Di Chi Fidarsi (Una riflessione dopo l’ultimo discorso di Obama sullo Stato della Nazione)

Quella che segue è una riflessione dal carattere paradossale realizzata dopo l’ultimo bellissimo discorso di Obama sullo Stato della Nazione, e sorta un po’ in considerazione di alcune repliche e dei modi a tratti “terroristici” assunti da alcuni esponenti del Partito Repubblicano. Essa può essere applicata a tanti, anche in altri paesi, e a tutti i fanatismi. 

Tutti, assolutamente tutti i grandi traguardi umani, le grandi scoperte scientifiche, o mediche, la conquista dello spazio, le più brillanti e profonde teorie della fisica, la matematica, la logica, ma anche i grandi progressi commerciali, e persino quelli politici, le maggiori garanzie e libertà, più diritti e partecipazione, uguaglianza e benessere, persino ogni epica impresa e ogni grande contributo artistico in musica, poesia, scultura, pittura, insomma tutto il meglio che si è dato nella storia, è sempre, sempre, sempre stato realizzato da persone spaventate, frustrate e sfruttate, insicure, afflitte, messe sotto pressione, confuse, oppresse e spinte verso il panico, piene di odio, piene di risentimento e rancore, chiuse, intolleranti, impaurite, ignoranti. Si sa che le migliori scelte e decisioni sono sempre prese da masse ansiose e terrorizzate.
Ricordiamocene quando qualcuno cerca di far risaltare sempre e solo i pericoli, le difficoltà, punta il dito contro una sola causa, sempre esterna, per tutti i mali, e solo i mali vede, gli interessa vedere e far vedere.
Ricordiamocene anche quando ci sentiamo in un gruppo eletto e speciale, quando, senza che nulla sia successo, ci sentiamo perseguitati e vittime trattate sempre ingiustamente, sentiamo sempre di essere titolari di diritti mancati, ma mai di doveri e responsabilità, sentiamo che per uscirne si deve aggredire qualcuno che spesso neppure si sa bene chi sia, e teniamolo presente anche quando non si vede altra via di salvezza che quella di tornare alla lotta spietata per la sopravvivenza a costo sempre della libertà e vita altrui.
E, ovviamente, in politica fidiamoci di chi tocca queste corde, il meglio dell’umanità nasce sempre dal saperle suonare. 

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