X. Estratto da “Storia della Stupidità Umana” di Paul Tabori, Capitolo VIII Mito e Sogno, Par. II, Parte V

Cagliostro non merita di certo di essere inserito tra gli alchimisti, anche se egli stesso diffuse la diceria per la quale era a conoscenza dell’Elisir. Tuttavia non fu come alchimista che assunse le sue conoscenze, ma attraverso il papiro del Gran Copto, capo supremo di una assurda loggia massonica, che seguiva i rituali dell’”antico Egitto”. Questa loggia, nella quale confluiva ogni sorta di confuso misticismo, non ebbe difficoltà a trovare adepti nella Parigi del XVIII secolo, dove avventurieri impostori prosperavano meravigliosamente.

Cagliostro prometteva ai suoi adepti un doppio ringiovanimento: morale e fisico. Il primo non attraeva molto i parigini… senza dubbio si consideravano abbastanza morali, e non vedevano la necessità di esagerare. Ma il ringiovanimento del corpo era un affare del tutto diverso.

Eppure proprio il Gran Copto non aveva pubblicato i dettagli della questione. Questi ultimi apparvero in un foglietto anonimo che eccitò l’immaginazione dei parigini; d’altra parte alcuni affermarono che effettivamente era stato scritto dallo stesso Cagliostro. Il suo titolo era: Secret de la régénération, ou Perfection Physique per laquelle on peut arriver a la spiritualité de 5557 ans.

Qui la ricetta: ritirarsi in campagna accompagnati da un leale amico, e passare trentadue giorni a dieta stretta, durante il periodo purificare il sangue con leggere applicazioni di sanguisughe. Al trentaduesimo giorno coricarsi e prendere un pizzico di Materia Prima (naturalmente il segreto di essa era conosciuto solo dal Maestro).  L’assorbimento di questa dose era seguito da tre giorni di incoscienza, ma non c’era da preoccuparsi. E al quarto giorno c’era da prenderne un’altra piccola porzione, che avrebbe provocato febbre e delirio, caduta dei capelli, afflosciamento dei denti, e scuoiamento.

Al trentaseiesimo giorno si assumerà una terza dose, che provocherà un profondo sonno, dal quale il paziente non si sveglierà fino al trentanovesimo giorno.

Durante questo lasso di tempo ricresceranno i capelli, si salderanno i denti, si rinnoverà la pelle. Al trentanovesimo giorno si prenderanno dieci gocce di Materia Prima, mescolate a vino, dopo di che si consiglia un bagno in acqua tiepida. Al quarantesimo giorno il soggetto del processo si sveglierà più giovane di cinquanta anni.

La cosa buona della cura era che poteva essere ripetuta ogni cinquant’anni. Il suo unico e minimo inconveniente era che non poteva essere ripetuta all’infinito dato che quando il soggetto avesse raggiunto i 5557 anni essa perdeva efficacia.

Nonostante tale spiacevole limite, il Gran Copto fu comunque tampinato dai suoi adepti, bramosi di ottenere la Materia Prima. Sfortunatamente fu implicato nel famoso o notorio “affare della collana”, e somministrò Materia Prima a tanti (da Dumas a Carlyle) che dovette abbandonare Parigi, la Francia, la sua Loggia Egizia, e tutte le mummie rincartapecorite che volevano ringiovanire.

Un altro “miracolo” alchemico era quello relativo al meraviglioso alcaest. Van Helmont, il medico e chimico fiammingo, inventore della parola “gas”, tessé lodi di inarrivabile fervore.

L’alcaest dissolveva e fondeva ogni sostanza: metalli, legno, vetro, diamanti, pietre, piante, muscoli, ossa. I suoi effetti erano universali come quelli del calore sulla neve.

Van Helmont assicurava di aver trovato il miracoloso elemento, e affermava di aver realizzato già vari esperimenti. Immetteva carbone e legno in un recipiente di vetro, aggiungeva un po’ di alcaest… e dopo tre giorni il legno ed il carbone si vedevano ridotti a una sostanza lattiginosa.

Sul tema sorse abbondante letteratura. E infine  Johann Kunckel, un altro alchimista che scoprì i processi per la fabbricazione del vetro artificiale colorato e la produzione di fosforo, fece scoppiare il tumulto. Si limitò a chiedere come mai, se l’alcaest poteva dissolvere tutto, non esercitasse la sua azione anche sul recipiente di vetro che lo conteneva.

Dopo ciò tale panacea scomparve dal catalogo dell’alchimia.

 

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