Considerazioni sparse da Brexit

L’idea di un’Europa unitaria non è per nulla disprezzabile, anzi, in teoria è meravigliosa.

È stata voluta per secoli interi (pure col Sacro Romano Impero), e persino proposta e caldeggiata da chi ha partecipato a tutte e due le guerre mondiali, come Churchill, il quale, se sapesse del voto inglese di ieri non so immaginare come la prenderebbe.
Io non sono un europeista, non di questa Europa, ma ancora meno sono un anti-europeista, tuttavia, ormai da spettatore, capisco le ragioni del voto Brexit e non solo, capisco pure lo scontento degli altri paesi.
Tuttavia alcune istanze giuste e comprensibili, secondo me, sono cadute vittime nel vecchio trucco del populismo, sono cavalcate dai peggiori personaggi e appaiate ai peggiori istinti, si stanno non solo gonfiando di xenofobia ed ignoranza ostentata ed orgogliosa (il peggio), ma stanno pure arrivando al ridicolo puro, se pensiamo che ormai da commenti e twit, pare che la vicenda personale di chiunque sia stata schiacciata da un complotto mondiale; pare che se sono dieci anni che Tizio è all’università senza concludere, è perché La Germania non gli permette di passare gli esami, o Caio è vittima di Bruxelles se non trova il lavoro che vorrebbe e lo stipendio che crede di meritare, pure senza avere reali competenze.
La situazione è complicatissima, e più cerco di comprenderla meno ci riesco. Quello che mi pare chiaro però è che l’Unione, da una parte, paga per colpe non sue, da un’altra è imperdonabile, fiacca, incapace, stupida, e per di più, grazie ai corsi e ricorsi storici, vittima di una Germania che pare, al solito, non saper capire mai quando fermarsi.
Si è immersi nella mediocrità. Non c’è una figura di spessore. Alle giuste istanze di masse deluse da forti ingiustizie sociali, non risponde che l’ultimo dei demagoghi in Europa, è il deserto.
Negli USA ci sono migliori personaggi a volte, ma si sta in una analoga situazione, perché il mondo è ormai uno e ha problemi analoghi e non si tratta semplicemente di valute, di Euro, di Dollaro, e di trucchi e espedienti del discorso di chi le spara come ne sapesse di economia senza averla mai studiata.
Sia Trump che Sanders, in USA, per diversi che siano, sono frutto dello stesso malcontento, o di un malcontento di origine analoga e analogo a quello europeo. E pure con ben diversa dignità e profondità di chi cavalca la tigre, ci sarà da prendere in considerazione le ragioni di tutti. Meglio vedercesela oggi che domani!
Che tutto ciò sia sequestrato dal primo stupido demagogo che passa è il vero pericolo.
Purtroppo però, la popolazione non pare avere (al solito) né gli strumenti né la voglia di riflettere. Il nemico deve essere uno, ben identificabile, oggetto della rabbia e frustrazione pure di vite che, in buona parte, se sono andate male è per responsabilità esclusiva di chi non ha saputo viverle e che tratta la politica come il calcio e parla al bar di tutte e due.
La situazione è così complessa che si creano “siparietti” anche abbastanza divertenti, se uno non perde la capacità di ridere un po’ di tutto, e che mettono a nudo quanto cretina sia ormai l’idea di un “tifo” politico tra due soli schieramenti, secondo il vecchio impianto non solo della guerra fredda, ma pure di innumerevoli altri momenti storici e ripetuti in ogni geografia (guelfi e ghibellini, cattolici e protestanti, bianchi e neri, etc.)
Gli inglesi si lamentano di banche e multinazionali, ma non è l’UE, ma sono loro stessi da biasimare. Hanno il sistema bancario più grande al mondo vivono principalmente di quello. Le ossessioni prendono forme strane, se consideriamo che tutti ce l’hanno con Wall St. ma nessuno parla né del sistema bancario inglese (altrettanto corrotto, se non peggio) né relaziona i paradisi fiscali con i loro veri gestori, pure britannici e europei, e non tanto americani. Ma l’America oggi deve essere il peggio, seguendo paradossalmente la propaganda proprio di chi si detesta, degli islamici, che li descrivono come il “grande Satana” solo per via dell’appoggio a Israele, se consideriamo che buonissima parte dei problemi in Medio Oriente vengono da scelte fatte da Francia e GB e non certo dagli americani. È un vero labirinto, nel quale per giunta si intravede sempre la “via d’uscita” alla tedesca di prendersela con gli ebrei.
Gli inglesi, ad ogni modo, vogliono “l’indipendenza” per loro, ma non vogliono concederla alla Scozia; mandarono l’esercito in Irlanda, forse lo farebbero di nuovo, dato che si sono affrettati a sottolineare di essere comunque il quinto esercito al mondo, e si tengono stretti il Galles. Insomma, usano due pesi e due misure, come sempre hanno fatto, hanno una monarchia e parlano di istanze illuminate.
Ora hanno l’appoggio di tanti loro vecchi nemici, contro la Germania, che era simpatica agli stessi, ed ora è passata dall’altro lato.
E viceversa! I progressisti italiani, in teoria difensori delle classi lavoratrici (storicamente), a volte le dipingono esageratamente come antesignane del neonazismo; la destra, le appoggia, ma così è contro le sue storiche simpatie per la Scozia e peggio ancora per lo Sinn Fein irlandese, che si è già dichiarato contrario al voto inglese e che ne vuole uno per la patria.
Oggi gli inglesi passano per leoni presso i “fascisti” italiani e come “nazisti” presso la intelligentsia di pennivendoli che si definiscono progressisti; la Francia e l’Italia premono per distruggere l’Europa che avevano voluto. Perché?
I tedeschi pure sono scontenti, ma forse non lo è la Germania, che ha comunque accumulato potere, mentre tutti gli altri lo hanno perso, avendo lavorato malissimo per almeno quarant’anni. Chi biasimare ora?
L’Europa forte, a conti fatti, darebbe fastidio vero a un solo paese, ancora “vecchio stile”, che pensa di prosperare meglio nella mediocrità generale: la Russia. La quale, puntualmente, ha un inedito e incomprensibile consenso popolare grazie alla necessità del capobranco dell’essere umano medio.
Una volta tramontata l’Europa sarà tutto risolto, forse? No! Di questo sono sicuro.
Come non migliorerà la situazione inglese ora, a meno che non si metta radicalmente mano a certe sperequazioni, che però sfuggono alla percezione di massa, intenta ad ossessionarsi sull’immigrazione e cosette del genere.
La maggior parte dei problemi pratici per le popolazioni non discende da quella massa di cretini senza identità, burocrati passacarte dell’Unione, ma da problemi storici dei loro stessi paesi, che si sono trascinati e che ora si cerca convenientemente di scaricare su un capro espiatorio, ucciso il quale tutto sarà come è ora, però.
Perché i lavori degli anni ’80 non torneranno, e probabilmente neppure le esportazioni avranno il boom che si spera con la “neolira”. Perché sono settanta anni che si sente la lagna della retorica antimafia, ma quella sta meglio di prima.
L’epoca “d’oro” della quale spesso si parla non è mai esistita, come tutte le epoche d’oro, se non nella fantasia.
Oggi, con tutti i problemi, le persone vivono sempre meglio di ieri, hanno maggiori pretese e in effetti le realizzano pure. Certo si stressano e si lamentano, perché nessuno vuole più sentir parlare di stringere i denti. E anche perché a nessuno comprensibilmente gliene va di farlo a beneficio di miliardari musulmani, che scelgono di vivere a Londra dove gli europei, ormai extracomunitari, lavano i loro piatti.
Certo non si ha una situazione e prospettive spettacolari, questo è sicuro. Tutti abbiamo dovuto fare i conti con una realtà assai meno soddisfacente e facile di quella che ci aspettava, ma le cose vanno avanti, e non è affatto scontato che così debba essere. Potrebbe andare molto peggio, potrebbero farsi le scelte di un secolo fa. Erano parse buone lì per lì.
Va bene, tutti abbiamo dovuto capire di non essere i “genietti” che ci aspettavamo di essere e che avrebbero fatto contenta la mamma della cultura europea. Non ci sono più gli ampi spazi degli anni settanta, quando si creavano nuovi enormi mondi, come cinema, fumetto, tv. Oggi per essere un illustratore, per esempio, per quanto bravo tu sia, hai una coda di chilometri di gente tutta brava come te.
Va pure detto, però, che di quell’epoca d’oro di cui si parla (io ci sono passato perché ho gli anni e un’ottima memoria) ricordo bene che si diceva che NON sarebbe potuta durare, che avremmo prima o poi pagato il conto, ed ecco il conto!
Pigliamocela con l’Europa adesso!
E ad ogni modo mio padre, con un buon lavoro, ha campato dignitosamente la famiglia, ma non si usciva certo tutte le sere, non aveva una Bmw, ma ha tenuto una Renault 4 per quasi venti anni, non comprava jeans da duecento euro già strappati, occhiali da sole dello stesso prezzo con le indispensabili lenti viola, e non aveva lo smartphone.
Dalle mie parti la gente andava in vacanza alla casa al mare, non perché fosse una scelta, ma perché era l’unica prospettiva, e una casa lì costava meno di una vacanza ogni anno alle Maldive.

(Visited 91 times, 1 visits today)