I BOIA e Altre Atrocità, Parte IV

Nelle colonie ovviamente vigeva la legge del paese colonialista, e questa è la ragione per cui la giustizia francese era amministrata in Tunisia, Algeria, etc.

Prima di passare agli Stati Uniti, nel diciannovesimo secolo, la Louisiana era stata francese anche essa. In genere non era usuale che un nero eseguisse condanne a morte, meno che mai verso i bianchi, ma Louis Congo fu liberato nel 1725 dalla schiavitù nella Compagnia delle Indie da ufficiali della Louisiana, e divenne esecutore di pene capitali. Durante venti anni di servizio gli furono sottoposte le esecuzioni anche di bianchi, e dovette inoltre occuparsi di frustare, marchiare a fuoco, amputare, impiccare, tutto ciò che era ancora nelle pratiche dell’epoca: “dimostrative”, pubbliche.

I verbali del Tribunale indicano che in varie occasioni Congo fu, per il suo lavoro, oggetto di feroci attacchi, e subì almeno due brutali pestaggi. Lui e il procuratore generale dovettero chiedere un’indagine approfondita e la punizione di questi casi, dato che come si scrisse: “la vita di detto Congo non sarebbe al sicuro se questi teppismi … fossero tollerati”.

In aggiunta alla sua libertà, e in cambio del servizio prestato, Congo ricevette due acri di terra alla periferia di New Orleans, oltre a una razione regolare di vino. Anche se sua moglie non fu formalmente liberata, le fu permesso di vivere con lui e fu sollevata da incombenze di lavoro. Il compenso per ogni castigo portato a termine ammontava a: 10 sterline per fustigazione, 30 per impiccagione e 40 per rompere le ossa a qualcuno sulla ruota o per bruciarlo vivo. Casi estremi e “medioevali”, ma ancora possibili.

La sterlina era la moneta della allora chiamata “Nuova Francia” che comprendeva Canada, Martinica, per esempio, ma anche territori molto più estesi della Louisiana attuale, dove ancora si può trovare chi parla francese, e che arrivavano conservandone il nome al Nebraska, e al Nord Dakota, passando per il Mississippi, il Missouri, etc. terre oggi incontrovertibilmente e del tutto anglofone.

La pratica della condanna a morte negli USA è stata tradizionalmente assai diffusa, anche senza processi, e specie per certi tipi di reati. Forse a tutt’oggi in alcune zone si potrebbe rischiare la dolorosissima impiccagione a un albero, e quindi per strangolamento, a seguito di abigeato. Circostanza che non si dà, ma anche perché non si dà più nemmeno tanto l’abigeato.

Si segnala che, insolito per un uomo di colore nel suo tempo e luogo, Congo poteva firmare a suo nome, il quale si sospetta fosse stato creato di proposito in riferimento ai luoghi dove egli visse: Louis per Louisiana, e Congo per la regione di nascita.

Pare che fu portato in America nel 1721 dalla Nereide, che era l’unica nave nota che percorreva la rotta da Cabinda, in Angola, a Biloxi, nello Stato del Mississippi. Considerando come erano tali viaggi, dove si doveva resistere per settimane con una pinta di acqua al giorno, stipati nella stiva, mangiando poco cibo e avariato, fagioli per lo più, per finire ad essere sfruttati e frustati a vita, Congo fu parecchio fortunato nella sua esistenza.

Se non la maggior parte, molti dei passeggeri erano soliti morire durante il viaggio; tanti, si stima un quindici percento delle “merce”, che fu di decine di milioni di individui, furono selvaggiamente uccisi, gettati in mare, da avidi uomini senza scrupoli.

Lo stato fisico dello schiavo era fondamentale, come si può ammirare anche dagli eleganti manifesti che annunciavano le vendite di “negroes in buona salute”, si sarebbe potuto sperare che esso sarebbe almeno stato preservato, ma a causa dell’umana avidità congiunta a una stupidità assai spinta della specie sapiens e una crudeltà zozza e infame, ovviamente si diedero casi di epidemie a bordo che lasciarono solo cadaveri.

Curiosi i fatti della turpe nave francese Rodeur, dove una epidemia infettiva agli occhi lasciò ciechi tutti gli schiavi e poi anche l’equipaggio, in mare aperto. Nel panico, non sapendo come contenere il male, gli aguzzini bianchi si decisero a gettare tra le acque i contagiati (ormai commercialmente inservibili), ma non ci fu nulla da fare. Troppo tardi! Ancor più curioso è che il timoniere, unico a conservare ancora la vista, entrò in contatto con la nave schiavista spagnola Leon. Dopo un primo entusiasmo, da vicino essa sembrò una nave fantasma, ma ancor più da vicino da quella che rappresentava l’unica solida speranza di salvezza si levarono le voci degli spagnoli, rimasti tutti ciechi anche loro a causa di una analoga epidemia sorta tra i convitti.

Il Rodeur giunse in porto e l’unico vedente e autore dell’impresa, divenne completamente cieco tre giorni dopo l’attracco, ragion per cui si conosce questa strana storia, mentre dell’altra imbarcazione non si ebbe più notizia. Sto divagando, ma lessi la strana vicenda su un blog che posso consigliare agli appassionati di fatti macabri che parlino italiano: Bizzarro Bazar.

Nonostante l’indubbio, osservabile diradamento del ricorso alla violenza e alla brutalità della società dei nostri tempi, dove per fortuna non è più ammessa neanche la pratica orrenda e vergognosa della schiavitù, che resiste solo in civiltà inferiori e sottosviluppate dell’Est e dell’Oriente, forse non esiste un cammino, una tendenza progressiva assolutamente chiara quanto a questi fattori, e forse il percorso potrebbe di nuovo invertirsi. Chi lo sa con certezza? Anzi, c’è anche chi da noi spudoratamente ripropone il ritorno alla schiavitù! Si deve ed è necessario vigilare, se vogliamo mantenere questa bellissima rotta e non divenire ciechi anche noi.

Nelle procedure di esecuzione, a volte si è cercato di essere il più sobri e schematici possibili, e forse in questo furono i romani e il loro diritto a primeggiare. Per quanto la crocefissione fosse una pratica davvero tremenda, ma non la tratteremo. Essi avevano l’idea generale di giustizia come il retribuire a ciascuno il suo, e con ciò cercavano di trattare similmente il simile, senza favoritismi. Sentendosi degli esseri degni, non indulgevano nelle umiliazioni gratuite, rispecchiandosi nel soggetto che punivano, specie se cittadino romano. Inoltre pure per tendenza, e pur essendo feroci e spietati, non amavano essere creativi quanto a crudeltà. Per quanto anche nella loro vasta storia, va chiarito, sia successo praticamente di tutto, comprese atrocità inenarrabili.

In altre culture, invece, pare manifestarsi una sorta di curiosa morbosità, un’attrazione per il macabro e per la violenza fine a se stessa che mettono quell’angoscia che forse è cercata volontariamente da chi la realizza, come a dire: “attenzione a noi! Siamo capaci di tutto!” Ma non per questo superiori a nessuno, come ben si può vedere dallo stato di posti tiranneggiati da crudeli signori della droga o dal fanatismo religioso: posti poveri, malsani, invivibili, che non producono nulla di buono o bello. Mentre proprio oggi, 14-07-2015 una sonda, a nome dell’umanità, è giunta su Plutone! Ai confini del Sistema Solare.

(Visited 286 times, 1 visits today)