero avere un’arma, di averla. Vedremo.    
Quello che so è che tutti sono ammessi, anche i bambini, di solito si paga un ingresso, per l’organizzazione, e che forse serve pure a scremare i perditempo, che può variare e ho visto oscillare dai 5 ai 25 $ a persona a seconda anche della quantità di espositori presenti. Non porto mia figlia, perché a lei non interessa il tema, e mi risparmio l’ingresso, il quale, forse, spinge pure a realizzare acquisti, dato che uscendo senza nulla si è pagato solo per curiosare. All’interno si trova di tutto, dipendendo dalle dimensioni della fiera e dal posto che la organizza, e di solito molte armi semiautomatiche AR-15 e loro componenti, e molte pistole o collezionismo. È interessante andare e, seppure pieno di “redneck”, devo dire che l’ambiente di solito è familiare e amichevole, si fanno battute, ci si conosce pure.

Mia moglie ed io abbiamo deciso di acquistare ognuno le proprie armi. Io non ho potuto farlo a nome mio fino a che non è arrivato il permesso di soggiorno come residente permanente, che è inferiore al suo status di cittadina e che comunque mi sottopone a regole diverse e certi limiti (ad esempio non posso entrare in polizia, non posso votare).  

Mia moglie per prima cosa ha deciso di prendere un fucile a pompa per difesa domestica al Bass Pro Shop, è entrata e dopo quarantacinque minuti cronometrati è uscita con il fucile e un pacchetto di cartucce. Buona parte dei tre quarti d’ora sono serviti a realizzare i così detti “background-checks”, cioè gli accertamenti sulla persona che confermino che non esistono sue restrizioni per poter realizzare l’acquisto.   
Nel caso di arma lunga il procedimento è davvero veloce, nel casi di arma corta (pistola) un po’ più lungo, non si esce con la pistola in mano, ma si devono aspettare un tre giorni in media. Considerando che in Missouri il solo acquisto, in virtù dei suoi requisiti e controlli, comporta anche di poter girare armati, non ci si può lamentare.

Io ho fatto la stessa cosa che ha fatto mia moglie, ma nel mio caso, non essendo cittadino, i miei background-checks credo siano stati, nonostante abbia preso una carabina, analoghi a quelli che per i cittadini sono necessari per ottenere una pistola. In pratica, non sono entrato senza e uscito con il mio fucile, ma ho dovuto aspettare alcuni giorni.

Il procedimento dall’inizio è questo: ci si reca in armeria, che di solito è piuttosto fornita (per questo non attrae l’acquisto su internet, si trova quello che si cerca e si può toccalo con mano prima di acquistarlo), con ampia scelta di fucili da caccia in rastrelliera ordinati per marca, tipo e calibro, da quelli “per bambini” a quelli “d’assalto”. I prezzi oscillano tra i 150-200 e 2000-3000 dollari in genere (ovviamente in alto non ci sono limiti, ma parliamo di oggetti comuni e medi, non di particolarità). Sul bancone in vetro invece si trovano le pistole, che pure sono centinaia di modelli prezzi pure analoghi ai precedenti.

Nei posti più grandi, dove il lavoro è molto e le vendite frequenti, si viene messi, per nome, in lista, da un operatore che gira, armato di tablet, tra i clienti nuovi arrivati, per poter consultare uno dei venditori del negozio (altrimenti si aspetta che se ne liberi uno, vecchio stile, e ci si va a parlare). L’impiegato assiste il cliente di solito consigliandolo e mostrando le varie alternative. Al peggio si aspetta una decina di minuti per essere serviti. Una volta che s’è scelta l’arma, l’impiegato va in magazzino e ne preleva un esemplare (o se non c’è, prende la scatola di quello esposto), chiede la documentazione al cliente, cioè carta d’identità e patente, per riempire un modulo d’acquisto, con i dati dell’arma e del futuro proprietario. Poi passa il tutto alla cassa invitando il cliente ad attendere di essere chiamato da uno degli operatori.

Alla cassa l’operatore esamina l’arma, per verificare di aver preso quella giusta, e trovare il numero di serie, riempie dei formulari, poi invita il cliente a riempirne altri su touch-screen che consiste di varie pagine in cui presentare diverse informazioni all’FBI. Si tratta del Firearms Transaction Record, o Formulario 4473, promulgato dal Bureau of Alcohol, Tobacco, Firearms and Explosives (ATF) che fa parte del Dipartimento di Giustizia. Una volta si faceva a mano, e il venditore chiamava al telefono l’FBI. 

Le opzioni della prima schermata sono tre: cittadino degli USA, Immigrante e Straniero. Non so come gli stranieri in visita, o temporaneamente su suolo statunitense (per esempio, studio) possano acquistare un’arma e in che modi e tempi, ma l’opzione c’e. Devo però dire, per inciso, che il fatto che esista un’opzione sul formulario non comporta necessariamente che essa sia fattibile, dato che, per esempio, avendo visto un posto all’FBI che mi interessava, quando cercavo lavoro, dopo aver riempito tutto il formulario per presentarmi, e inviatolo mi è stato precisato che la posizione era solo per cittadini americani (non lo diceva in alcun posto prima e c’era la casella per indicare lo stato di residente permanente).

Non ricordo con esattezza tutta la serie di schermate, è passato del tempo, ma credo di averne contate una decina; grossomodo si deve indicare: nome, cognome, indirizzo, residenza, numero telefonico e di “social security”, numero di green-card, e si deve rispondere a una serie di domande riguardo a precedenti penali, sanzioni passate, problemi mentali, problemi di dipendenza da droghe, va indicato che si acquista l’arma per sé e non per altri (questa domanda è un po’ confusa, ma molto importante e l’unica a cui rispondere: “sì”). Fatto ciò, si ripassano tutte le risposte assieme all’operatore e si controlla che i dati corrispondano a quelli che ha lui, poi si invia il modulo all’FBI. Il cittadino in questo caso attende qualche minuto e l’FBI risponde, in tempi davvero rapidi, considerando che si tratta di un servizio nazionale, e che incrociano i dati che hanno da varie altre agenzie ed enti. 
Quindi va detto che controllo sulle vendite esiste, ed è anche piuttosto ben organizzato e difficile scappare, io per esempio non saprei come fare ad aggirarli, e l’unica opzione che avrei sarebbe infrangere la legge e comprare un’arma illegalmente.
Può succedere però che qualche agenzia non compia con i suoi doveri e non comunichi i dati in suo possesso ai federali, gli errori magari capitano, e di recente un soggetto, a cui non sarebbe stato possibile possedere armi, ha ucciso oltre venti persone; l’aviazione, di cui aveva fatto parte, non aveva comunicato (a quanto pare) che il soggetto non era mentalmente in grado di poter gestire armi.          

Se tutto va come deve, si conclude la transazione, pagando il prezzo relativo all’oggetto acquistato. 
Nel caso di “non-nazionale” (me per un altro anno almeno) l’FBI blocca la vendita per avere più tempo per realizzare tutti gli accertamenti del caso, che, come in quello dell’acquisto di una pistola, sono più serrati. A quel punto l’impiegato del negozio chiede che venga depositata una caparra, che varia a seconda del valore del pezzo da acquistare, e si impegna a chiamare il cliente non appena l’FBI abbia risposto. In caso di esito positivo del controllo federale, l’arma sarà venduta, altrimenti, in ogni caso, sarà integralmente restituita la caparra. Il negozio si impegna anche a sollecitare l’FBI quotidianamente, qualora il controllo non sia tempestivo e l’attesa si protragga oltre i tre giorni.

Se non ci sono ragioni per bloccare la vendita, si diventa possessori di un’arma da fuoco, e qui, a seconda di dove si viva, i limiti del suo utilizzo possono cambiare di molto.

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