Film su Leopardi e 4 mesi di studio più che matto… ridicolo!

La filippica qui di seguito si origina semplicemente a causa di una dichiarazione infelice dell’attore Germano, sul film “Il Giovane Favoloso”, dove interpreta Giacomo Leopardi. Eh sì! Non si può proprio più parlare!

Sono sempre più convinto che il cinema (con sporadiche e liete eccezioni) non sia arte.

Mi prendo il rischio non solo di essere spontaneo e brutale, cogliendo l’occasione di dirla come la penso su certe figure, professioni, situazioni, ma pure di andare spericolatamente alla carica su una notizia appena letta, ma non approfondita. Di solito ci si fanno gran figuracce così. Per di più tutti parlano benissimo del soggetto… ci si spertica in complimenti.

Forse per una volta mi sarò preoccupato per nulla, sbaglio nei miei frettolosi sospetti, e il mondo è meraviglioso. Speriamo! Ma sarei disposto a scommettere forte sull’impossibilità che dai canali “ufficiali” dell’Italia di oggi esca nulla di buono. Come sono disposto a giocarmi la carotide che chi ha partecipato al film a cui mi riferisco appartiene di sicuro a qualche “parrocchia”, centro di potere, lobby di quelle italiane tipiche, che tanto bene hanno fatto al paese tutto.

Per inciso: devo capire che senso abbia fare un film su Leopardi. Sarà banale ma, leggetevi le opere! Siete attori? Declamatele! Mettetele in scena. Ce n’è per tutti! Si vuol fare qualcosa di utile? Si trascrivano in un italiano corrente magari (ma bello), per invitare alla lettura, forse molti lo troverebbero più ironico, sinistro e divertente di quello che credono, o si dice che sia nell’atroce mattatoio scolastico. Anche quello sempre ben lottizzato.

In altri passaggi è più abissale di quel… non ce la faccio a resistere, no, scusate… di quel magna patate di Nietzsche e delle cavolate di tutta la scuola tedesca e italiana che gli è andata ronzando dietro per decenni a suon di sghei (vecchio buon marco) e borse di studio pagate da un paese lungimirante (la Germania, ovviamente).

Ma comunque, va bene! Si fa il film! Spero solo che non ne esca un personaggio lagnoso e noioso, eccessivamente introverso e scontatamente disastroso con le donne! O giuro che imbraccio un mitra e spacco tutto! No, non lo farò. Ma specie la lagna, no! La lagna italica ancora e perenne no! La lagna no!!! Le lacrime, i sussurri, no! Ba!Sta!

Tanto per accennare un paio di punti. Se volete un crimine vero, riducete la causa del pensiero leopardiano alla condizione fisica (gobba e tubercolosi ossea) caricate lì, caricate bene sull’ostilità religiosa (specie in famiglia) e dite che era “pessimista”; come se un gigante di due metri, bello come un Dio greco, che alzasse trecento chili di panca, e di successo con le stronze (attrici peninsulari), non potesse partorire-condividere un’analoga visione di mondo e Natura, osservandola, ed essa non fosse da considerasi come universale, comune a tutti, magari alternativa a quella proposta da Dante, Schopenhauer, Cristo, o chiunque altro.

Secondo una scemenza del genere, che poi si dice e ripete (più o meno implicitamente) per distrarre dal pensiero scomodissimo di un gigante, umiliandolo nel pietismo, nessuno fisicamente sano e forte potrebbe trovare il minimo interesse per le sue opere, le sue idee, il che è semplicemente un abominio pensarlo! Io vi odio, sia chiaro! Ma non fasciamoci la testa prima di essercela rotta. Del film non so nulla, solo che è “monumentale”, “grandioso”, “bellissimo”. Lasciamo perdere, andiamo al punto vero.

L’unica notizia che ho adocchiato sull’opera cinematografica parte proprio col piede sbagliato. Un attore, vale a dire, mi dispiace non voglio offendere nessuno, e di solito rispetto il lavoro altrui, (ma basta!) in teoria una delle ultime spocchiose e insignificanti nullità della società italiana, e in Italia appartenente a una strana bolla di fighi-sfigati mezzi tossici che amano la bella vita a costo pubblico, afferma che si è preparato per ben quattro mesi per sostenere la parte!

Complimentacci caro il mio fenomeno! Lo dici come motivo di vanto! “Ben quattro mesi, pagato…” ma statti zitto, va! Fai il vago! Glissa! Coglione! Il tipo, tra le tante cose che poteva aggiungere, ha aggiunto che è un privilegio essere pagati per farlo (studiare). Frase davvero risibile, insulsa, scialba. Da mentecatto! Da mentecatto piacione, ruffiano italiano! Chi se ne frega se ti pagano! Non lo leggere! Non lo studiare! Come non hai fatto fino a che non t’hanno pagato… ma insomma che cazzo vuoi?

Nessuno pretende che un attore si legga Leopardi, per carità, nemmeno se lo interpreta (e già questo la dice lunga su cosa sia il cinema e chi ci lavora: una porcata di basso intrattenimento) come non occorre che gli interpreti di Legolas o Frodo leggano il Signore degli Anelli e infatti almeno uno dei due non l’ha letto e si vive lo stesso! Un attore, bravo, interpreta a meraviglia anche se non sa cosa stia facendo, che tutti gli Amleto che ci sono stati, pure notevoli, erano filosofi loro stessi?

Non è che devo essere io a dirlo, ma Rocky Marciano è un personaggio adattabile al cinema, Leopardi, no! E non perché uno fosse un pugile e l’altro un filosofo (poeta), non è colpa di nessuno, non ci si può fare niente, quello che interessa di Leopardi non si adatta al grande schermo, come non gli si adattano certi romanzi, mentre altri sì (e per questo si sentono in dovere di studiare per ben quattro mesi, perché se la fanno sotto a mettere in sequenza quella colossale erudizione racchiusa in un piccoletto che è vissuto trentanove anni).

Ma porca miseria! Ad ogni modo! Se uno dicesse: “sapete signore e signori, purtroppo i ritmi di lavoro odierni non consentono un adeguato approfondimento, di un autore vastissimo, ciò sarebbe impossibile anche su un tema dove è necessario; io ho fatto del mio meglio per calarmi nella parte, farmi un’idea, sia autonomamente che con l’aiuto di alcuni esperti che ho voluto frequentare per i pochi mesi che avevo a disposizione ed ora mi sento meno allo scuro, spero di aver fatto un buon lavoro…” Applausi!

Se poi lui poveraccio (o piuttosto la massa di magnacci che gli dice che deve fare) non ha colto l’essenza, non ci piace la sua interpretazione, il sibaritico storce, comunque applausi alla buona volontà, alla dedizione, alla modestia, a una oculata proposizione delle situazioni e del fenomeno.

Ma tutto ciò non si può dire in conferenza stampa perché con un film si sta realizzando un prodotto commerciale per venderlo e devi far credere a tutti che hai fatto un capolavoro! E per primo te lo devi dire tu! Che se non ti fai pubblicità tu da solo… se non sei convinto tu… che puoi avere dubbi? Che mondo di merda! Scusate! Ammazzatevi!

E allora… mentite! Mentite! Ma onestamente! Mentite a rotta di collo! Sparatele colossali! Dite che lo avete studiato per anni! Che ne siete ossessionati, brutti cretini! Forse ci rimorchiate ancora più fregna. Siete attori, per di più italiani, non posso manco immaginare tutte le menzogne, le cazzate che avrete sparato in una vita. Perché tanto pudore?

Raccontate che vostro padre innamorato vi leggeva Leopardi invece della favole perché aveva divorziato e cercava un profondo senso nella sofferenza, che da sempre la vostra massima aspirazione è di approfondire… fate voi! Siete voi quelli bravi, i creativi.

Ma mi vieni, in pratica a fare lo svelto, che hai studiato per quattro mesi? E tutti che la riportano la notizia: lui “stratosferico che”… Che sforzo titanico! Ma non ti vergogni? Vuol proprio dire che non hai una minima idea delle proporzioni, che sei proprio allo scuro di tutto! Povero scemo! È come se oggi si trovasse un deficiente che ti dice che l’universo si compone di sette sfere e non ha proprio idea dei miliardi di miliardi di stelle che lo popolano e ti ci fa pure il saccente.

Anzi no! Mi ricorda quel tale che diede una conferenza sulla Divina Commedia (a proporzioni siamo lì con Leopardi) e aveva iniziato a studiarla a radice di una polmonite: ventotto giorni di mutua ministeriale (come tutto in Italia pagato dai contribuenti) e lo raccontava orgoglioso: aveva retto a leggere Dante per ben un mese! Poi nel volgere di poco tempo ci aveva anche scritto un libro. Così… palle al vento! Pietoso! L’ho ascoltato! Pietoso! Il libro ovviamente non l’ho comprato che glielo avrei lanciato di spigolo sulla testa. Con cattiveria!

Non dico questo per lamentarmi per forza, “criticare dal basso”, o parlare a vanvera, sia chiaro, mi dispiace apparire così esasperato, scontento, pare che la vita ti gira male e ti rifai sugli altri, e no! No! Non gira male finché non t’incroci con un coglione, però! Che ti racconta: ha studiato Leopardi per quattro mesi! Superficiale! Ruffiano! E certo non sono un esperto io stesso, eh, che sia chiaro, per quanto lo ami e me lo goda come e quanto posso. Mi rendo almeno conto delle difficoltà.

E poi per dirla tutta, voglio precisare che non è che non sappia riconoscere il merito e persino il genio quando lo vedo, in passato c’è stato chi davvero martellava assai forte su quello che faceva, e si poteva anche permettere di essere “arrogante”. Per esempio Carmelo Bene studiò per dieci anni (dieci) la storia dei Medici per il Lorenzaccio. Trascrisse e recitò “Ad Arimane” proprio di Leopardi, una interpretazione sublime! Se lo era letto a fondo, però, in anni!

Ma l’affermazione di essersi preparati per quattro mesi, e per di più detta con quelle parole, mi manda su tutte le furie, invoca la necessaria discesa nefasta di un violento Dio scandinavo a spappolare un Mediterraneo sfinito, ci vedo un riassunto della crisi del paese. Dove nessuno ormai ha criterio, senso delle proporzioni, non solo della decenza (che se davvero non la avessero affatto la decenza sarebbe già qualcosa, sono pure paludati, gerarchizzati, ‘sti “artisti”) ma proprio del ridicolo…

Si spera che per comporre le scene ci si sia basati sul tanto che si sa, senza fantasticare con le povere de-menti da Dams in quel tantissimo che non si sa. Se uno studia, di materiale per reggere le due orette squallide che “l’arte” cinematografica concede ai propri realizzatori c’è n’è e avanza, senza bisogno di aggiunte personali, di colpi di genio che di solito, visto il gran immaginario degli “artisti” mentecappati che abbiamo, finiscono sempre tra postriboli e “macchiettismo” becero, caricaturale, caricatissimo, volgare.

Perché se nel film ci fosse qualche sbaglio grossolano che poteva essere evitato semplicemente vedendosi la lezione su YT di Citati (eccolo uno che ci capisce! No Benigni che legge Dante! Altro cretino!) sul poeta, uno che dovrebbe fare? Veramente imbracciare un Minigun e caricarsi sulle spalle due casse di nastri! Che vorresti parlare? Dire? A chi? A uno che ha “studiato per ben quattro mesi”… e lo hanno pure pagato!

Spero che così non sia, lo dovrò vedere, specie dopo aver esternato la mia preoccupazione e fastidio. Spero proprio di essere colpito in positivo.

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