Due strane contraddizioni politico-religiose: pena di morte e “raggi x”

Due argomentazioni brevi e indipendenti oggi. 

PRIMO In uno Stato che preveda la pena di morte, dove, cioè si ammette la legittimità di poter uccidere un essere umano a sangue freddo, solo per il preciso scopo di farlo morire e liberarsene (oltre che di punirlo), se non è anche previsto il diritto di poter richiedere il suicidio in una struttura apposita, chi voglia essere ucciso potrà ottenerlo semplicemente realizzando quei crimini che prevedono l’applicazione della pena di morte.

Cioè, il soggetto potrebbe ottenere ciò che vuole, se davvero lo vuole, solo dopo aver fatto dei grossi danni.
Ecco il punto espresso in forma di un ipotetico dialogo tra potenziale suicida e burocrazia statale: 

– Vorrei essere soppresso per cortesia.
– Impossibile! Non uccidiamo esseri umani innocenti. Siamo civili, noi!
– Non c’è problema! Torno subito con una decina di omicidi sulla coscienza.

Anche dal punto di vista della stupida deterrenza ultraterrena, il meccanismo non funziona, dato che un suicida è condannato per l’eternità all’Inferno come lo è un omicida.

SECONDO (La seguente idea la ho mutuata dalla lettura di: Letters form the Earth, di Mark Twain)

Dio crea l’universo, così come è ora, in sei giorni e con esso una terra che attualmente ha solo seimila anni. Questo è quanto, nella versione più accreditata del libro religioso più diffuso nel nostro ambito culturale. L’universo (che però non si chiamava con questo nome nel testo) ha come centro questo pianeta, la Terra, unico abitato da vita, e tutto il resto gli fa da contorno. Benissimo!

La luce del Sole è a soli otto minuti da noi, quindi, otto minuti dopo essere stato creato il Sole, la Terra era invasa dalla sua vivifica luce. Ma come farebbe il cielo notturno ad apparirci così stellato come è, in soli seimila anni? Se la maggior parte della luce che vediamo proviene da stelle lontane milioni di anni luce? Dovrebbero essere ancora invisibili!

Il credente potrebbe dire: così è e basta! D’accordo! Ma una certa dignità imporrebbe, per non essere proprio considerati dei cialtroni e degli opportunisti, gente che non crede nemmeno lontanamente alla baggianate in cui afferma di credere, imporrebbe, dicevo, di diffidare anche di tutti quei ritrovati della tecnica che fanno uso delle nozioni e delle teorie sulle particelle, i fotoni, etc. e le loro meccaniche e moto.

I credenti, dovrebbero quindi essere refrattari all’uso di tac, risonanze, raggi x, etc. affermando che la loro meccanica, in contraddizione con quanto affermato nelle Scritture, è senz’altro falsa e non può diagnosticare il vero.

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