Il Fascismo nel 2020

Era la persona più rispettata del paese, la sua opinione era legge.

Moderato, saggio, oculato, era l’unico adulto in circolazione e, come unico adulto, tutti i “bimbi” lo seguivano e rispettavano; segretamente lo temevano e ammiravano, volendo arrivare ad essere come lui da grandi… e poi continuavano ad errare capricciosi.
Non indulgeva mai in profanità, oscenità o volgarità, ma un giorno il suo contributo fu una strana, sorprendente e in certo modo preoccupante frase di poche parole: “avete rotto il cazzo con questa storia del fascismo”.

Tutti credettero di aver capito ed applaudirono.
Gli antifascisti affermarono subito che la posizione era chiara: nel 2020 era del tutto inaccettabile il fascismo e le sue bieche idee a corollario, la celebrazione di un regime brutale, nefasto e autoritario, demolito dalla storia e da se stesso, e quella del suo capo, morto da ancor prima che delle sue reali spoglie fosse fatto scempio.
I fascisti anche avevano capito: era ora di farla finita con il ricatto di definire “fascista” qualunque decisione dolorosa e razionale, l’ipocrisia liberale che non tollera il suo proprio assioma di libertà di espressione del pensiero, il gioco delle tre carte progressista per cui è censurabile con una sola “paroletta magica” qualunque opinione invisa.

Richiestogli un chiarimento il saggio cercò di farsi capire meglio, rispose: “avete rotto il cazzo con questa storia del fascismo”.

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