I BOIA e Altre Atrocità, Parte X

La fallbeil è invenzione tedesca, e in effetti in Germania era stata utilizzata in diversi Stati già dal XVIII secolo, diventando il metodo di esecuzione tipico, in epoca napoleonica, nella maggior parte del Paese. La ghigliottina e il plotone per i militari, sono stati i metodi di esecuzione ufficiali durante l’Impero Tedesco (1871-1918) e la Repubblica di Weimar (1919-1933).

Sia il Vampiro di Dusserndorf, Peter Kürten, morto nel 1931, che il macellaio di Hannover, Fritz Haarmann, morto nel 1925, almeno 30 brutali ed orrendi, raccapriccianti omicidi il primo, tra cui bambini e almeno 27, altrettanto raccapriccianti e a sfondo sessuale, il secondo, furono decapitati. Famosissime e riprodotte anche nel cinema le loro vicende. Inutile parlarne.

Le ghigliottine tedesche originali assomigliavano al modello francese di Berger del 1872, ma alla fine si evolsero in macchine di migliore qualità che di solito erano costruite interamente in metallo, con una lama molto più pesante che consentiva quindi di operare entro montanti più brevi e con una minore corsa. Il tutto accompagnato da un sistema di recupero della mannaia più efficiente e l’eventuale rimozione del banco inclinato (o basculante) che permetteva un rapido susseguirsi di decapitazioni senza problemi, oltre al trasporto agevole  del macchinario smontato.

Il condannato poteva avere il volto rivolto verso l’alto o verso il basso, a seconda di come il boia prevedesse che avrebbe reagito alla vista della macchina. Quelli per cui si riteneva probabile il panico e che avrebbero iniziato a lottare, ci si disponeva di giustiziarli da dietro una tenda per evitargli la visione del dispositivo. Alcuni modelli erano coperti da uno schermo metallico per nascondere alla vista la lama fatale, che deve fare una certa impressione se è lì per te e la tua carotide.

La ghigliottina continuò ad essere usata in Germania solo nella parte Est, dalla Stasi tra il 1950 e il 1990 per le esecuzioni segrete. Diffusa anche in Svizzera, fu utilizzata per la l’ultima volta nel cantone Obvaldo per l’esecuzione del rapinatore di banca, divenuto poi, a seguito di evasione anche omicida, Hans Vollenweider nel 1940. Vollenweider nei suoi nove giorni di fuga uccise un postino, un autista e un poliziotto. Quando fu ucciso a sua volta, in Svizzera l’abolizione della pena di morte era già in programma, il che rese la sua soppressione abbastanza controversa.

Ad ogni modo contrariamente a quanto si crede comunemente, la ghigliottina del modello classico, francese della rivoluzione, originariamente non fu propriamente inventata dal massone Dr. Joseph-Ignace Guillotin, anche se alla fine fu battezzata col suo nome, dopo essere stata chiamata anche “louisette” (e poi popolarmente appellata con almeno altri venti nomi e nomignoli allusivi come: “rasoio nazionale”, “mulino del silenzio”, e consimili amenità).

Il contributo del dottore, insieme ad altri politici francesi, in commissione per studiare un modo veloce e più umanitario, rivoluzionario, di eseguire le condanne che fino a poco prima erano state realizzate addirittura alla ruota, terribile e cruenta esecuzione che ricordava lo squartamento inglese e che fu abolita, senza ottenere il successo sperato, solo dalla paura per il malcontento crescente della popolazione da Re Luigi XVI, fu quello di presentarla all’Assemblea Nazionale nell’ottobre del 1789 in un progetto di legge in sei articoli con i quali si stabiliva che le pene avrebbero dovuto essere identiche per tutti, senza distinzione di rango del condannato, etc. In applicazione dell’amato principio di uguaglianza, quindi. Si prevedeva inoltre che pena di morte fosse amministrata come estrema ratio, nel medesimo modo, indipendentemente dal crimine commesso, e che il condannato fosse decapitato per mezzo di un semplice meccanismo. Era la modernità!

Essa fu costruita, però, perfezionando dei meccanismi anteriormente esistenti e rudimentali come il patibolo di Halifax, in funzione già dal XIII secolo, ma privo di lama angolata a 45°, oltre che più alto e pesante, e la “scottish maiden” la “vergine scozzese” del XVI secolo, di cui si può ammirare un esemplare ad Edimburgo, da cui la commissione francese rivoluzionaria prese ispirazione, forse coniugando il tutto con la mannaia o piuttosto (tecnicamente) con il mannarino italiano, che ha una lama massiccia e squadrata, per la sezione dei quarti di macelleria.

La lama di una ghigliottina è a trapezio per infilarsi bene nel solco e realizzare meglio il taglio di collo e osso, la sua corsa di oltre due metri, il peso complessivo di una quarantina di chili fanno viaggiare la lama a oltre venti chilometri l’ora, con il solo sfruttamento della forza di gravità. È assai semplice.

Probabilmente Guillotin, però, primo incaricato di perorare la causa di una macchina egualitaria per eseguire le pene capitali, non adottò il tono consono alla situazione, le sue frasi storicamente riportate: “Con la mia macchina, vi faccio saltare la testa in un batter d’occhio, e voi non soffrite …”  o “la lama cade, la testa è tagliata in un batter d’occhio, l’uomo non è più. Appena percepisce un rapido soffio d’aria fresca sulla nuca …” probabilmente hanno un tono troppo frivolo e lezioso, che muove a riso; fatto sta che ciò successe: tutta l’assemblea, scoppiò a ridere. Guillotin si infuriò per la canzonatura. E per il momento la maggior parte dei punti di legge, quelli riguardanti esecuzioni moderne, tranne il primo sull’uguaglianza, finirono in un nulla di fatto.

Ma, dopo le risate, il problema di come eseguire tante decapitazioni, in modo adeguato allo spirito moderno e rivoluzionario, rimase. La decapitazione era senz’altro da preferirsi all’impiccagione nella Francia dell’epoca, perché essa era stata tradizionalmente riservata alla nobiltà, mentre la seconda era considerata popolare ed infamante, per non parlare della ruota, selvaggiamente crudele e simbolo dell’oppressione e del disprezzo per le vita umana dei monarchi. Su di essa venivano rotte le ossa degli arti con una mazza prima di essere finiti in vario modo e procedura.

Molti innocenti furono uccisi in tale orribile modo; sicuramente innocenti erano stati, per esempio, gli accusati di essere untori durante la peste del 1630 a Milano (quella del Manzoni), dato che oggi sappiamo bene che la peste non si trasmetteva come quelle teorie cospiratorie ante literam affermavano che accadesse.

Nel nuovo spirito egualitario francese, tutti i cittadini condannati a morte sarebbero stati trattati con lo stesso dovuto rispetto! C’è modo e modo di tirare le cuoia! Ciò che pare impossibile è farle tirare (le cuoia) anche a teorie del complotto del tutto inverosimili, il popolino le ha sempre create ed amate e continua anche oggi, come già si era fatto in varie parti della Germania, quando ad esempio, e tanto per cambiare, di aver diffuso la peste del 1347-53, che uccise un terzo della popolazione europea, furono accusati gli ebrei.

Tuttavia, il carnefice Sanson fece scrupolosamente notare che eseguire una pena capitale tramite taglio della testa è assai meno agevole che tramite impiccagione. Per quanto vada precisato che di errori ed orrori se ne dessero anche nell’altro caso, il fatto è che non solo si abbisogna di uno strumento adatto, affilato, di qualità, una spada in condizioni egregie, ed inoltre di perizia, ma pure della collaborazione del condannato, che deve avere la forza di spirito di rimanere completamente immobile, inerte, in quel difficile ed estremo momento. Non è da tutti!

Che nelle sue parole riecheggiasse la paura e il desidero di non voler ripetere la mala esperienza del Conte de Lally? Portato imbavagliato sul patibolo, affinché non perorasse la sua buona causa e morto assolutamente controvoglia? Protestando? …Morto in definitiva perché era uno straniero e tutti se ne fregarono di lui e lo usarono dandolo in pasto alla rabbia popolare! O vogliamo addirittura arrivare ad affermare che nonostante il principio di uguaglianza, i nobili sono educati a mantenere un maggiore contegno in punto di morte, laddove i popolani, a detta degli spocchiosi nobili stessi, hanno come caratteristica quella di agitarsi e lagnarsi di continuo? Ormai non ha più importanza!

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