Due parole sulla vita

Questa cosa di vivere è semplicemente sbagliata e orribile! Fa veramente paura, e ancor più paura fa che nessuno paia rendersi conto di quanto faccia paura e sia orribile. Frasi consolatorie, visioni liete, promesse, speranze… invenzioni basate su nulla!

Come è? Sei di colpo e senza sapere nulla, piazzato su una specie di “campo di gioco”, e si va avanti! Non si tratta di un campo di gioco qualunque, neutro, pacifico, ma di uno che funziona con delle regole bizzarre e violente che ti garantiscono un bel po’ di dolore.

Quello è assicurato a tutti, anche ai meglio posizionati e più fortunati: ti romperai ossa, ti cadranno i denti da latte, piglierai qualche influenza almeno, no? Per quanto tu possa essere generalmente sano. In certi casi nasci già con dei mali incurabili, alcuni proprio esotici e tremendi. O nasci brutto! Di certo, se tu sopravvivi, di perdite ne patirai tante! Gente a cui volevi bene! Anche quello fa parecchio male!

Ci fosse un architetto, davvero ci fosse un architetto dietro tutto questo, sarei il primo ad esserne contento, ma non potrei desiderare altro che scuoiarlo vivo con le mie mani e un coltello mal affilato! Sono proprio una bestia!

Getti uno sguardo intorno, tra esperienze della vita che tutte, per un verso o per un altro, fino alla più piacevole, l’amore, implicano per lo meno qualche noia, fastidio, tristezza, e vedi un tempo, che sfugge alla tua comprensione individuale, miliardi di anni, di un pianeta in cui ogni secondo è stato scandito da miriadi di esseri, che non sanno come ci sono finiti dove sono, e che vogliono sussistere, e che perciò si mordono, masticano, uccidono, mangiano.

Ogni secondo, ci pensi, c’è un camaleonte che acchiappa al volo una farfalla con l’appiccicume della lingua, un leone che sbrana una preda, un ragno che avvolge chi è caduto nella tela con la bava, un coccodrillo che spezza le ossa a un robusto mammifero, un cetaceo che inghiotte tonnellate d’acqua popolata da esserini minuscoli che pure loro, scemi come sono, vorrebbero sopravvivere un po’ più a lungo, e tutto va avanti così giorno dopo giorno, minuto dopo minuto, da milioni e milioni di anni. Fiori devastati da api, prede che non vogliono morire e nutrire altra maledetta vita!

Sei a letto abbracciato alla tua amante, o al tuo amante, state lì belli che vi sbaciucchiate in santa pace, e ti viene in mente di quanta vita viene divorata nel frattempo sul teatro orribile che ti circonda. Per quello spazio piacevole che ti sei ritagliato al di fuori dal massacro: guarda che strage! Che schifo! Quanto sangue! Ma come ci si è finiti qui? Voglio andarmene! Sono mica matto? Panico!

Piacere? Amore? Lui o lei rovineranno tutto con una battuta infelice, e se non succede il tuo cervello, da solo, ci penserà a rovinarti la festa, e se non succedesse, ricorda che quello che fai è considerato tremendamente sbagliato da una massa di educatori cialtroni che ti rapiscono sin da pargolo. Che merda tutto! Siamo pure diseducati al piacere, l’unica cosa che c’era rimasta, che rogna!

Eccola là! L’insignificante, noiosa mosca che mi ronza attorno in-ner-vo-sen-do-mi mentre scrivo! Piccolo, ripugnante essere privo di senso! Dovreste vedere le storie che fa per non essere presa, schiacciata, per poter sopravvivere. Muori! Come osi vendere così cara la pelle pure tu? Mi fai perdere tempo! A me! Un Dottooooreeee! “E tu chi sei, o meglio, chi ti credi di essere, invece?” risponderebbe se avesse la scarogna di avere un cervello e un linguaggio. Beata lei! Fugge e basta, vuole vivere e basta, è concreta, pure essendo solo una schifosa, nera mosca brutta e piena di occhi.

Bestie che urlano di dolore, spaventate, affamate, ovunque là fuori. Ovunque imbecilli innamorati della natura, al caldo di casa! O in turismo.

Se già questo non fosse a sufficienza, da quando nasci qualcuno ti vuol bene, sì, o lo dice, ma difficilmente gratis e per quello che sei. I genitori, da subito, ti annoieranno con le loro pretese e richieste, ti assilleranno più o meno apertamente con le loro aspettative, facendoti pesare di essere nato -e fatto sopravvivere a suon di stipendi- spacciano le loro malefatte come un dono. Per non parlare degli altri! Sei solo una merce, al massimo puoi essere utile per qualcosa! Finisci a lavorare in miniera, in un call centre? Fai la puttana per qualcuno.

Ci sarà sempre gente tediosa e spessissimo cialtrona che ti dirà quello che devi o non devi fare, cosa puoi o non puoi dire, cosa devi credere, o non credere. E specie nel sesso, la faranno così lunga! Pretendono pure che tu lo accetti, anche senza frusta, così! Spontaneamente, perché hanno ragione loro!

Ma lasciatemi in pace!

Come fanno a saperne più di te? Di questo e di quello, di su e di giù… Nessuno risponde! Lo sanno e basta! Fai come ti si dice! Non discutere!

Col cavolo!

Finisce che t’innamori della conoscenza, se ti è concesso un posto e uno spazio dove coltivarla. Ti viene in mente che anche essa, però, non sia che una strana illusione, priva di senso, che non serva e non valga a nulla, che non sia veramente descrittiva di come è ciò che ti circonda, ma che sia forse solo un innocuo e puerile passatempo della tua stessa mente stupefatta, mentre tutto il resto di te non ci bada nemmeno a quello che studi e cerca solo di sopravvivere. Come la mosca. Quello che conta, dopo tutto, è andare avanti e non essere mangiati, masticati, dilaniati, devi ritardare lo spavento comunque invitabile di lasciarci le penne!

E dovrei riprodurmi? No? Dovrei amare? Dovrei fare cosa di preciso? Seguire quali consigli? Di che persone? Di altri ignari bastardi come me, solo più tronfi, protervi, che sanno sempre tutto loro? Rispettare chi? Perché? I ruoli? Le gerarchie? Farmi giudicare dalla commissione d’esame, da pincopallino, o dal giudice che ha studiato diligente giurisprudenza per sapere come sbattermi in galera… ma perché? O abbandonarmi? Questo è il consiglio saggio! Ma a cosa di preciso? Ah, ecco! Lasciar perdere, non pensarci su! Te lo dicono sempre alla fine!

Dovrei rimproverarmi, pure! Ora! Di aver sviluppato una visione delle cose incompatibile con la vita! Armonia ci vuole, il sorriso, leggerezza, non questo occidentale, superficiale prendere il mondo per la gola, o l’illusione di farlo. Ruffiani! Ecco che siete! Sfigati!

State scherzando? Prima sapete tutto voi, avviate le discussioni, proponete mille teorie, tutte certe: “si vive in eterno”, “ci si reincarna nei topi del tempio”, “ci si ricongiunge con il Grande Spirito”, “siamo esseri cosmici”, ma poi, arrivati a questo punto, “non ci pensare?” dite? Sorridete! Volete troncare.

Rispondete, cialtroni! Ma davvero credete che dovrebbe interessarmi ancora la vita? O le vostre parole? Quanti altri millenni, milioni di anni, vi ci vogliono per arrivare a capire che è tremendamente ingiusto e sbagliato nascere? Esserci. Per usare le vostre stupide parole, “ingiusto!” Sì! Sbagliato! Spiacevole! Estinguetevi! Fatevi e fatemi una cortesia! Non solo voi, ma soprattutto quei poveracci che verranno dopo! Di loro mi cale! Che male hanno fatto? Perché li condannate a vivere? Disumani! Nazisti!

Questa pazza cosa qui, questa massa d’odio e dolore che chiamate “Natura”, o i più vetusti ancora “Dio”, è andata avanti puntando su speroni molto convincenti per farvi muovere le chiappe e correre avanti: paura e sofferenza. È l’evoluzione che ha capito che altrimenti col cavolo che ci si sarebbe riprodotti!

Fanno male i morsi eh? Fa male la carne che si dilania? Vedi come corri per non essere preso! Paura di morire e piacere sessuale, e voi diligenti, non solo eseguite, ci cascate, che già fate parecchio pena, ma rompete pure i coglioni affermando di sapere cosa sia “giusto” fare. Non gliene frega un accidente a nessuno di cosa sia “giusto”! Della vostra opinione! Né a me, né all’universo!

S’è capita come funziona! E invece di ribellarvi e smetterla, continuate imperterriti!

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