“Educazione Sessuale” in USA

Mia figlia ha 12 anni e fa le medie in scuola pubblica USA, che è anche in generale assai buona, da quello che vedo.
Uno dei corsi che ha è “health” (salute) che tratta, diremmo, principi di biologia umana, qualcosa di anatomia e fisiologia, ed è orientato principalmente ad illustrare ai ragazzini cosa è salutare e cosa non lo è, buone abitudini alimentari, per esempio, e il funzionamento base dell’organismo umano, prevenzione di malattie, e cose del genere.

All’interno del corso, ovviamente si tratta anche del sesso, ed in specie si dovrebbe curare la prevenzione di malattie sessualmente trasmissibili (MST), prima di tutto informando della loro esistenza, e poi anche spiegando come evitarle, riconoscerle, etc.  

Può apparire prematuro che si parli di soggetti del genere in modo così esplicito a dei (praticamente) bambini, ma è, ovviamente, una fortuna, è sempre bene informare il prima e il meglio possibile, dato che a dispetto di leggi e regole sociali, amore materno e paterno (con conseguente visione “innocente” delle creature), la natura dota di capacità riproduttiva i ragazzi; meno se ne sa di queste cose e più è facile commettere errori e imprudenze.

Diciamo pure per inciso, che un problema di gravidanze giovanili esiste negli Stati Uniti d’America, basta consultare la Wikipedia, se non si ha tempo basta un colpo d’occhio a questa cartina o anche solo, estrapolando un dato, pensare che il tasso di nascite su mille donne tra i 15 e i 19 anni (indicativamente) in Italia è 6.8, in UK è 25, in Russia 30.2, negli USA è 41.5! 

Noi viviamo in Missouri, Stato che non fa parte della così detta Bible Belt, la “fascia della Bibbia”, dove l’impostazione religiosa è assai predominante, specie in fatti di famiglia, e la bigotteria lascia il segno, ma è più a nord, è comunque uno Stato centrale, un po’ “in mezzo” a tutto, anche socialmente e con una storia variegata e singolare.

Infatti quanto segue non ha (per quanto sono riuscito a sapere) riscontro altrove qui, neppure nella stessa scuola è impostazione generale e omogenea, ma appartiene al metodo di insegnamento della singola professoressa, che ha portato avanti il suo punto di vista specifico e che, da quanto evinco con osservazioni prossime alla certezza, è assai religioso.

Che il sesso sia da ricondursi solo al rischio di contrarre sifilide e varie, sarebbe già impostazione assai discutibile (terroristica), ma è comprensibile che si insista sul punto in un corso che ha come oggetto non l’educazione sessuale, ma la prevenzione di malattie.
Da tempo, però, arrivano a casa questionari sulle MST con un tono che si percepisce orientato (non esplicitamente, ovvio) verso una certa ideologia cristiana, dato che le domande in essi formulate, paiono scritte in modo da avere sempre come unica risposta pertinente: l’astinenza sessuale.
Ad esempio: quale metodo garantisce il 100% di sicurezza di non contrarre una MST? 100%? L’astinenza!
Oppure: quale pratica assicura al 100% di non rimanere incinte? 100%? L’astinenza!  
…A non voler affermare che possa essere realistica l’asportazione chirurgica degli organi sessuali… e buona notte! O a non voler credere, come pure era successo proprio a questi stessi “grandi scienziati” religiosi in passato, che il vento possa fecondare. Sulla curiosa credenza si può ridere un po’ da un estratto dalla “Storia della Stupidità Umana” qui. Bene! Hanno imparato qualcosa dalla scienza, pare.

Ora la parola d’ordine un po’ in tutta l’impostazione religiosa (repubblicana) americana sul sesso giovanile, e sulle gravidanze indesiderate, è “astinenza”!
Che è anche (per statistiche e studi) l’impostazione più inefficace, irrealistica… idiota! Ma diviene l’unica opzione se: niente aborto, niente contraccettivi… Non rimane molta scelta.

È importante che i ragazzi non facciano sesso, per non correre rischi, cosa che, vista l’età, per ora mi pare assolutamente condivisibile, purché però:
in primo luogo non si travalichino e sfigurino i ritmi ragionevoli dello sviluppo e delle conseguenti esigenze,
in secondo luogo, l’approccio non arrivi ad essere una fonte di frustrazione, paure, vergogna, sofferenza,
e in terzo non si “inoculino” nei ragazzini idee contrarie a quelle che, su temi del genere, la famiglia ha deciso di dare.

Perché il sesso no, non si deve correre nessun rischio per la salute, ma lo sport, sì? Per esempio! Nel football americano scolastico, solo nel primo semestre di quest’anno, solo morti già undici ragazzi. Sì, è tutto molto estremo!      

Ebbene questa settimana oltre ai soliti questionari, è anche apparso uno strano “contratto”, la cui sottoscrizione è ovviamente opzionale, in cui l’alunno in presenza di tre testimoni si impegna a dedicarsi all’astinenza, fino al matrimonio.

Lo traduco! Con tutta la mala grazia in cui è redatto (punteggiatura mancante, ripetizioni, oltre ad errori) anche in inglese. (È “bisex”, perché l’inglese non ha genere, ma lo imposto al femminile.)

sesso

Promessa di Libertà

Oggi mi impegno a rimandare il sesso in modo da realizzare la miglior preparazione per il futuro scegliendo di attendere fino al matrimonio per fare sesso, perché voglio essere libero:

da preoccupazione, colpa, gravidanza, e MST.  

a controllare la mia vita, a lavorare per obiettivi personali, per avere relazioni interpersonali salutari, e godere del fatto di essere una teenager.

“A partire da oggi, mi impegno a rimandare per avere sesso, davanti a me stessa, la mia famiglia, i miei amici, e il mio futuro sposo.”

Firma                                                                                            Data

Dal momento che questo impegno può dimostrarsi arduo da mantenere e richiederà incoraggiamento futuro e sforzo lo comunico a queste persone e chiedo di farmi mantenere la responsabilità.

1.                                       2.                                            3.   

Mi toccherà scrivere al (o alla) preside!
Spero di avere presto chiarimenti riguardo a tutta questa manfrina e per varie ragioni, ma principalmente per l’uso della parola: “colpa”!
Non voglio, infatti, che mia figlia coltivi nessuna relazione specifica tra sesso e colpa.
Considero la colpa un surrogato religioso e insidioso della responsabilità; quest’ultimo concetto è funzionale al vivere comune e quindi virtuoso, necessario, e, comunque sia, utilizzabile nell’educazione affinché si abbia il coraggio e la decenza di affrontare le conseguenze delle proprie azioni.

Nella mia visione personale, legittima come ogni altra, non c’è nulla di intrinsecamente sordido e perverso nel sesso, e nel godimento in genere, semmai ce ne è nell’inganno, nella menzogna, nell’uso degli altri per vantaggi personali, a prescindere dalle conseguenze e ripercussioni che le azioni possano avere sui soggetti implicati (famiglie, amici, partner, etc.)

Non è il sesso ad essere disdicevole di per sé, ma è disdicevole, per esempio, l’approfittarsi della giovane età ed ingenuità degli altri, o di una qualunque situazione non paritetica, di un maggiore e intimidatorio potere, quale che sia la sua origine e natura, economico, di prestigio personale, fama, autorità, etc. Dal mio stretto e rigoroso punto di vista, lo dico solo per dare indizi della mia personalità a chi non mi conosce, è disdicevole, per esempio, anche l’approfittarsi della povertà per ottenere sesso a cambio di danaro.

E ancora! Ci si dovrebbe vergognare, sì, di giocare coi sentimenti altrui, approfittarsi dell’amore non corrisposto, schernire pubblicamente una persona che è stata raggirata e indotta a fare pratiche alle quali altrimenti non avrebbe acconsentito, e via discorrendo. Non credo sia il caso di spiegare ulteriormente a cosa mi riferisco.   

Va aggiunto che la professoressa in questione ha già anche appeso un crocifisso in classe, il quale è rimasto lì, pratica affatto normale da queste parti, anzi piuttosto inedita, e che ha fatto storcere il naso a molti ragazzini, non solo di altre religioni, musulmani, ebrei, pastafariani, ma anche cristiani, ma meno invadenti dell’insegnante, che vedono come dovuto che, per rispettare il pluralismo tipico americano, è meglio non porre in evidenza e in posizione privilegiata e predominante nessun credo, per quanto esso sia socialmente preponderante e fondamentale.
Un crocefisso in classe, qui, nella nazione più cristiana del mondo, è fuori luogo! Così come in ogni edificio pubblico.

L’America, non si stancano mai di ripeterlo, è una nazione che crede in Dio, lo scrivono anche sulle banconote, questo Dio è senza dubbio quello cristiano, ma è anche la nazione che lascia a tutti il proprio credo, che è piena di altri Dei, a partire da quelli dei Nativi, e che vuole tutelare il proprio unico e magnifico pluralismo, e patrimonio culturale e umano. Essi la rendono un posto così speciale e sono espressione di un concetto che, se non è primo e analogo a Dio, poco ci manca: la Libertà personale.
L’America è grande perché varia, e perché libera, loro se ne rendono conto e ci tengono, e nessuno può impormi un’educazione basata sul senso di colpa se non voglio assumerla volontariamente.

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