Due parole su Brittany

Ogni volta mi sorprendo di come il Vaticano si senta in dovere di mettere becco su questioni quali l’eutanasia e il suicidio e ancora di più mi sorprendo di come tali parole vengano ascoltate, recepite e prese in considerazione da tutto il mondo. 

Per non parlare dei giudizi sulle scoperte scientifiche che non contribuiscono a trovare…

In effetti chi sarebbero costoro per dare dei giudizi e specie per dare dei giudizi con pretesa di universalità e vincolanti per tutti? Chi sono per essere ascoltati come fossero “esperti” di qualcosa? Di cosa sono esperti? Cosa sanno che gli altri oggi non sanno?

Non sono, anche se si spacciano per tali ormai, i referenti del Sacro, di Dio, ma di UN DIO! Sono nient’altro che degli esseri umani che credono in una strana mitologia del tutto inverosimile secondo la quale (il punto più importante è questo) uno strano Dio (quello biblico) piuttosto incoerente, oltre che delirante in modo imbarazzante, dopo ostilità di millenni con la creatura che ha creato a sua immagine, avrebbe mandato suo figlio sulla terra per essere ammazzato brutalmente da una popolazione aggressiva e rognosa (la descrizione si attaglia bene sia ai romani che agli ebrei dell’epoca).

In virtù di ciò, si autoproclamano “portavoce” di una specie di “universale senso del sacro” e peggio della “dignità dell’essere umano” (dignità che, poi, hanno dimostrato di saper offendere ripetutamente nella storia).

A me, no, come essere umano cosa me ne dovrebbe fregare se uno strano tizio vestito da buffone (e solo perché va vestito da buffone, in pratica) che non sa nulla di particolare, ma dice solo di “credere in qualcosa”, ritiene che le mie scelte sulla MIA sofferenza siano incondivisibili?

Chi se ne frega se lui, dovendo scegliere, non prenderebbe l’anestetico durante le cure dentali (e lo prende) non affoga i suoi dispiaceri e frustrazione in serate alcoliche con amici, non indossa occhiali e ritiene la miopia un dono di Dio (e li indossa), non vuole mettere fine a una esistenza di sofferenze usando morfina?

Facesse come gli pare! Anzi, come spesso dico, se volesse sperimentare la sofferenza con maggiore intensità per rendersi conto di cosa essa sia (è un fine nobile) a tempo perso mi offro volentieri di frustarlo e pestarlo per bene!

Ma tutto questo cosa dovrebbe avere a che vedere con le mie personali convinzioni, esigenze, scelte? E perché parla come se la sua opinione fosse cruciale?

Io forse, pur senza vestirmi da mentecatto, vado a sindacare cosa vogliono fare questi soggetti della loro vita? No! Mi impongo o li esorto a suicidarsi in massa se hanno un male incurabile? No!

Il ruolo di “saggi” e di “guide” delle gerarchie religiose può avere un valore solo per gli appartenenti e gli aderenti a ogni specifica religione; io sai quanto me ne frego di cosa potrebbe pensare di me il Dalai Lama, o un imam, o perché no uno sciamano Nativo Americano? Per non parlare di scientology e porcate del genere? NULLA! Non mi interessa affatto!

E, punto davvero fondamentale, non capisco perché io debba essere vincolato nelle mie scelte dalle convinzioni di altri, trasposte nelle proibizioni che la legge impone per tutti. Oltre poi a dover essere violentato ogni volta da prese di posizione che il mio cervello, che dovrebbe avere in comune con quello di tutti gli altri una certa struttura logica, rifiuta e percepisce come offensive e dolorosamente irritanti (perché ipocrite e false).

Ognuno dica quello che preferisce, sia sincero o meno! I fatti lo sbugiarderanno! Tutto è possibile e si può affermare di credere in qualunque cosa, ma per esperienza so che è diverso come si crede a una storia inverosimile e come si crede a una diagnostica per immagini che ci mostra la presenza di un tumore nella trippa.

Non mi importa affatto che ognuno abbia le proprie opinioni e faccia le proprie scelte nella sua vita, non mi importa affatto che reciprocamente si pensi gli uni degli altri di trovarci dinanzi a degli idioti. Io, in effetti, penso di loro che siano degli idioti, ipocriti e incoerenti e loro pensano anche peggio di me! Va benone! Mica ci si deve volere tutti bene!

Quello che non posso accettare non è il loro giudizio, su me o su altre persone come me, su cosa loro intendano per “dignitoso”, su Brittany e la superficialità con cui gente che non sta soffrendo suole sindacare le scelte di chi è nell’urgenza del dolore (giudizi con i quali, per essere chiaro, mi pulirei allegramente il culo) quello che non posso accettare è il fatto che si comprima di fatto la mia libertà!

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