Elogio dell’Odio

Avevo in mente da tanto tempo di studiare  uno in particolare dei tanti sentimenti umani, concentrandomi su di esso per divenirne assai esperto, e dopo averne sentito parlare tanto male e così ripetutamente, si sa come funziona lo spirito di contraddizione, ho deciso di dedicarmi per intero e con tutto me stesso all’odio, quel sentimento a sproposito vilipeso e calunniato, aggiungo subito. 

Non ero mai stato davvero convinto di quanto comunemente sostenuto, così ho iniziato a valorizzarlo e fomentarlo, all’inizio, lo confesso, quasi per scherno e per ripicca contro quei babbei sciatti e inerziali dei benpensanti, gente che odio e ho sempre odiato (facile, nessun merito qui), che straparlano dell’odio e degli “haters” come fanno con tutto, in modo superficiale e inesatto.
L’esperimento è stato piacevole e fruttifero oltre le aspettative, oltre che interessante, sicché poi mi sono determinato a potenziarlo ulteriormente, abusandone sino a fargli invadere in modo preponderante e pressoché assoluto il mio giudizio su qualunque oggetto. Ho vissuto in questa scrupolosa ricerca, facendo da cavia a me stesso, tutte le mie giornate per la loro intera durata, per mesi e mesi.
Innumerevoli sono stati i chiarimenti a cui sono giunto, e innumerevoli le conferme delle mie intuizioni. Tanti sono i fraintendimenti e le inesattezze riguardo all’odio, specie nella sua relazione antagonistica con l’amore. Tanto per riportare una delle conclusioni più importanti a cui sono giunto: l’odio è libertà, l’amore è schiavitù.
Le pozioni delle storie cavalleresche sono tutte per amare. Non ne servono per odiare!
Si passa assai più di sovente dall’amore all’odio che viceversa, perché ci si libera di un incantesimo in cui la verità era celata.
L’odio anche può essere ingannevole, come tutto può esserlo, ma di solito si basa su qualcosa di valido, ed è sempre sincero, mentre l’amore è quasi per definizione illusorio. Ah, anche io credetti un tempo di amare una ragazza (e quindi la amavo, perché credere di amare coincide esattamente con l’amare), ma in soli tre giorni, applicandomi arrivai ad odiarla, e trovai migliaia di ragioni per farlo, che prima erano nascoste, me ne liberai e fu come uscire da una prigione. Quanti ricordi meravigliosi sono legati all’odio in una vita! Nessuno pare apprezzarli.

Oggi posso (orgogliosamente) odiare di tutto, persino le cose più minute e insignificanti, e addirittura quelle che amavo in passato, con un’ostilità ed un’intensità sorprendenti; mi esce naturale ora, ma ho dovuto esercitarmi a concentrarmi sul peggio, sui dettagli, osservare con animo inflessibile, saper prendere il deteriore da tutto.
La mia vita non è affatto peggiorata, anzi! A scapito di quanto sovente affermato e ripetuto da persone che probabilmente non possiedono una profonda esperienza nel tema, un’esistenza immersa nell’odio puro è piuttosto piacevole e tonica, non consuma, non logora, non rattrista, non isola, etc. Non sono mai stato meglio!
C’è da fare attenzione però, di odio si tratta e non di altro, non del rancore, non dell’invidia, non del risentimento, della vendetta, del disprezzo, o quant’altro viene spesso appaiato a sproposito ad esso, solo odio.
L’odio può ben stare da solo, non porta, come comunemente si afferma, nemmeno direttamente alla cattiveria o perfidia, tanto meno alla disonestà, o all’immoralità, questo è un pregiudizio che sono stato in grado di rimuovere subito, non conduce neanche necessariamente alla rabbia e all’ira, si può veicolarlo in altri mille modi, per esempio nella comicità. Si può odiare senza per questo infrangere alcuna legge e nemmeno desiderare di poterlo fare. Anzi, se si odia in modo puro, si arriva al paradosso di amare così tanto questo sentimento da voler tenerselo a caro e con esso anche tutti gli oggetti delle sue cure.
È vero che da un certo punto di vista l’odio spinge a desiderare la scomparsa di ciò che cade nella ragnatela delle sue attenzioni, ma in effetti basta tracciare un solco, distanziarsi, e se si ama odiare, perdere una sola delle proprie “vittime” è perdere una bella occasione di percepire l’agognata affezione d’animo; non vorrei esagerare nel lirismo (il quale odio profondamente) dicendo che la sua scomparsa sarebbe come perdere una propria creatura, ma serve a capirci, e specie serve a farmi odiare quel che sto ora dicendo. Vedete? Che piacere!
L’odio è un sentimento nobile, non ce n’è di più nobili, e al contempo umile e democratico. Non è elitista e snob come l’amore, che di solito si dedica a pochi, sceglie e seleziona con la puzza sotto al naso. L’odio sa rendere dignitosi e altezzosi, sprezzanti e distanti, ma al contempo sa scendere nella rissa e può adattarsi ad ogni situazione senza discriminare. Per esempio ci sono ottimi appigli per odiare sia gli aristocratici che gli umili, sia i colti che gli ignoranti, gli intellettuali e i grevi, sia i belli che i brutti, sia i talentuosi che gli inetti, e così via. Si può odiare la volgarità e la presunzione, la leziosità e le male maniere, e soprattutto si può odiare tutto contemporaneamente senza affatto cadere in contraddizione o essere reprensibili in alcun modo. Difficilmente amerete musica classica e hip-hop, ma potete in tutta pace odiarli entrambi! 
Io per esempio, odio tutti i partiti politici e tutte le posizioni politiche! L’odio può manifestarsi o celarsi, ma sa essere sempre ecumenico e inclusivo, si riverbera e moltiplica come luce tra gli specchi, tocca tutto e gli si dà, senza dividersi e diminuire, ma rafforzandosi, prolifera e prospera, riempie senza appesantire, intrattiene senza indebolire e debilitare, può inebriare e trascinare nel delirio, o rafforzare il ragionamento, ubriaca e affila. Inoltre, anche qualora qualcuno riuscisse a criticare una nostra odiosa presa di posizione in modo convincente e razionale, c’è sempre la buona via di uscita di odiarlo assieme a tutto il resto, e buona notte! Un sentimento non è soggetto alla razionalità e meno che mai lo è l’odio, sentimento energico, energetico, ottimo per stimolare gli allenamenti, per motivare al miglioramento personale, per intavolare una profonda e impietosa autocritica che porti ad autentica crescita interiore. Chi si ama, si trascura! 
Stupefacente sentimento, è ricco e pieno di complesse sfaccettature e sottili conseguenze e ripercussioni, ma è per natura sua anche semplice e soprattutto economico: odiare non costa nulla e ci salva dal poter arrivare ad essere anche solo minimamente vicini a come sono coloro che odiamo. Non sono mai riuscito ad essere un avvocato italiano. Chi non odia, corre bei rischi!
Odio descrivere in modo impreciso e falsamente poetico i sentimenti, in effetti odio parlare di essi, e quindi ecco: se l’odio avesse un colore, sarebbe giallo come il sole, sarebbe il canto del gallo al mattino fresco e sereno, che annuncia un nuovo giorno in cui odiare ancora e già sfrigola la pancetta con le uova e l’aroma di caffè invade la casa della nostra anima. Potrebbe essere lo squillo assordante di una tromba angelica, la paralisi davanti a troppa bellezza ineffabile, è il marmo dello sguardo di Medusa; l’odio è chiaro e luminoso, splende e brucia, eppure pietrifica e indurisce.
Per tanto tempo della mia vita mi sono svegliato, lo ammetto, con una bestemmia tra i denti, è odio anche quello, è vero, ma da quando ho liberalizzato l’odio e non lo reprimo più, come si è per vile educazione codarda e meschina, indotti a fare, mi sveglio invece con gran entusiasmo, come nelle pubblicità (che odio) delle merendine. Sono subito e sempre pronto ad iniziare una nuova giornata dove potrò odiare qualcosa di nuovo, o insistere sull’usuale e perfezionarlo.

Non contiene forse la parola odio anche la parola Dio? Il linguaggio non è mai costruito invano, se un Dio esiste, per me è l’odio!
Ma c’è anche qualcosa di tenero, diciamolo, in un poveraccio qualunque, lì solo, a casa sua, tutto incazzato che si ostina a odiare convinto, senza poter fare niente, come nessuno di noi può far niente. Che splendida dovizia di occasioni di riflessione ci regala l’odio!  

Infine, tra i tanti vantaggi di una vita immersa in esso, va ricordato che odiare è facilissimo, basta osservare per un secondo, si inizia isolando un aspetto di ciò che si sta contemplando, e una volta presolo in avversione si estende facilmente il sentimento a tutto ciò che lo circonda e lo tocca. Da un solo gesto, suono, colore, sapore, odore, concetto, tono, parola, appartenenza, movimento, dettaglio, si può senz’altro arrivare ad odiare un’intera persona, tutto il suo mondo, chiunque lo ami o non lo odi, in un modo assoluto e definitivo. Il contagio è stupefacente, si odia agevolmente tutta la specie umana, l’intero complesso di esseri viventi, la Natura, la materia stessa, l’universo intero!
Diviene così facile e gratificante la sfida di riuscire ad odiare ogni cosa e persona, è così stimolante e avvincente, che ci si diverte a complicarla ponendosi regole ben precise e limiti. Non odiare nessuno per via del suo mero aspetto fisico, non odiare in considerazione di razza, religione, credo, rango, attività… non c’è verso, si riesce comunque a trovare qualcosa di odioso in chiunque.
L’odio ha di certo reso la mia vita più piena e felice, questa la conclusione. Son anche una persona migliore ora. Odio così tanto e amo così tanto odiare, che non rinuncerei mai a tutta l’idiota accozzaglia di mal gusto e imbecillità che mi circonda. Anzi grazie all’odio sono più socievole, più attivo, tollero e frequento quelle fogne dei social con più entusiasmo o per lo meno bonarietà, leggo più ancora di prima, mi incuriosisco per scemenze e proprio in quanto tali, odiose, sono persino arrivato ad attivarmi di persona per proteggere la diversità, il diritto ad esprimere le proprie opinioni, che sono la fonte principale di odio!
Grazie all’odio e alla mia gran passione per esso, sono arrivato a completare la mia metamorfosi e definitivamente librarmi nel volo di una farfalla libertaria e illuminista. Mai e poi mai, infatti, potrei accettare che a qualcuno fosse impedito di manifestare qualcosa che potrei odiare più di quanto abbia mai odiato tutto il resto prima. Vivo ogni giorno nella gioia che mi dà la sola speranza, la mera ricerca, l’anelo, di potervi odiare un po’ di più.

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