Francesco e i diritti dei gay.

Mi fa molto piacere che il Papa abbia detto di non essere nessuno per poter giudicare un gay. È proprio l’opinione mia e finalmente ci siamo! Alleluia! Direbbero loro!

Al nemico che fugge ponti d’oro! Dico io! E quello che conta è riuscire ad ottenere un mondo conformato in un certo modo (quello che voglio io –con altri ovviamente-) e non in un altro; quindi, molto bene ottenere il risultato, quale che sia la via per arrivarci. Forse otterremo il rispetto e l’uguaglianza che gli omosessuali meritano.

Quello che non capisco però è come coniugare le ultime parole con secoli di oppressione omofoba e sessuofoba, misogina e di intransigenza che ha portato gravi e molteplici sofferenze a tante vite umane. Sì è vero! Chi siete per giudicare? E perché lo fate ed esistete?

Il Papa parla per se? Dà un’opinione personale? O è lecito aspettarsi apertura dalla sua organizzazione criminale? Cosa sta succedendo? Perché, siamo onesti, fino ad ora sì che tutti erano qualcuno per giudicare i gay, e troppe ne hanno dette e fatte!

La Chiesa si è anche inventata quella bella mostra di intelligenza che è l’infallibilità papale (se parla ex cathedra, trucchetto no? … Di solito sparo cazzate, ma se mi metto ex cathedra…). E adesso? Papa Francesco non è nessuno per giudicare, ma se non è nessuno per giudicare, come pure io la penso, che ruolo ha? A che serve? Perché parla, perché lo ascoltano?

È del tutto inutile, non serve certo una figura strapotente e milionaria a dirmi di essere tollerante coi gay, o di promuovere i diritti umani, e neppure vorrei ascoltare il contrario, ma meno che mai mi pare utile una organizzazione che ha pretese di dispensare verità assolute (poveracci!), ma poi cambia opinione un po’ come cambia il vento.

Domani potrebbero anche rimuovere, e finalmente, il pregiudizio che vuole gli atei soggetti meno morali dei credenti (semmai è il contrario e per ragioni precise) a me starebbe benissimo, per carità, mi eviterei pure la vergogna di sentire un inimputabile come mio padre dire: “quello aiuta la gente, è uno di chiesa”, come se a me non mi vedesse fare lo stesso pur sapendo che sono ateo (poi risponde, “ma che c’entra”) ma come farebbe, poi, il Papa a giustificare la sua presenza su un mondo che volente o nolente e con buona pace di tutti i bigottoni che vanno da Padre Pio, a Santiago, a Medjugorje (a chiedere il miracolo di avere un incidente magari), lo sta lasciando indietro alla vana rincorsa di posizioni che non è più la loro morale basata su scritture false e bugiarde a illuminare, ma il sole della ragione e della scienza.

Finalmente chiuderà baracca e burattini dedicandosi all’attività seria? La banca?

p.s. E se poi ricambiano opinione un’altra volta e invece di predicare la tolleranza, la mitezza, il rispetto, appropriarsi di concetti illuminati ed usurparli volessero tornare ai roghi? Ci fidiamo?

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