Gli Aiutanti e il Boia

Il beccamorto e il becchino si assicuravano che i cadaveri fossero effettivamente tali (pizzicandoli, beccandoli) e li prendevano in consegna.

Il beccaio pure maneggia cadaveri e la parola è congenere alle precedenti, ma in effetti ha tutt’altra origine dato che il “becco” a cui si riferisce non è il picco corneo degli uccelli, ma l’animale omonimo, maschio della capra (da cui anche stambecco: “capra della roccia”, stein è roccia).

Essendo la carne di becco la più comune nel medioevo la parola è passata ad indicare chi tratta carne animale, il macellaio, che invece verrebbe, attraverso il latino, dalla radice indoeuropea –mak di ferire, tagliare, trafiggere.

Oggi in italiano la parola più diffusa per la professione di mercante di carni è la seconda, ma curiosamente in altre lingue è rimasta quella con origine “caprina”. Da lì infatti vengono sia il francese “boucher” che l’inglese “butcher” e derivati. Quest’ultimo (dal 1300), viene dall’anglo-francese “boucher”, a sua volta dal francese antico “bochier”, che significava sia macellaio che boia. Probabilmente valeva originariamente “uccisore di capre” dalla radice franca bukk o dal celtico bukkos (becco, maschio della capra).

Il boia non lavorava da solo, aveva un aiutante, il tirapiedi, che si appendeva al condannato in modo da semplificargli il duro compito di morire, evitandogli al contempo una inutile agonia. In inglese lo stesso fenomeno indica, oggi, lo scherzare: “to pull the leg” vale prendere in giro. Anche se sull’origine dell’espressione ci sono proposte alternative a questa.

Oggi il vocabolo si usa in tono spregiativo per indicare uno scagnozzo, vocabolo che a sua volta potrebbe derivare da “cagna” e che il dizionario Hoepli (online) riporta aver significato anticamente: prete povero alla perenne ricerca di messe, uffici funebri e simili da celebrare per guadagnare qualcosa.

Ci sono altre teorie, tra cui segnatamente quella che riconduce l’origine della parola al colore rosso (della veste indossata), dal latino “birrus” o “burrus”, ma probabilmente boia indicava prima uno strumento usato sul lavoro e poi, per metonimia, la persona, ed in specie rimonta a un collare di cuoio di bue (con analoga radice dal greco) usato in origine per gli animali, ma col quale, in catene, venivano trascinati anche i prigionieri.

Sinonimo di boia era “manigoldo”, oggi usato (ormai poco) per riferirsi a un furfante, un delinquente e di solito di basso profilo e piuttosto feroce. Benché l’origine della parola sia del tutto diversa, nel suo significato essa è curiosamente analoga alla precedente se diamo per buono che discenda dal tedesco antico menn (collare) e walt (reggere).

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