I BOIA e Altre Atrocità, Parte XVI

Il procedimento inglese tipico per le esecuzioni dei traditori fu il così detto hanged, drawn and quartered (letteralmente: impiccato, stirato e squartato) fu in uso dagli antichi tempi di Enrico III e suo figlio il “Giustiniano Inglese” Edoardo I, che Dante sistema “solo” in Purgatorio, nonostante non fosse proprio “mite”.

Fu il procedimento usato anche per l’esecuzione del patriota scozzese William Wallace (1305), e rimase in voga per tutto il Medioevo, arrivando ad avere strascichi sino all’epoca moderna, come suggerisce lo scarno trattamento di favore riservato al cadavere del Governatore Wall di cui si è parlato (quello che non fu sbudellato).

Difatti la pratica fu abolita del tutto e formalmente solo nel 1870, per quanto lo sbudellamento ormai avvenisse solo dopo la morte e non come parte delle procedure atte a causarla.

A discapito del nome, e come da uso proprio della lingua inglese, “impiccato” stava a significare anche una qualunque legatura stretta del collo, non letale. Difatti il procedimento più brutale e piuttosto elaborato prevedeva che il condannato fosse legato a una scala per il collo, senza essere soffocato, evirato completamente, di pene e testicoli e che essi fossero gettati nel fuoco al suo cospetto, poi gli fosse aperta la pancia trascinando fuori tutti gli organi interni non vitali, anche essi bruciati mentre lui era ancora in vita, e poi fosse fatto a pezzi con l’ascia. Inoltre i pezzi del cadavere, andavano esposti in luoghi gremiti o simbolici della città, per esempio Ponte di Londra, Cattedrale, o Pub.

Tra le ultime applicazioni, ormai strascichi dall’antichità, nel caso della congiura di Cato Street, che vedremo, si dice che gli uomini implicati furono lasciati penzolare per circa un’ora e poi su richiesta del Principe Reggente, fossero decapitati. Curioso che l’incarico dato a un minatore locale fu portato a compimento con un coltello, dato che egli, non essendo esperto in materia, non riuscì con la sola scure. È più difficile di come sembri!

Riguardo a Ketch, non si sa esattamente quando questo spregevole figuro fosse stato nominato esecutore delle sentenze capitali, forse nel 1663, né si ha notizia della sua nascita e di attività precedenti. Certo è che col suo nome onomatopeico ed evocativo di “acchiappare”, adattissimo alla sua carriera di macellaio umano, eseguì le condanne a morte nei confronti di personaggi come William Russell, ossia Lord Russell, a Lincoln Inn Fields il 21 luglio 1683, e James Scott, primo duca di Monmouth, il 15 luglio 1685, dopo l’omonima “Ribellione di Monmouth”.

Fu specie in queste occasioni che il nome di Ketch saltò alla trista ribalta della fama popolare, a causa dell’imperizia con cui egli portò a termine il suo lavoro, tanto che di lì in poi venne utilizzato come proverbiale sostitutivo per “la morte”, o addirittura di Satana, oltre che di carnefice.

Il fatto è che mentre le impiccagioni e gli squartamenti (con successiva bollitura di parti anatomiche per esposizione) erano assai comuni, lui da solo ne realizzò centinaia, e non era così orribilmente incapace, la pena della decapitazione con scure, riservata ai nobili, era per ovvie ragioni parecchio più rara e non tutti hanno la calma militare, la sicurezza e la mano ferma di gente come lo svedese Dalman, che decapitava come una ghigliottina.

Nessuno potrebbe mai dire se all’esecuzione di Lord Russell, Ketch usasse il suo ruolo per dar sfogo a un intimo sadismo, o semplicemente facesse sfoggio di una suprema e preoccupante, irritante imperizia, divenuta leggendaria. O addirittura, e ancora peggio, c’è chi lo immagina, non fosse soddisfatto “dell’obolo rafforzativo” con cui vittima e parenti “ungevano” gli ingranaggi del braccio del boia per addrizzarne la mira e sfogasse il suo malcontento prodigando colpi sbilenchi.

Con certezza si sa che la vittima soffrì terribilmente colpo dopo colpo ogni mancanza di destrezza del suo sciagurato esecutore. Persino la folla, all’epoca notoriamente bramosa di contemplare spettacoli cruenti e spessissimo da definirsi tout court assetata di sangue, fu scandalizzata dalla performance straordinariamente sanguinosa e straziante fornita da Ketch.

Il quale per tutta risposta si sentì in dovere di redigere e pubblicare un piccolo pamphlet di scuse (intitolato “Apologie”). Sostanzialmente la giustificazione per la sua imperizia era che Lord Russell non era riuscito a “sistemarsi nel modo più adatto” sul ceppo, lui tra baveri, colletti, cappelli, s’era confuso all’ora di prendere bene la mira sul collo. La folla, il popolino ignorante dell’epoca era uso lamentarsi di continuo, una volta troppo sangue, un’altra troppo poco…

James Scott, primo duca di Monmouth, per evitare scempi, non fece uso di cappuccio, cappello o altro orpello che potesse confondere il boia nella sua delicata operazione di mira, ma anzi si raccomandò al compagno esecutore di gestire la situazione meglio che nel vergognoso caso del defunto Lord Russell: “do not serve me as you did my Lord Russel. I have heard you struck him three or four times…” (non servitemi come avete fatto col mio caro Lord Russel. Ho sentito dire che lo avete colpito tre o quattro volte…), e anche lui, tanto per assicurarsi che la mancanza di mira non dipendesse dalla mancanza di sufficienti emolumenti, aggiunse alle parole anche dell’oro. Tanto che altro farsene, ormai? Ma pure il predecessore lo aveva ricompensato extra e senza successo, d’altra parte non avrebbe potuto pretendere un rimborso.

E infatti, nonostante raccomandazioni verbali e pecuniarie, il disgraziato reo di tradimento, dovette prendere addirittura cinque colpi di scure prima di avere la testa staccata dal busto riportando, prima, dolorose ferite non letali, parecchio a sud del collo, sulle spalle; forse Ketch beveva troppo. Fece peggio che nel caso precedente. Se non ci fossero state le guardie a presidio del patibolo, il boia non l’avrebbe fatta franca stavolta, lo avrebbero fatto a pezzi e magari più rapidamente di come sapeva fare lui. La folla si infiamma come pare a lei, ogni pretesto può essere buono!

I due furono giustiziati per aver congiurato contro l’assolutismo di Carlo II Stuart, nel così detto complotto di Rye House, a congiurare però furono più che altro gli eventi, che evitarono l’assassinio del re, tornato di sorpresa e troppo presto da una cavalcata a causa di un incendio alla sua residenza di campagna. Chi avrebbe mai potuto immaginarlo? I traditori furono colti di sorpresa, sul fatto, i più esiliati, alcuni messi a morte.

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