Differenze USA-Italia

Parlo di un aspetto limitatissimo, dove posso fare un paragone che non sia arbitrario, si tratta esattamente della stessa operazione realizzata in USA e in Italia.

Dopo qualche giorno di serrato, e piuttosto noioso, meccanico lavoro, ho una prima idea delle principali riviste americane di narrativa e letteratura. Un gran bel panorama, debbo dire.

Ai miei scopi ne ho selezionate una prima quarantina, e poi da esse, una decina.

Tutte hanno un sito internet, e invitano nuovi autori a mandare il loro materiale, assicurando che verrà esaminato e che, se in accordo con le loro necessità, pubblicato (dietro compenso).

Anche le più grandi assicurano che ciò che viene loro sottoposto verrà letto entro novanta giorni e si scusano per non poter rispondere ad altri che ai selezionati per la pubblicazione a causa della mole di nuovi arrivi.

Alcuni aggiungono che si può richiedere un parere sulla propria produzione letteraria, dato che non è detto che qualcosa che non viene pubblicato non sia valido; la decisione sulla mancata pubblicazione può essere infatti presa per ragioni editoriali altre. In tal caso si deve specificare che si richiede un parere.

Tranne quattro, che forse, essendo delle maggiori, si distinguono così per ragioni loro di scrematura, tutte consentono l’invio di materiale attraverso internet. La stragrande maggioranza ha un protocollo di invio apposito, alcune usano semplicemente l’e-mail.

Di solito inviare attraverso internet è gratis, in altri casi si pagano modeste cifre (3-5 $) per i costi di gestione e considerando che si risparmia l’invio cartaceo e la fila alle poste.

Ci sono anche concorsi letterari con premi, che richiedono una quota d’iscrizione variabile (20-25 $ è la media).

La maggior parte delle riviste consultate è interessata a poesia, saggistica letteraria e narrativa, specie racconti brevi, alcune hanno specifici ambiti; altre hanno una connotazione più avanguardista o progressista, molte vantano di aver pubblicato opere di autori poi diventati celebri, ma nessuna, ha una chiara e marcata tendenza politica. Lavorano sulla letteratura.

I siti web sono (quasi) tutti assai ben fatti.

La stessa cosa, con lo stesso metodo, selezione e invio di materiale, ho provato a farla con riviste italiane.

Nella lista di Wikipedia la maggior parte di quelle riportate sono defunte. Tutte quelle poche ancora attive che ci sono paiono avere una forte connotazione politica. Anche tra quelle che attivamente propongono letteratura meno impegnativa, horror per esempio, ci trovi magari la apologia di Battisti (il terrorista, non il cantante).

Perché se scrivi devi essere “impegnato”! La cultura, no? Sono tutti impegnati da noi! Fanno opposizione! Non scrivono e basta! Cultura d’opposizione, resistenza, c’è il collettivo che decide, etc.

La cultura! Quella cosa che manca negli USA… che però hanno otto (e tutti i primi quattro posti) delle prime dieci università al mondo. La prima italiana è centotrentanovesima. Si capisce che costa poco! Le devi pure pagare?

La maggior parte delle riviste italiane di narrativa e letteratura (la culla della cultura, no) non ha sito internet. Quelle che ce lo hanno, ce lo hanno orribile, persino un blog è migliore.

Nessuno di essi contempla l’ipotesi di invio di materiale per una collaborazione. Ci si tiene stretto quel poco che si ha! Non so chi pubblica, come fai a farti conoscere. Come sempre la maniera migliore per vincere è non avere concorrenza.

Per esperienza, qualunque cosa mandi a chiunque in Italia, parlo di editori, nessuno risponde o ti considera. Sono troppo superiori per essere educati, e chissà quanto hanno da fare. Non rispondono nemmeno con una e-mail automatica. Pare che gli stai rompendo i coglioni.

Una volta partecipai a un concorso letterario per racconti brevi, nessuna risposta nemmeno lì. Dopo sei mesi mi arrivò un’e-mail, il concorso era stato infiltrato dalla mafia. Mi chiedevano di rimandare il materiale. Devo dire che furono anche seri, almeno scrissero e furono onesti ed educati, ma non partecipai più.

Da noi ci sta tanta, tanta, tanta, spocchia, poca, poca, poca, sostanza, le persone sono scortesi, arroganti, cafone, stupide, lagnose o grevi, non sanno comportarsi, ti trattano male, facendo del quotidiano un inferno, e a quanto vedo il livello è piuttosto basso in quasi tutto, dato che i risultati non si vedono.

Ci sono punte di eccellenza che fanno ben sperare. Ovviamente ancora molto viene letto con una stucchevole e limitata ottica politica, più che altro da tifo da stadio. Cosa che ci ha rovinato! Come tutte le chiacchiere inutili fanno.

Ah, va pure detto che tutti i personaggi italiani che conosco che siano arrivati a stringere qualcosa appartengono a una “parrocchia” politica. O non vai avanti!

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